ToronadoSan Francisco: Golden Gate e Cable Car sono nella mente di tutti, quelli normali. Nella mia c’è il Toronado.

Uno dei posti più brutti ma più belli del mondo. A metà di una maledetta strada in salita c’è una porta bianca, aperta a metà, la metà superiore. Entro timoroso.  Posto piccolo, liso, consumato. Bancone a destra. Trovo uno sgabello.  Il publican sembra un po’ la versione asciutta del cantante dei Limp Bizkit, tutto coperto di tatuaggi, in nero come la notte. Cattivo.
Ordino “Pliny the Elder”. Mezza pinta. Mi guarda malissimo.
“Two bucks” : il prezzo del  paradiso. Due dollari sul bancone. Adesso voglio la Alaskan Smoked Porter! Mi ignora. “Half pint”.” Mi ignora. “Sorry”” Mi ignora.Dopo qualche giro dietro al bancone a distribuire pinte come un funambolo mi urla dietro dicendomi che non mi serve perché prima da la birra a chi lascia la mancia. “The American Way”.
“Fock”, come dice lui, con quella O che sembra un pugno in pancia. Vorrei alzarmi e andarmene mandandolo a cagare. Ma no.  “E’ la California” penso.
Arriva la seconda mezza pinta. Allungo 5 dollari e non prendo il resto. Ho capito il movimento. Let’s dance.
IPA, DIPA,Porter,Stout, Pale… il paradiso del luppolo facendo slalom tra le belghe sulla lavagna.
Sono seduto da qualche ora su quel trespolo. Fine primo round.
Il giorno dopo torno. Mi saluta. “Hey Dude”. Fock sono a casa. E via di pinte Pliny, birra a caso, Pliny, Blind Pig, birra a caso, Pliny…  Un ping pong tra Cilurzo e il resto del mondo. Converso con un afroamericano che odia tutto l’Arizona e beve Weisse tedesche col limone e una coppia dell’Oregon pazza per l’Italia e il ciclismo (di cui so quasi nulla…) che svuota pinte di DIPA californiane guardandomi come se fossi un marziano perché sono stato in Belgio, ma davvero…
Arriva anche la salsiccia presa dalla ragazza punk nel “negozio”  a fianco, che ha tre tipi di consulazioni: inside, take away e Toronado…
Altre pinte…Ogni tanto lo scuro mi ricaccia indietro i bucks: “It’s mine dude”. Wow. Comincio anche a capire quella strana lingua che parla, farcita di parolacce con accenti da Geordie e di parole che credo farebbero arrossire i Geordie suddetti, se solo le capissero…
Ordino una Cuveè  de Tomme (faccio lo splendido) e lui mi da un pugno sul pugno in segno di approvazione: “This is California dude”  penso.

Il Toronado è sicuramente uno dei pub più famosi al mondo. Non  ha un numero impressionate di spine, una quarantina, e una quarantina di bottiglie.
Serve SOLO birra (io non ho visto altro… e non oserei chiedere altro…), per il cibo  alla sua sinistra c’è un venditrice di ottime salsicce con una ventina di tipi diversi a “menù”. Il Toronado ha anche quattro o cinque tavoli, ma credo che per trovarli liberi sia necessario il bivacco. E ricordate “Tipping is not another  fuckin’ Chinese town”

Info: Toronado – 547 Haight St. – San Francisco

L’ispirazione per questo post viene dal blog di Leo Hoppy Hour e dal suo post “Saldi!

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

5 Comment on “Toronado – San Francisco

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