rullesCome sempre in questi eventi mi perdo via in chiacchiere e assaggio molto meno di quello che vorrei… comunque qualcosina l’ho provata.
Parto da quella che non c’era: Rulles Dix, etilica e un po’ scomposta in bocca, con una botta di amaro terrificante e un naso da lievito tremendamente Rulles. Deve maturare un paio di mesi e vedremo. Grazie Gregory.
Di italiano mi è piaciuta tanto la Imperial Ghisa: eh lo so Stefano mi odia, appena ne stappava una arrivavo. Nello stesso livello etilico grande anche la Imperial di Maltus Faber, e grande l’attitudine di Max e Fausto verso il consumatore, loro sanno.
Sempre buona la Seta del Rurale, una Wit che manca nel panorama italiano.
Passoni avanti veloci per Amiata: Claudio e Gennaro ci mettono il cuore, le birre pure: equilibrate e caratterizzate,  certo che darmi una birra alle castagne e una al miele… mancava la weisse e poi avevano beccato le tre famiglie che gradisco meno! 😉
Al Bi-Du non ho bevuto perché erano in riserva.
Ottima la Sticher di Grado Plato, molto meno convincenti Engel e la Zingibeer medagliata: mi ha ricordato la Juju di Left Hand, spingendo sul ginger in modo a mio gusto esagerato.
Spiazzante la Martina di Pausa Cafè: non ho voluto sezionarla, me la sono solo goduta, tantissimo. Un bravo anche ai ragazzi che “per ovvi motivi non possono essere qui”! E’ stato inoltre un piacere incontrare tutti quelli che vedo sempre troppo poco.
A Interbrau invece ho bevuto una buonissima Nethergate Old Growler Porter, una Jaipur in forma e delle Sierra Nevada sempre divertenti.
Insomma, nonostante tutte le gufate PianetaBirra è stato vivo e divertente, soprattutto perché  è il centro in cui convergono tanti amici. Alla prossima.

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

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