La storia delle Porter – Capitolo I

Prima parte della storia delle Porter: John Feltham battezza la nascita delle porter su “The Picture of London” nel 1802: la sapiente invenzione di un publican che mischiò tre birre per crearne una nuova: sarà vero o solo leggenda?

Porter
John Feltham battezza la nascita delle porter su  “The Picture of London”.
John Feltham battezza la nascita delle porter su “The Picture of London”.

Porter: per me sono uno stato mentale più che uno stile, sono una pinta inglese, un pub, un po’ di pioggia e un biglietto della metropolitana in tasca.

Che differenza c’è tra una Stout e una Porter? Ma da dove nascono? Che origine hanno? Perché a un certo punto le porter sono sparite? E perchè sono tornate? Oggi cosa sono? Domande, forse troppe.
Qui inizio il viaggio che parte dalla Londra del 1700 e che cercherà di ripercorrere la storia delle birre scure d’Inghilterra, quelle meno nobili, rustiche e tanto affascinanti. Non so quante puntate saranno, non so con che regolarità le pubblicherò ma arriverò in fondo alla storia. E come ogni buon gentleman al pub, quando la prima sta per finire, ne arriverà un’altra….

Iniziamo, e inizio con le risposte.

Dove nascono le porter? Genesi tra leggenda e storia

La storia vuole che i lavoratori londinesi fossero soliti ordinare una “tre terzi”: un blend tra una ale più fresca, una “più vecchia” e una twopenny, una strong/old ale più nobile ed alcolica delle precedenti.
Intorno al 1722 un birraio, Ralph Harwood, creò una birra che racchiudeva le caratteristiche del mix tanto amato dalla working class e la chimò “Entire-butt” perché veniva servita da un solo cask (butt), rendendo inutile il blend.
Questa nuova birra (beer e non ale ndr) divenne subito celebre tra i lavoratori e i facchini (porter in inglese), e da questi prese il nome: era nata una leggenda.

O perlomeno questa è la storia che molti raccontano e che magari è stata raccontata anche ai miei 5 lettori.
Infatti viene raccontata esattamente così dal 1802 quando John Feltham la scrisse su “The Picture of London”.
Cosa mi fa dubitare? Negli 80 anni trascorsi tra l’invenzione e la rivelazione nessuno, prima di Feltham, scrisse di questa storia né ci sono prove certe che la three-threads (che è realmente esistita, ma cosa sia lo scriverò in seguito) fosse effettivamente il progenitore dei “mischioni” attualmente tanto di moda, né alcuno dei produttori di Porter dei tempi (all’inizio dell’800 la Porter era la birra più in voga) l’ha mai citata.
E poi, dato che la birreria (o meglio brew pub) di Feltham fallì miseramente nella seconda metà del ‘700 come mai la ricetta di questa bevanda tanto popolare passò ai concorrenti? E come mai nessuna delle brewery che agli inizi dell’ottocento spopolavano a Londra fa accenno alla pratica di “mischiare le birre”? E poi, che birre mischiavano, sempre che le mischiassero?
Quindi, in soldoni: questa storia è vera o una leggenda metropolitana?

Io preferisco un’altra storia, più realistica: quella scritta da John Tuck nel 1822 che racconta come agli inzi del 1700 i birrai londinesi, per far fronte alla concorrenza delle ale chiare importate da Burton al seguito dei ricchi signori di campagna che si trasferivano nella capitale, dovettero “migliorare” la loro birra scura rendendola più luppolata e servita dalle botti: la intire butt beer prese piede tra la working class e, ovviamente, tra i porter…

Il cerchio si chiude. Ma com’era allora la Porter del ‘700? Cosa sono i threads? Come si faceva? Che ingredienti si usavano?
Questa è ovviamente il tema delle prossime puntate!

Autore: Tyrser

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

6 pensieri riguardo “La storia delle Porter – Capitolo I”

    1. La risposta è complessa, mi ci vogliono un paio di puntate per arrivarci! Diciamo che si parla di IPA già dalla metà del 700 e diciamo che esistevano anche le pale stout. Così tanto per mettere benzina sul fuoco!

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