Settimana della birra artigianale

Per celebrare la prossima settimana della birra artigianale stilo la mia personalissima lista delle 6+2 birre con cui celebrare l’evento.
Tutte le birre hanno un significato particolare in fondo al bicchiere, e questa è una ragione in più, se ci volesse, per svuotarlo…

settimana della birra artigianaleL’idea di Andrea Turco (quello di Cronache di Birra) è semplice: buttare un sassolino e dare cassa di risonanza al suo rotolare ed ingrandirsi su e giù per l’Italia. Questo sassolino è l’idea di creare un festival aperto che si svolga lungo tutta la penisola e che abbia come unico fil rouge quello di promuovere e festeggiare le birre artigianali. Tutto ovviamente ben documentato sul sito ufficiale della settimana della birra artigianale
Decine e decine di “soggetti birrari” hanno aderito alla sua iniziativa proponendo offerte, eventi ed idee per celebrare al meglio la nostra adorata bevanda nella settimana che va dal 7 al 13 febbraio.
Ottima iniziativa, a mio parere, ma è strano che parta da una persona e non da un’associazione. Ma forse questo è il suo punto di forza: scavalcare gli attriti e i “bambinismi” che a volte annebbiano il giardinetto della birra artigianale italiana proponendo un’iniziativa senza alcun cappello “istituzionale”.
Spero che l’unione faccia la forza e che questo evento porti un messaggio comunicativo e positivo e che faccia riempire qualche bicchiere in più di buone birre traviando per sempre i consumatori abituali di “birre” bevute a canna.
Da parte mia aderisco scrivendo una personalissima lavagna delle 7 birre con cui celebrerei ogni giorno della settimana della birra artigianale.

Lunedì
Pliny The Elder – Double IPA – 8% – 100IBU – Russian River Brewing Company
Il capostipite di tutte le birre con luppolatura californiana. Classica come una canzone dei Beach Boys, dall’alto dei suoi anni lascia da parte i muscoli e la voglia di sorprendere. Siediti con lei e ti svelerà le AiPiEi.

Martedì
Pilsner Urquell Kvasnicový – Pils Boema – 4.4%
Giù, nei profondi corridoi sotterranei del mega impianto di Pilsen, ci sono ancora dei tini di legno dove riposa e matura un po’ di questo nettare degli dei. Mentre il mondo si beve la versione morta in bottiglia, chi ha la fortuna di passare in quella cantina ha un’esperienza mistica: luppolo, malto, legno: ingredienti semplici per creare LA session beer definitiva. Una botte, please!

Mercoledì
Cantillon Bruocsella – Lambic – 5% – Brasserie Cantillon
Senza compromessi, il lambic è qualcosa che o ami o odi. E se lo ami lo fai follemente, intensamente, lussuriosamente. Mi ricorda il Belgio, lo spirito cordiale, i caffè e tante persone che mi hanno fatto crescere. Questa è la birra nelle sue espressioni più crude e senza compromessi. Ciò che i più ritengono disgustoso a me pare sublime. Noi nerd siamo così.

Giovedì
Harvest Ale – Barley Wine – 11,5% – J.W. Lees
Per me il monolite dello stile. Una birra, grande, complessa, alcolica ma facile da bere, che può invecchiare molto bene. Un solo malto e un solo luppolo per creare questo nettare che così bene accompagna i formaggi inglesi. Un po’ come la Regina, non la vedi spesso ma l’importante e sapere che c’è. God Save The Lees.

Venerdì
La Mummia – 4.8% – Birrificio Montegioco
La miglior birra italiana? Forse. Il miglior birrificio italiano? Probabilmente.
Ricordo i primi assaggi, le prime botti, la ferma o la mossa? Una birra che bevi a secchi e non ti fermi mai, ma tanto finisce subito perché ce n’è poca. Stai lì bravo, non toccare niente e bevi. L’arte della degustazione destrutturata e data in pasto ai maiali che restituiscono un salame che ben ci sta con l’acidità della Mummia. Una birra che quando la bevo mi fa stare bene, anche se subito sento come la presenza di Riccardo che mi vuole menare… 🙂

Sabato
Westvleteren 12 – Trappista – 10,2% – Westvleteren Abdij St. Sixtus
Birra con una certa fama. Difficile da trovare, ma non troppo, prodotta in un’abbazia off limits per intercessione diretta di Dio, venduta in un caffè che sembra un autogrill e bramata da ogni appassionato novizio.
Il livello di follia dell’appassionato italiano è spesso direttamente proporzionale al numero di bottiglie col tappo oro che ha in cantina. La migliore di sempre l’ho bevuta grazie a Schigi. E’ anche per quello che gli voglio bene.

Domenica
Confine – Comasc Porter – 6% – Birrificio BI-DU
TipoPils – Italian Pils –  5.2% – Birrificio Italiano
La domenica si santifica con due birre. Le due più importanti: la prima birra di cui ho bevuto un bicchiere intero e poi un secondo e quella che mi ha fatto capire che di scuro nel bicchiere non volevo la coca-cola. Se sono qua è grazie a loro, a Kuaska e a Sandro. Un’altra, pelase.

Autore: Tyrser

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

6 pensieri riguardo “Settimana della birra artigianale”

    1. @SR
      O mi stai offendendo pesantemente oppure stai gufando l’iniziativa… 🙂
      Yes, we can, bottle or draught
      Comunque andiamo al cinema, che passa tutto, anche la Be**s Next!
      😉

  1. mi pare ovvia l’intenzione di offendere… 😀 dì qualcosa di sinistra!

    io se c’è da bere qualcosa in più e di diverso (e di buono) non gufo mai…

    anche se mi trovo d’accordo con quanto dici prima di “ma forse”. nonostante quello che dici dopo. l’inevitabile personalizzazione dell’iniziativa (evitiamo flames, non ho detto che il Turco è il dottor Zero) è un handicap secondo me

    poi, chissene… almeno ha avuto un’idea

    1. @SR
      Secondo me il fatto che lui abbia avuto un’idea e l’abbia messa in pista così velocemente è proprio perchè lui è uno e non trino. E soprattutto perchè non è UB o MoBI o ADB: se l’avesse messa in pista una di queste associazioni secondo me molti avrebbero detto cose di sinistra tipo “conflitto di interessi!” e lì la cosa sarebbe degenerata come tu ben sai 😉

  2. secondo me l’ha messa in pista così velocemente perché di lavoro di occupa di siti web…

    ma conflitto di interessi de che? più che altro possibili gelosie. a me poi anche se la fa UB o Polli poco cambia, se la cosa è interessante partecipo ad un evento, altrimenti no, settimana della birra o meno

    per me il punto è che manca un po’ di scheletro e progettualità. non ci vedo un’idea di regia dietro. e non è una colpa di Andrea, nel suo ruolo non può essere il regista. di fatto è un sito e un blog dove chi vuole può aderire con qualche iniziativa. e se hai un locale, nel dubbio, ti costa poco prendere un paio di fusti special e provarci, bene che ti vada allarghi il business e hai un po’ di visibilità

    tutto bene… ma che c’entra Andrea in questo oltre a mettere in piedi il sito? se faccio io la settimana della birra di Milano ha senso? ha senso se se la fanno locali e birrifici, che sono quelli direttamente coinvolti, non io che conosco il php…

    certo, se gli altri non fanno una mazza, allora forse ha senso che lo faccia lui…

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