Quelli del vino non sono per niente simpatici

La birra è da sempre considerata in Italia come la sorella povera del vino. Per questo motivo gli esperti, o presunti tali, del vino si sentono in dovere di pontificare sulla birra e di prenderci in giro quando facciamo loro le pulci. Io non ci sto!

Diciamocelo: noi, birrofighetti talebani, baroni del luppolo e anche un po’ rompicoglioni, la spremuta d’uva non la sopportiamo. Abbiamo ragione, a prescindere. Ma mi tocca spiegare perché.

Se vuoi parlare di birra, e magari spiegarla, non devi vestirti come un pinguino. Non devi metterti al collo una sorta di collare da alano con tanto di coppetta da cui abbeverarti col pollice all’insù. Non devi fare dei gargarismi strani e sputare.

Se vuoi mangiarti un’insalata di carciofi, un carpione o un dolce al cioccolato non devi strapparti le vesti in cerca dell’abbinamento impossibile: c’è sempre almeno una birra che fa per te.

Se vuoi berti qualcosa di veramente figo non devi intaccare la liquidazione o vendere la suocera: spesso basta l’equivalente di una cena per stapparti una bottiglia molto rara.

Se ti devi stappare suddetta bottiglia non devi fare equilibrismi stani o usare utensili tecnologici: quasi sempre basta un accendino e via.

Non devi essere figo: puoi essere brutto quanto vuoi, a volte pure puzzare, in un pub o in una kermesse brassicola non sarai messo alla porta. E spesso ci sarà già qualcuno peggio di te (io per esempio).

Puoi passare 12 ore al bancone del pub a bere e scherzare, oppure a guardare le mucche al pascolo in Franconia o i turisti giapponesi che passano per le vie di Bruxelles senza il minimo cedimento.
Alla seconda bottiglia di vino spesso hai come unici compagni di bevute Elvis e Jim Morrison. Se insisti ti rimangono solo dei tipi su un furgone con le luci.

Il vino si fa con l’uva e basta. Che palle. Puoi trovare una birra fatta con qualsiasi cosa. Viva la libertà.

Con il Timorasso si fa la Tibir, voi cosa riuscireste a fare voi con del malto o del luppolo?

Se bevi vino credi che Micheal Jackson sia uno sbiadito che canta nei dischi.

Il vino ha le annate. Se il tempo è sfavorevole tutti a piangere, a buttare le bottiglie, a tenersi per mano per consolarsi. Possono anche piovere locuste, ma se il birraio è bravo, la birra verrà sempre buona.

Se bevi vino non sai chi è Kuaska.

Il vino è o bianco o rosso. Il rosato è già da femminucce. La birra è libertà cromatica. Dite che avete fatto il sessantotto e poi vi rinchiudete in un mondo binario.

Dite che bevete la birra per fare i rutti. Vi auguro di esplodere un rutto fragoroso alla prossima carissima degustazione di Champagne: verrete allontanati dalla sala in malo modo e qualcuno sussurrerà "sarà un bevitore di birra, crucifigge!" Il concierge dell’hotel stellato di turno provvederà a buttarvi nel cassonetto per la raccolta differenziata.

La birra ha rubato Schigi al vino. Voi chi ci avete rubato?

Se bevi vino soffri: per bere un Chateau Du Ball del 1941 in degustazione lo devi dividere in 24 e te lo versano in un bicchiere con uno stelo più lungo del tuo avambraccio. Il 90% rimane sul preziosissimo cristallo di boemia e sulla tua lingua finiscono due gocce. Sa di tappo, peccato.

Vogliamo parlare del vino alla spina?

Se ti senti esperto di vino pensi di essere un dio. Se bevi birra buona sai di esserlo.

In vino veritas, ma l’allegria è nella birre.

Quelli che bevono vino "ad un certo livello" guardano con disprezzo chi beve birra. Ci vedono un po’ come il fratello povero, il cugino scemo, quello che, quando il prete viene a cena, chiudi in soffitta. Quelli che bevono birra, bevono birra e basta.

Esiste la Merla del vino?

La pubblicità insegna: chi beve birra campa cent’anni, chi beve vino preferisce quello in cartone.

Se bevi birra non devi scrivere su qualiasi blog, forum, sito o portale per difenderla sbeffeggiando la spremuta d’uva per rispondere a vecchi, saccenti, intransigenti, so-tutto-io, bevitori di vino fighetti. Ah no, aspetta, quello lo facciamo. Pure troppo. Ma i romani avevano il vino e i barbari la birra. Ricordate chi ha vinto alla fine? Salute!

Autore: Tyrser

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

29 pensieri riguardo “Quelli del vino non sono per niente simpatici”

  1. secondo me, alla distanza, hanno decisamente vinto Roma e i Romani, ma hanno dovuto adottare la birra abbandonando il vino de li castelli…

    La Merla unisce anche i vigneronnes: Elisa, Walter e non dimentichiamo Ilario (il sommelier dell’obertengo) e il Pigi erano tutti presenti alla Merla!

    Roy Paci è fan di Kuaska…

  2. Ti leggo spesso ma non ho mai commentato.

    Per questo esilarante articolo però è impossibile non dedicarti una standing ovation!

  3. Se è un articolo scherzoso, come immagino è bellissimo.
    Se alcune (ma solo alcune) delle cose che hai scritto invece le pensi davvero allora mi dispiacerebbe. Io per esempio mi trovo dall’altra parte della barricata – non tirata su da me – e guardo al mondo birraio con grandissima curiosità, rispetto e ammirazione.

    Mi ricordo di una cena con Kuaska e Schigi a La Brinca di Ne, dove per una sera almeno, vinofighetti e birrofighetti sono andati a braccetto insieme. Ci sono anelli di congiunzione preziosissimi in questo mondo, uno di questi è proprio Schigi, da tenerselo stretto più che da spostare dall’una all’altra parte.

    Non penso ci sia bisogno di separare i due mondi, anzi, per quanto mi riguarda convivono costantemente e con grande amore.

    Un caloroso saluto.

    Fi

    1. Ovviamente il tono è scherzoso, e non c’è alcun desiderio da parte mia di alzare barricate. Capisco chi ha una passione diversa ma uguale, ho “semplicemente” trattato il tema nel modo scanzonato che contraddistingue spesso il mondo delle birre che a me piace. E poi forse perchè mi fa piacere leggere che c’è chi legge tra le righe.

      E poi, diciamocelo, questo benedetto complesso di inferiorità un po’ lo abbiamo: pensa a Vinitaly, alle riviste in edicola, ai somellier in televisione e ai burocrati legislatori vinofili.
      Il vino fa cultura, la birra in Italia è, purtroppo, causa di ritiro della patente (stando ai giornali).Ah e poi la birra è da bere responsabilmente: il problema è che non è responsabile chi imbottiglia dell’acqua gialla frizzante…

      Per questo forse sentiamo come un tradimento certi attegiamenti ostracistico-canzonatori di vinofili impettiti, li vediamo come i compagni grandi, quelli che sono al liceo mentre noi siamo ancora in terza media.

      Ah comunque una buona dose di rompicoglioni li abbiamo anche noi (guarda me per esempio). 🙂

      PS
      E poi sono di larghe vedute: pensa che domenica ho pranzato con una persona più avvezza al vino che alla birra e perdipiù interista. Ci siamo divertiti un sacco, bevendo solo birra però;-)

    2. invece io spero che i due mondi stiano ben lontani,certe derive vinicole le trovo deprecabile…..e parlo da appassionato sia di bacco che di gambrinus

  4. Il segreto è sempre prendersi poco sul serio. Da tutte e due le parti.

    La più bella resta: “Se bevi vino credi che Micheal Jackson sia uno sbiadito che canta nei dischi”

    Sani.davide

  5. La nostra bevanda preferita non si fa con materie prime comprate su internet.
    E’ vero abbiamo bottiglie che costano tantissimo e resteranno forse un sogno che non coglieremo mai, ma gli uomini alimentano la vita con i sogni…il vostro sogno è trovare l’Orval all’Ipercoop a 1 euro e ottanta.
    Il vino non può essere prodotto nella cucina di mamma da un quindicenne brufoloso.
    Quando stringiamo la mano del nostro produttore preferito stringiamo la mano nodosa e ruvida di un uomo vero non quella di una fighetta piena di anelli che si è appena fatta la manicure.
    Nei nostri giri di solito finiamo nelle zone più belle del mondo, tra colline, fiumi, laghi e strapiombi sul mare…difficilmente passiamo la domenica in un capannone industriale di fianco ad in outlet.
    Se bevi birra non hai mai bevuto con Veronelli 30 Trebbiano d’Abruzzo,alle 5 del pomeriggio, tutti uguali, apprezzandone le differenze.
    Non usiamo vagonate di sottobicchieri, di solito riusciamo a centrare il bicchiere e non sbaviamo.
    E’ vero, abbiamo annate sfortunate, grandinate improvvise e malattie epocali…tragedie più vicine a Dio rispetto ad un birraio che non si lava le mani dopo essere andato al cesso.
    Non abbiamo appassionati che hanno bevuto 25.000 campioni in tre anni, ne abbiamo di più che hanno amato 5 vini negli ultimi venti.
    Possiamo facilmente comprare alla nascita di nostro figlio qualcosa che lui apprezzerà al suo diciottesimo compleanno senza andare su Ebay.
    E’ una grandissima soddisfazione bere Champagne al costo di una birra italiana con dentro un po’ di vinacce esauste.
    Non ha prezzo portare il Guru della birra in giro per i banchi di Terroir Vino e vederlo emozionato mentre parla con Aldo Vajra e beve i suoi vini (ma non dirlo in giro…neh!)
    E vero, la birra si sposa con tutti i cibi…un po’ come l’acqua…ma trovatemi un matrimonio godurioso come Ostriche e Muscadet o Salama e Lambrusco.
    E per finire…col cazzo che avete rubato Schigi…. 😉

    1. Solo ora capisco lo schiaffo morale di aver chiamato un cane “Tripel”.

      Sei la dimostrazione che il mondo del vino è solo immagine ed apparire, e che i cuori candidi e le anime innocenti bevono malto e sono facilmente ingannabili.

      Ma, nonostante tutto, riesci a capire le birre come pochi. E non dirmi che è un dono mutuato dal mondo del vino, lo sminuiresti

      PS
      C’è uno che ti assomiglia che si aggira per parcheggi e campi sportivi decantando doti di malto e luppolo. Lo chiamano Platinì. E’la tua nemesi, tu sei il bianco e lui è il nero, tu l’uva e lui il malto e non potete fare a meno l’uno dell’altro.
      🙂

    2. Vuoi un matrimonio godurioso? Prova un filetto alla tartara con una Iris (Cantillon) del 2007, formaggio d’abazia con sale di sedano e Rochefort 6, baccalà alla veneziana con polenta e Imperial Stout Left Hand… oppure trovami un vino (che non sia un barolo chinato) da abbinare ad un cioccolato fondente 85%… in questo caso io trovo divina la Val-Dieu Gran Cru…

      comunque ci si fa il paio con fegatini alla toscana e Carmignano del 2000

    3. Grazie. Questo è lo Schigi che adoro.
      Lo vedi che faccio bene a difenderti sempre e comunque?
      Verrai quest’anno? Ti ho scritto mail, fammi sapere.
      L’idea sarebbe di convincerti a servire una tua birra a Davide Cocco a TerroirVino. Filmando tutto naturalmente.

      Ciao, Fil.

  6. Si ma molte delle cose che hai detto sul mondo del vino sono verissime. E’ che siamo in pochi a riderci su e a prenderci molto poco sul serio. Io dico sempre: “è solo vino”. A volte sembra di leggere della salvezza del mondo, concordo 🙂

    Fil.

  7. “Difficilmente passiamo la domenica in un capannone industriale di fianco ad in outlet”. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente voluto? 🙂

  8. Bellissimo! 🙂
    Scherzi a parte, birra e vino sono due mondi che si devono affiancare per completarsi a vicenda. Mio fratello è sommelier (per passione, non per lavoro) ed io sono appassionato di birra e a volte a cena organizziamo delle sfide per vedere quale abbinamento riesce meglio.
    A parte alcune cantonate (da ambo le parti) è sempre tutto ottimo.

  9. Bellissimo articolo! Però…

    Però se assaggi uno Chateau Margaux gran cru, uno Chateauneuf-du-Pape, un Barolo alla sua annata migliore, un Amarone o uno Sciachetrà, uno Shiraz Californiano a caso… un Veuve Clicquot, un Moet & Chandonnon, o un Krug… c’è storia suvvia…

    1. De gustibus. Una keller sotto a una pianta, una Pils a Praga, una Blond nel nulla delle Fiandre o una Bitter in un pub inglese… o bevute a casa… non c’è storia 😉
      Ma un giorno proverò il lato oscuro…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *