Bass Pale AleLaggendo un testo di Roger Protz mi sono imbattuto in una curiosa spy story vittoriana che ha fortemente segnato la storia della birra europea.

All’inizio del XIX secolo le Pale Ale inglesi e, più nello specifico, le pale ale di Burton erano all’apice del loro successo e la loro fama si diffondeva in tutto il mondo e forse proprio questa loro fama fu la causa del loro declino. Infatti due giovani rampolli europei, Gabriel Sedlmayr della birreria Spaten di Monaco e Anton Dreher di Vienna (l’innovatore che per primo introdusse con successo la bassa fermentazione nella produzione industriale di birra) iniziarono un grand tour delle migliori birrerie europee per scoprirne ed impararne i segreti.

Dato che  l’Inghilterra in quel periodo era all’avanguardia nella produzione birraria fu meta privilegiata dei due germanici che visitarono Birmingham, Liverpool, Manchester, Sheffield, Newcastle, Edinburgo e Alloa.
La cordialità e l’ospitalità dei birrai inglesi che, con orgoglio, mostravano ai due colleghi le meraviglie tecnologiche introdotte nella produzione birraria venne ripagata da un non altrettanto cordiale spionaggio industriale.
Ad esempio i birrai della Bass mostrarono loro per la prima volta un saccarometro usato per misurare la quantità di zuccheri presenti nel mosto.
Quello che non sapevano è che gli ospiti usavano termometri per misurare di nascosto le temperature di fermentazione ed addirittura avevano bastoni da passeggio con un contenitore segreto con cui prelevavano campioni di mosto per analizzarli.
Gabriel ed Anton addirittura scrivevano nelle lettere a casa frasi come “continuiamo a rubare senza essere scoperti” oppure “rubiamo tutto il possibile”.

Quel che è certo è che i due fecero tesoro delle loro esperienze, spionistiche e non, una volta tornati a casa. In particolare erano rimasti affascinati dai nuovi metodi con cui gli inglesi tostavano l’orzo per produrre un malto chiaro.
Sedlmayr nel 1836 prese la guida della Spaten dopo la morte del padre ed introdusse dapprima le macchine a vapore e successivamente la refrigerazione per la fermentazione a basse temperature sebbene continuasse a produrre birre scure, le dunkel, tanto amate in Baviera.

Anche Dreher introdusse la fermentazione al freddo ma si spinse oltre: grazie alle conoscente apprese nelle malterie inglesi utilizzò un nuovo malto per produrre una nuova birra, molto più chiara del solito, che venne soprannominata “Rossa di Vienna” o, più semplicemente, Vienna.

Nel 1842 in Boemia Joseph Groll, forse a causa di un errore nella fornitura del malto, birrificò una birra estremamente chiara che, aiutata dall’acqua di Pilsen e dai luppoli di Zatec piacque subito.
Ma cosa c’entra tutto questo con l’Inghilterra? Anche Martin Stelzer, architetto della Burgher, fece un tour in Inghilterra portando a casa numerose idee utili per la costruzione di una certa birreria, oggi nota come Pilsen Urquell.

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

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