Scrivere dell’Indi sarà difficile” pensavo mentre, alla destra del Camaschella, scendevo verso Reggio venerdì sera.
Adesso mi sento in quella fase in cui so che è difficile scriverne, perché vorrei che non fosse finito.
L’Indi, il festival dei pub indipendenti, è stata un’esperienza davvero incredibile.
Potrei mettermi qui a elencare le cose fatte, le persone incontrate, gli eventi, le birre, il cibo.
Ma non avrebbe molto senso.
Quello che porto a casa è un miscuglio di emozioni e di sensazioni che difficilmente si possono trasmettere.
Tanti pensieri, tante domande e risposte, spesso non concatenate si sono affollati nei quattro giorni reggiani.
Soprattutto mi hanno quasi affogato i tanti e tanti modi di vivere la passione per le birre e la loro condivisione che ho incontrato e, per osmosi, vissuto intensamente.
Tutti, chi per lavoro, chi per interesse e chi per divertimento, hanno trovato quello che cercavano a Vezzano sul Crostolo, la capitale italiana della passione birraria di cui non ho ancora metabolizzato gli accenti.
Sentirmi a casa su uno sgabello mi era già capitato, solo che qui la casa aveva molte stanze.
Ma, visto che qui di solito parlo di birra, è proprio con le birre che cercherò di strappare alla tastiera qualche emozione.

Schlenkerla Fastenbier
Come Alle è perfetta: organizzazione tedesca, precisa e inconfondibile con il suo tocco personale. Godibilissima e che non smette mai di sorprenderti. Il suo publican è l’ospite ideale: non ti lascia mai solo e ti da quello che hai bisogno. E sempre prima che ti serva.

Bayerischer Bahnhof Gose
Inconfondibile e unica non ti stanca mai. Il salato e l’acidità sembrerebbero due ostacoli insormontabili ma lei li unisce con classe. Il suo publican è il generoso che si sciroppa qualche migliaio di chilometri per placare la tua sete e che ti accoglie sempre col sorriso. Il buonumore, si sa, aiuta a bere.

Girardin Lambic
Semplice e dannatamente belga è compagno ideale di una serata tra amici. E il bag box ti fa sentire un po’ publican anche tu, anche se di strada ne hai da fare prima di raggiungere il Villaggio. Un’altro, per favore.

Titanic Stout
In cask, old school. I classici non passano mai di moda, come i Beatles o gli abiti grigi.
Scura e raffinata si lascia servire mansueta dal suo publican attento ai dettagli: pochi ricami e tanta concretezza servite con un’umiltà disarmante. Anche qui sei a casa, coccolato e contento.

Kama Citra Beer Here
Scura e luppolata riesce a non deludermi come molte altre Cascadian. Irriverente e dissacrante, innovativa ma con basi nella tradizione, è come il suo publican. E lui ti sorprende con continue novità e classiconi spegni-sete in una frenetica e irrazionale alternanza verso la perfezione.

Goblin 21° Anniversario
Speziata, strana e belga. Non dovrebbe piacermi, eppure… abbinata ad un reggiano di 50 mesi mi sembra perfetta. Il suo publican è un pugno di passione che mi colpisce dove fa più bene; non riesce a mettermi KO, continuo a prenderle col sorriso. E comunque la Maxlrainer sotto ai due litri è noiosa…

Non vedo l’ora di tornare a trovare i magnifici sei, aspettando con impazienza l’edizione 2012.

Fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile.
Fare una cosa pericolosa con stile è ciò che io chiamo arte.
Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto
Charles Bukowski

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

3 Comment on “Io, l’indipendenza e la passione

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