IPA day – Aneddoto sulle India Pale Ale

Oggi tutti gli appassionati dell’universo celebrano il giorno delle IPA. Ecco il mio contributo, da leggere, possibilmente, ciucciando un pellet del vostro luppolo americano preferito!

IPA day

IPA brewed in a Tea PotOggi è L’IPAday. Cos’è? Bhè ne ha parlato Andrea su cronache nel post odierno, e non ha senso scriverlo due volte, visto che l’hai già letto no?
Se poi vuoi leggerne la genesi in inglese la trovi qui.

Delle IPA se ne parla molto, inglobando sotto al loro ombrello (quasi) tutte le birre tra il chiaro e l’ambrato con del luppolo americano. Di cosa siano davvero e di come siano nate se ne sa un po’ meno.
A volte letture un po’ datate ci illuminano, oppure no?
Riporto di seguito quanto scritto su un sottobicchiere di Ind Coope, storica birreria di Burton-on-Trent.

La India Pale Ale o I.P.A. , come è universalmente nota, fu brassata per la prima volta a Burton specificatamente per il commercio coloniale con l’India.
Il suo gusto più luppolato e il suo minor tenore alcoolico la resero più adatta al consumo nelle regioni con clima più caldo.
Ma divenne ben presto famosa in tutto il mondo, così come in tutto il Regno Unito.
Una leggenda di Burton narra che la prima I.P.A. fosse stata brassata in una teiera da un uomo chiamato Jon Goodhead.

Quanto c’è di vero? Quanto di addomesticato? Quanto di “leggenda metropolitana”?
Per spiegarlo dovrei scrivere una bella storia delle IPA, o meglio, riordinare gli appunti. Quindi questo, in gergo è un teaser… 🙂

P.S.
Sullo tema “come scegliere un’IPA?” avevo già fatto una striscia.

 

Autore: Tyrser

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

2 pensieri riguardo “IPA day – Aneddoto sulle India Pale Ale”

  1. Beh c’è da leggere (tutto d’un fiato, almeno per la parte storica) anche Hops and Glory di Pete Brown – tutto sulla IPA, la brra che ha costruito l’impero britannico.

  2. L’IPA è nata perché le Pale Ale, che navigavano dall’Inghilterra dai tre ai quattro mesi per raggiungere l’India, arrivavano a destinazione che erano un frullato di birra. Ciò a causa del lunghissimo periodo passato sulla nave cullate dal rollio e dal beccheggio. Naturalmente i militari britannici, ossia i maggiori consumatori di birra, non erano entusiasti della qualità di simili prodotti. i birrai pensarono di aggiungere due elementi conservanti per eccellenza: il luppolo e l’alcol. Autorevoli esperti di birra quali Roger Protz a il compianto e sempreverde nella memoria Michael Jackson scrissero e dissero che le IBU delle India Pale Ale dovevano aggirarsi sulle 60/70 unità. Inoltre la titolazione alcolica delle IPA era di circa 7/7,5 gradi in volume. Per questo motivo la titolazione alcolica era maggiore rispetto alle Pale Ale e non minore.

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