The Oxford Companion to Beer

E’ uscito finalmete Oxford Companion to Beer: un dizionario enciclopedico sulla birra, sulla sua storia e sulle sue caratterisctiche edito da Garrett Oliver della Brooklyn Brewery e scritto da 166 esperti di fama mondiale

The Oxford Companion to Beer

Oxford Beer CompanionOggi mi è arrivato The Oxford Companion to Beer; il libro è uscito il 28 Ottobre ma è un bel po’ che lo aspetto: me ne aveva parlato Garrett Oliver definendolo LA pietra miliare dei libri di birra, sapevo che Kuaska ci stava lavorando e che altre penne importanti vergavano pagine di quella che sarebbe dovuta essere una bibbia birraria.

Nei giorni scorsi ci sono state un po’ di polemiche a riguardo: Martyn Cornell sul suo blog l’ha “leggermente” demolito, o meglio ha sottolineato come un libro che ha una casa editrice ed un’impostazione accademica non debba e non possa cadere in errori banali (come sbagliare il nome di Burton upon Trent) e in errori di sostanza.
Ron Pattinson ha messo pure lui un paio di carichi sul suo blog, ad esempio definendo Horst Dornbusch (che scrive su OCB di storia scozzese) un asso in fantasia…
Oliver ha risposto, seccato, su A Good Beer Blog associando Cornell a McCarthy e sottolineando come 166 super esperti di 24 nazioni possono sbagliare, ma non in malafede. Ovviamente non ho ancora letto le oltre 900 pagine del libro in oggetto: mi sono limitato a sfogliarlo e a leggere alcuni passaggi.

L’impostazione è quella che ci si aspetta da un libro della Oxford University Press: il libro ricorda più un testo universitario che uno divulgativo, sia per la struttura (temi ordinati in A-Z) che per l’aspetto (pagine sottili, fitte fitte, in bianco e nero con un solo inserto a colori) ed ha anche il classico profumo da Garzantina…

Questo dizionario enciclopedico abbraccia i temi più disparati dell’universo-birra: si va dal profilo del luppolo Chinook alla definizione di pastorizzazione, dal profilo degli stili birrari alla breve storia delle birrerie più famose ( di varie dimensioni: Coors, Dupont, Cantillon, Russian River…), dai profili delle autorità influenti ai descrittori tipici della degustazione.

All’Italia vengono dedicate quasi 3 pagine (498-500) a firma Kuaska (che vanta anche la voce “Cantillon” e forse altro che non ho ancora trovato; gli autori sono citati ma non c’è nell’indice l’elenco dei loro pezzi) e precede la voce Michael Jackson, tanto per stare in buona compagnia.

In pratica qualsiasi domanda sulla birra su OCB trova una risposta autorevole e referenziata: sta a noi poi approfondire l’argomento e capire se le cose stiano proprio così o no. Ed ecco il video del curatore

dettagli
The Oxford Companion to Beer
Oxford University Press
Pagine: 960
Lingua: inglese
ISBN-13: 978-0195367133

Autore: Tyrser

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

9 pensieri riguardo “The Oxford Companion to Beer”

  1. domande

    è da intendersi fondamentalmente come un’enciclopedia della birra (cioè senza un percorso ragionato)?

    com’è messa la parte di degustazione? ci sono info non ritrite e che valga la pena conoscere? (fornire esempi)

    grassie

  2. Picolla curiosità 🙂
    se è un’enciclopedia definisce i collezionisti?
    Nella “Piccola Enciclopedia della Birra” ma il titolo originale era il più modesto “L’ABCdaire de la bière”
    http://books.google.it/books?id=xwbqAAAACAAJ&dq=colin+deglas+sparmont&hl=it&ei=NYK5Tv-EIsSzhAeNhvHsBw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CDYQ6AEwAA
    veniamo descritti che “agiscono nell’intento di preservare l’immagine della birra e conservare le sue varie declinazioni pubblicitarie”, qui come ci è andata?

    1. Male. Non c’è la voce “collezionismo” ma c’è un’appendice di “Beer Organizations” con BCCA e BBCS e un rimando alla pagina della Brewers Association per un elenco più completo….

    1. Di MoBI si parla nel testo dicendo che promuove la cultura birraria organizzando conferenze, competizioni e seminari (se cerchi “movimento” in google books vedi le due righe in questione)
      Di UB invece si dice che organizza Birra dell’anno (che trovi nel testo).
      Inoltre entrambe le associazioni hanno descrizione e sito nell’indice delle “Beer Organizations”

  3. Garrett Oliver mi commissionò svariati contributi per il suo libro ma non sapevo assolutamente che l’impostazione fosse “a enciclopedia”. Infatti scrissi i miei testi come fossero brevi capitoli (così come avevo sempre fatto per altri libri curati da autori stranieri (M.Jackson, T.Hampson). Rimasi stupito e irritato quando seppi via mail (non da lui , si badi bene, ma da un curatore editoriale della Oxford University Press) che mi avessero tagliato tanto testo (tra cui tutto il capitolo sul lambic, tutta la parte dedicata alle micro artigianali nel capitolo sull’Italia!) . Ma non finisce qui: già avevo scritto malvolentieri il breve capitolo sulla Moretti (richiesto espressamente) ma mi poteva pure andare bene tanto avrei parlato solo della storia della birreria (che indubbiamente possiede) ed evidenziando come produca solo mass market lager. Sorpresa enorme mi colse quando, sfogliando il libro in una libreria di Denver, mi accorsi che la voce “Moretti”, a mia firma, fosse molto più corposa con parole che io mai, dico mai, avevo scritto. Dato che non ho ancora ricevuto il libro (che oltre nella libreria, ho velocemente sfogliato nella presentazione all’Hyatt di Denver) dirò, con maggior conoscenza, la mia a Garrett

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