Previsioni per il 2012

In questo periodo dell’anno tutti sono portati a fare bilanci, a pensare a cosa buttare e a cosa tenere (l’ho fatto anche io su intravino) e, ovviamente, a buttarsi in previsioni per l’anno che verrà.

Già che ci sono, perché esimermi? Così diamo anche un po’ di vita al blog. Il 2011 ci lascia le collaborazioni, le ospitate, i birrifici nomadi e tante birre “one shot” che forse non ritroveremo più. Il 2012 cosa ci porterà?

Il 2012 sarà un anno femminile: il consumatore che si avvicinerà alla birra con spirito più critico e aperto sarà donna. Le donne hanno meno pregiudizi, perché loro hanno saltato la fase “Peroni ghiacciata e rutto libero post-calcetto” e sono più attente a quello che bevono di molti uomini.
Vanno più incontro ai loro gusti piuttosto che alle mode e non hanno paura di sperimentare e di dire “questa sì” e “questa no”.
La mia piccola esperienza dietro le spine e grande davanti mi porta a pensare che il bevitore “entry-level” che si godrà di più quello che c’è nel bicchiere sarà donna. E non importa se non sa di luppoli e malti.

Lo stile del 2012 sarà il Barleywine, la nuova AiPiEi dei bevitori non maniaci.
Birre forti, di carattere, con un gusto marcato, dolcezza e ossidazione che centrifugano l’amaro e nascondono l’alcool. Niente tostature che un po’ spiazzano, ma solo birre “piene”, calde e suadenti e adatte ad accompagnare una lunga conversazione tra amici.

L’ingrediente “mai più senza” del 2012 sarà la segale. E a me la segale nelle birre non piace, e manco nei bourbon. Le Black IPA ormai sono superate, il futuro è luppolatura mostruosa (americana) su tappeto di segale. Perché la segale fa diventare il rater ciecolo

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

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