La nazionale della birra o la birra nazionale?

Se i giocatori azzurri fossero birre, quale birra sarebbero? E se gli europei si giocassero al pub quante possibilità di vittoria avremmo?

Prendo spunto dal divertente post di Andrea su Cronache di Birra per tentare di fare un parallelismo tra i giocatori della nazionale italiana e alcune birre di spessore della scena brassicola di qualità del Bel Paese. Quella che segue è la formazione-tipo, o almeno quella che sembra esserlo in questo momento. Se l’avventura proseguirà a lungo, magari ci scapperà un aggiornamento, con qualche birra aggiuntiva.

Buffon
In porta ci va un solido colosso, un giocatore di  certa esperienza e di innegabile fama a livello mondiale. Vero ambasciatore del Made in Italy, innovatore che ha fatto scuola. Per me il portierone è la Panil Barriquè.

Bonucci
Non sei certo un idolo delle folle ma ci sei, e il tuo lavoro lo fai. Certo nei cuori degli appassionati ti scontri con passati gloriosi ma dato che si gioca in undici anche tu hai il tuo posto. Per me sei la Seta del Rurale. In certi casi fai la differenza.

De Rossi
Uomo d’esperienza e di origine romana. Al centro della difesa ci vedo bene la ReAle, tradizione con una spolverata di estro, sperando nel fair play anglosassone. E comunque qualche spintone lo regala, che non fa mai male!

Chiellini
Tanti sorrisi ma quando c’è da picchiare si picchia. Perché l’attacco vende i biglietti ma la difesa vince la partita. Una Confine ci sta, a tracciare barriera (si spera) invalicabile.

Pirlo
Classe, esperienza e genio. Tipopils. E non smetti mai.

Maggio
A fare su e giù per il campo ci si logora, quindi ci vuole qualcosa di leggero che lasci lucidi per un passaggio illuminante: ci vedo bene l’Ortiga, birra da lunghe prestazioni.

Thiago Motta
Scuola straniera, lavoro nascosto, esperienza e propensione al colpo da ko. E’ la Tripel di Extraomnes, che ha bisogno anche lei del secondo nome sulla maglia per affermare la propria unicità.

Giaccherini
Tanto lavoro ma il peso di venire da una scuderia vincente e di non averne forse tutti i numeri. Il confronto coi compagni è ingeneroso. Per me è la Nazionale, con un nome così non poteva rimanere in panchina all’inizio. Ma potrebbe tornarci…

Giovinco
L’arma segreta, da mettere in campo quando serve, per cambiare le sorti del match e portare a casa la vittoria. E’ la BB9, che sembra la sorella piccola della BB10, ma mentre tu lo pensi lei la mette nel sette.

Cassano
Genio e sregolatezza. Per molto tempo sta quasi a dormire e poi, si spera, arriva il colpo da applausi. La Mummia è il numero dieci.

Di Natale
Stoico, esperto e di qualità, ma spesso sottovalutato nei grandi palcoscenici in cui si cerca all’estero quello che lui offre tutte le domeniche. Per me è la Patela: temuta dalle difese, ti affonda al primo spiraglio.

 

Autore: Tyrser

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

2 pensieri riguardo “La nazionale della birra o la birra nazionale?”

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