Le dieci cose che hanno rovinato il “vado a bere una birra”

Quali sono i dieci fattori che hanno rovinato il concetto di “bersi una birra”? Dai non crederete mica che questa sia una lista seria…

Una volta “farsi una birra” voleva dire “vado giù al bar a bermi una roba tra amici”.
Oggi diventa sempre più complicato, e spesso mi capita di sentirmi in colpa se in un brutto pub di Roma bevo un po’ di TipoPils di seguito senza assaggiare le garrule Double IPA nordiche che tutti gli altri avventori sembrano gradire. Quindi ecco la lista (NON in ordine di importanza) delle dieci cose che hanno rovinato il concetto di “bere una birra”.

  1. Le AiPiEi

    Le Aipiei

  2. I luppoli pacifici

    I luppoli pacifici

  3. I danesi (tutti)

    I danesi tutti

  4. I Sommelier

    I Sommelier

  5. “A Roma c’è”

    Si trova solo a Roma

  6. Brewdog

    Brewdog

  7. Le “One Shot”

    Le one shot

  8. Le collaborazioni

    Le collaboriazioni

  9. Ratebeer

    Ratebeer

  10. Teo&Leo (ovviamente)

    Teo&Leo

Autore: Tyrser

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

5 pensieri riguardo “Le dieci cose che hanno rovinato il “vado a bere una birra””

  1. Atteggiamento da Snob……caro il mio Tyrser….il mondo và da un’altra parte…il fenomeno dei Birrifici Americani che hanno fatto nascere il movimento in tutto il mondo non ci sarebbe stato senza le vituperate AIPIEI ….
    Anche io amo le birre beverine …ma dire che queste cose hanno rovinato il piacere di bersi una buona birra è un pò una cagata….
    Credo che invece creino interesse e che contribuiscano a far crescere il mercato….oltre a dare la possibilità di essere creativi ai birrai..
    Io per esempio non ho deciso di fare il birraio per fare sempre e solo 3 prodotti, queste cose le lascio fare all’industria.
    Penso che avere la possibilità/libertà di scegliere è la cosa migliore.
    Poi ognuno sceglie quelllo che gli piace.

    1. Catalizzatore, come ho scritto nell’intro, NON è una lista seria. Tant’è che ho messo una delle US-IPA più buone (per me) come prima immagine.
      Il tuo discorso è invece condivisibile al 99%, l’1% di disaccordo sta nel fatto che secondo me la creatività può venir fuori anche dall’uso di un malto e un luppolo nobile, non per forza dalla spezia impossibile o dal luppolo ancora in fase di test.
      Il senso è estremizzare quei momenti in cui, davanti a 15 spine e dopo un po’ di assaggi, mi chiedo “ma perchè non c’è una pils?”. A volte mi capita anche al Toronado… ma poi passa, tranquillo 😉

      1. Tyrser…stiamo parlando di birra e quindi non dei massimi sistemi….
        Per fortuna….abbiamo questo privilegio.
        Come sai anche io non amo troppo le mega Imperial che circolano e preferisco bere birre dalla facile beva ma che abbiano un carattere e dei sapori sinceri….con preferenza per le Bitter Inglesi e i Lambic…
        Però la creatività non deve essere svilita e non si può far finta che il mondo sia fermo…….
        Per quanto riguarda i luppoli è la stessa cosa……il successo di alcune varietà sul mercato mondiale deriva dal fatto che sono “buone” nel senso che hanno gusti e “flavours” che piacciono a chi beve la birra. Poi dipende come li si usa…..
        I luppoli Nobili ? Una volta non erano Nobili…..lo sono diventati perchè avevano delle caratteristiche aromatiche molto raffinate ed un contenuto in alpha acidi molto contenuto che si sposavano bene con la pulizia delle Lager e delle Pils….però sono pochissime varietà ….si contano sulle dita di una mano…..
        Per finire ti potrei dire che una Pils al Macche me la bevo volentieri ….temperatura giusta, schiuma giusta, gasatura giusta……etc… Una Pils al Toronado o in UK non la berrei mai….freddissima, gasatissima, senza schiuma…… Vogliamo parlare anche del servizio?

  2. Le sole immagini riescono a sviscerare i dieci punti senza che ci sia bisogno di aggiungere una sola parola. Stupefacente!
    La mia personale graduatoria:
    1. I danesi
    2. Brewdog
    3. Le collaboration beers
    Appena fuori dal podio i sommelier… ma solo perchè quello ritratto in foto mi sembra tanto il simpatico Antonio Albanese.

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