Bere birra a New York – Manhattan

New York è una delle città più famose del mondo. Ma lo è anche per la birra? Ecco un breve resoconto dei luoghi che ho visitato.

New York è una destinazione magica e mitica: è uno di quei posti dove devi andare almeno una volta nella vita; non importa che tu sia stato sul Kilimangiaro, conosca tutti gli atolli del Pacifico e tutti i castelli della Loira: ogni persona con cui parlerai di viaggi e vacanze ti chiederà “Ma sei stato di New York?” con un evidente tono di superiorità. E quindi, per far loro dispetto, ci sono stato.

New York è una città enorme, ed infiniti sono gli spunti che tu più offrire. E forse per questo motivo non mi ha conquistato, anche solo birrariamente parlando.

La caratteristica principale della città è quella che già ti sembra di conoscerla perché molte cose le hai già lette o viste in televisione e al cinema;  è comunque  innegabile l’emozione momentanea data dallo skyline di Manhattan, del ponte di Brooklyn, della statua della Libertà o semplicemente della divisa di un poliziotto.

Questo senso strano di nuovo ma già visto lo ritrovi anche nelle birre e nei locali: manca quell’emozione forte, quella passione, quell’atmosfera che invece ho trovato nel (poco) resto di America che ho visto e vissuto.

Ma siamo qui non per filosofeggiare sul mio rapporto con New York e di come ci siamo parlati e di come ci siamo lasciati con la grande mela: state leggendo queste righe, cari affezionati cinque lettori, perché probabilmente volete qualche informazione su dove andare a bere come si deve nella città che non dorme mai, o quasi.

Come prima cosa c’è da dire che, date le dimensioni della città, l’offerta birraia è smodata. Quello che segue è semplicemente un piccolo sunto della mia esperienza, ma praticamente ogni locale, drugstore o supermercato offre un numero di craft beers superiore alla vostra sete.

Partiamo dagli strumenti fondamentali che ho utilizzato per cercare, scoprire e bere NYC. Non ho fatto una preparazione metodica e maniacale al viaggio; mi sono basato su due delle fonti che utilizzo più spesso: Ratebeer e Beer Advocate e sull’utilissimo Beermenus, sito che ti permette di vedere quali pub sono vicini a dove sei, cosa offrono e, molto spesso, di controllare direttamente che cosa hanno spina in quel momento: una specie di paradiso per il bevitore seriale.

E adesso via con l’elenco dei locali degni di nota che ho visitato a Manhattan!

Rattle n Hum
Rattle n Hum

A Midtown segnalo con il circoletto rosso il Rattle n Hum (40 spine e circa 100 etichette) e il The Ginger Man (70 spine e circa 200 etichette)
Entrambi sono pub  d’ispirazione britannica ma completamente diversi nella realizzazione: il primo infatti è più irlandese, ruspante informale ed accogliente con una buona selezione di spine che cambiano molto frequentemente: le birre “rare” e quelle buone ed interessanti durano di solito meno di un giorno mentre la selezione di bottiglie è poco più che interessante (Ho provato una Sculpin in bottiglia che era anzianotta…). Il cibo è il solito cibo da pub americano di buon livello. Il personale è efficiente ma non particolarmente socievole. Il martedì spesso organizzano eventi. Quando ci sono stato io quello a “ora di cena” era già finito (alle 20:30..); circa dieci le spine dedicate all’ospite Perennial,che fa alcune birre interessanti.

Birra del locale: Habanero Sculpin. Uno dei monumenti all’IPA californiana “pimpato” con una dose equilibratissima di peperoncino; pizzica, sì, ma in modo così elegante da uccidere col sorriso il tuo palato a colpi di pinte.

The Ginger Man
The Ginger Man

Il Gingerman invece è un pub elegante, più inglese, aristocratico e molto bello ma meno di atmosfera E, purtroppo, rumorosissimo se pieno; per fortuna dopo le 21 diventa vivibilissimo. Anche qui le spine sono molto interessanti e varie; la lista di bottiglie è più profonda ed accattivante rispetto al Rattle n Hum con anche numerose italiane. Il cibo è di buona qualità; interessante la lista dei bourbon e rye whisky locali per chiudere la serata col botto.
La nota dolente del locale è rappresentata al personale: ci sono stato tre volte e tutte le volte chi era bancone era abbastanza scontroso, quasi svogliato, e un po’ superiore: fastidiosissima poi l’attitudine di due bariste di correggere con fare saccente la pronuncia e i nomi delle birre; per fortuna l’ultima sera al banco c’era un suddito di Sua Maestà che ben sopportava il mio non-slang.
Bevuta del locale: Hillrock Solera Aged Bourbon. Elegantissimo, complesso al naso e morbido in bocca: un dolce bacio della buona notte

Nella grande quantità di altri locali che ci sono a Midtown il Beer Authority, grande sport bar della stessa proprietà del Rattle n Hum, mi è sembrato poco interessante per selezione e con poca attenzione per il prodotto birra. Meglio farsi un paio di isolati in più e bere le stesse birre altrove. La District Tap House con le sue 50 spine è in grado di offrire un’ottima selezione senza però troppa fantasia; la cucina offre anche qualche piatto fuori dai classici canoni del pub food.

A Hell’s Kitchen c’è il The Pony Bar (che è presente anche nell’Upper East Side) che è stata forse la più grossa delusione di New York: ci sono stato una domenica pomeriggio ed aveva solo spine di produttori del Maine (che avrei visitato dopo qualche giorno…); Il Maine Event si è rivelato una grossa delusione: quasi tutte le birre erano fuori forma e poco interessanti. Mi sarei aspettato molto di più questo locale molto quotato, ma forse ci sono capitato della giornata sbagliata. Rifare senza drammi.

Scendendo verso sud c’è Top Hops Beer Shop con 20 spine; chi ci è stato è rimasto molto soddisfatto.

L’ultimo locale che mi sento di consigliare a Manhattan è il Blind Tiger, probabilmente il miglior locale della mia New York birraria.  Per questo motivo gli dedicherò un approfondimento successivo

Vai alla seconda parte per scoprire dove bere birra a Brooklyn

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Autore: Tyrser

Sotto ai venti litri è degustazione: scrivo una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti

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