Archive for the ‘birra artigianale’ Category

Atlanta, Georgia – Parte I


05 mag

Atlanta non è certo una meta ambita per i beerhunters: CNN, Delta, Coca-Cola non sono grossi richiami turistici per noi italiani. Ma se uno decidesse proprio di passarci un paio di giorni riuscirebbe comunque a bere qualcosa di potabile?
Siamo negli States,e qualcosa di potabile c’è sempre.
Atlanta ha due birrerie: Sweetwater Brewing Company e Atlanta Brewing Company (Red Brick) ed è abbastnza facile reperire i prodotti locali nei vari pub della città: ad Atlanta ogni pub che si rispetti ha una lista di birre che comprende sempre una sezione “local” con le birre del proprio stato e anche i locali commercialissimi hanno comunque un paio di spine craft.
Inoltre in città ci sono anche alcuni brewpub.
Ero alloggiato a downtown: ho visitato solo locali nel raggio di un paio di miglia dal centro, facilmente raggiungibili in taxi o a piedi.

The Porter
Indirizzo: 1156 Euclid Ave

Il pub è abbastanza fuori dal centro, ma in una zona piena di locali.
Non è molto grande ma è accogliente: arredato in legno con uno stile molto southern da distillatori clandestini.
Le spine sono ben fornite: molte le birre straniere (belghe) presenti e anche US.
Alla spina vengono servite pinte e mezze pinte americane.
Ottima l’idea dei “taste a tema”: 4 bicchieri da 4oz di quattro birre diverse ma simili. Io ho preso le IPA e i Winter Warmer saltando quello delle belghe di natale.
C’è anche una selezione di bottiglie interessante.
Il cibo è buono e tipicamente da pub (era la mia prima cena negli USA quindi non avevo ancora a noia il pub food;-) ) con qualche digressione interessante: cozze alla belga, wurstel alla bavarese e pesce.
Il servizio cordiale e tempestivo: si aspetta poco e nonostante il locale fosse pieno non cercano di mandarti via.
La birra Weyerbacher Double Simcoe IPA Piny,resinosa ed estrema. Un pugno di luppolo, benvenuti negli States.

Taco Mac Metropolis
Indirizzo:933 Peachtree St NE
Ci vado di domenica per cena, i Falcons giocano la partita che li porterà ai playoff e il locale è pieno.
Chiedo un tavolo e mi dicono “40 minutes”… vado ad aspettare al banco.
Il locale ha un numero enorme di spine (sulla brochure ne sono indicate 140..) e di bottiglie, ci sono un bel po’ di commerciali ma anche tante tante craft beers. Serve pinte e mezze pinte americane. Attacco con una Avery IPA per la nostalgia di Denver e poi con una 60 minutes.
Bevo in piedi in un angolo e consulto il menù. Solito cibo americano: burgers, steaks, burritos e pollo.
Dopo mezz’ora rintraccio la cameriera e chiedo del mio tavolo. mi risponde che, essendo andato al banco, ho perso il mio turno: “50 minutes”. Me ne vado.
Locale tipicamente americano per famiglie, molto affollato. Vasta selezione di birre (alcune viste solo lì). Personale mediamente scontroso, molto sotto agli standard della città.E non hanno la minima idea di che birre stiano servendo. Dopo i primi 5 minuti di euforia per il paradiso con 100 spine si capisce che c’è di meglio. Ho letto che spesso hanno birre “stale”: cioè “posse”, come il pane del giorno prima…
La birra Dogfish Head 60 Minute IPA semplice e soddisfacente, la troverò in ogni locale di Atlanta e nel frigo in albergo. Ah $8.99 per un sixpack…

[to be continued....]

Toronado – San Francisco


09 apr

ToronadoSan Francisco: Golden Gate e Cable Car sono nella mente di tutti, quelli normali. Nella mia c’è il Toronado.

Uno dei posti più brutti ma più belli del mondo. A metà di una maledetta strada in salita c’è una porta bianca, aperta a metà, la metà superiore. Entro timoroso.  Posto piccolo, liso, consumato. Bancone a destra. Trovo uno sgabello.  Il publican sembra un po’ la versione asciutta del cantante dei Limp Bizkit, tutto coperto di tatuaggi, in nero come la notte. Cattivo.
Ordino “Pliny the Elder”. Mezza pinta. Mi guarda malissimo.
“Two bucks” : il prezzo del  paradiso. Due dollari sul bancone. Adesso voglio la Alaskan Smoked Porter! Mi ignora. “Half pint”.” Mi ignora. “Sorry”" Mi ignora.Dopo qualche giro dietro al bancone a distribuire pinte come un funambolo mi urla dietro dicendomi che non mi serve perché prima da la birra a chi lascia la mancia. “The American Way”.
“Fock”, come dice lui, con quella O che sembra un pugno in pancia. Vorrei alzarmi e andarmene mandandolo a cagare. Ma no.  “E’ la California” penso.
Arriva la seconda mezza pinta. Allungo 5 dollari e non prendo il resto. Ho capito il movimento. Let’s dance.
IPA, DIPA,Porter,Stout, Pale… il paradiso del luppolo facendo slalom tra le belghe sulla lavagna.
Sono seduto da qualche ora su quel trespolo. Fine primo round.
Il giorno dopo torno. Mi saluta. “Hey Dude”. Fock sono a casa. E via di pinte Pliny, birra a caso, Pliny, Blind Pig, birra a caso, Pliny…  Un ping pong tra Cilurzo e il resto del mondo. Converso con un afroamericano che odia tutto l’Arizona e beve Weisse tedesche col limone e una coppia dell’Oregon pazza per l’Italia e il ciclismo (di cui so quasi nulla…) che svuota pinte di DIPA californiane guardandomi come se fossi un marziano perché sono stato in Belgio, ma davvero…
Arriva anche la salsiccia presa dalla ragazza punk nel “negozio”  a fianco, che ha tre tipi di consulazioni: inside, take away e Toronado…
Altre pinte…Ogni tanto lo scuro mi ricaccia indietro i bucks: “It’s mine dude”. Wow. Comincio anche a capire quella strana lingua che parla, farcita di parolacce con accenti da Geordie e di parole che credo farebbero arrossire i Geordie suddetti, se solo le capissero…
Ordino una Cuveè  de Tomme (faccio lo splendido) e lui mi da un pugno sul pugno in segno di approvazione: “This is California dude”  penso.

Il Toronado è sicuramente uno dei pub più famosi al mondo. Non  ha un numero impressionate di spine, una quarantina, e una quarantina di bottiglie.
Serve SOLO birra (io non ho visto altro… e non oserei chiedere altro…), per il cibo  alla sua sinistra c’è un venditrice di ottime salsicce con una ventina di tipi diversi a “menù”. Il Toronado ha anche quattro o cinque tavoli, ma credo che per trovarli liberi sia necessario il bivacco. E ricordate “Tipping is not another  fuckin’ Chinese town”

Info: Toronado – 547 Haight St. – San Francisco

L’ispirazione per questo post viene dal blog di Leo Hoppy Hour e dal suo post “Saldi!

IBF di Milano: le birre fatte a scale


23 mar

11:45 fuori dai cancelli e ho già sete. Obiettivo: evitare di finire a bere sempre Bi-Du e Orso Verde e buttarsi sugli sconosciuti.
12:00 Entriamo. Otto sacchi e bicchiere d’ordinanza. Sticazzi.
Gli argentini fanno la griglia tipo ferragosto in autogrill, non mi attira per nulla. Sete!
Eccomi nell’arena. Come Hulk Hogan in Wrestlemania  scendo gli scalini a due a due pronto a dare il cinque a Mr. T per buttarmi nella folla.
Coda alla cassa, carico di jeton faccio un giro… più piccolo degli altri anni…bhè dai si comincia.
Allo mi paizza in mano La Cosa, una Danish IPA godibilissima. Cominciamo alla grandissima. Poi la Imperial del Cinghio, seconda buona dose di luppolo e si parte con slancio.
Finisco i saluti e inizio il lavoro. Maspy è ancora chiuso, allora vado di Ipè, la IPA di san Paolo. Buona, luppolata, equilibrata. Bravi.
Chiacchero con Beppe che mi indirizza verso le Birre di Meni:provo la Pirinat, una baltic porter tostata e luppolata. Non è prorio a posto, sarà la bottiglia sfortunata. Comunque sotto la birra c’è.
Voglio una chiara, fresca, Via Emilia. Non c’è. Prendo la Winterlude. Lo so non è proprio proprio uguale…
Naso: banana. Bocca: ossidata. Azz. Mentre la soppeso incontro F&F e si riforma il gruppo Zythos. Ci scambiamo due pareri e poi si attacca un’altra birra.
Cream Ale di Chevalier. Stile inusuale. Ci hanno buttato un carretto di luppolo da amaro quasi fatidioso su una maltatura esigua e corpo watery dolciastro. Ok questa non la finisco.
Assaggio la BIA Ipa, la domanda non è “chi è” , la domanda è “perchè?”. Anonima e fuori posto come un trans a miss Italia.
Saliamo in quota, e dopo il gran premio della montagna, prendo un panino. Buonissimo: San daniele e brie, bello pienotto, anche perchè per 5 jeton…Peccato per il pane un po’ troppo croccante. Voto:7,5.
Scendo ancora le scale e voglio la 3fonteinen ma gli stendisti romani hanno il fuso di Mosca e arriveranno verso le 2… Mi fermo allora da Raffaele, B94, perchè non odio i pugliesi.
Parliamo un bel po’, mi piace la Porteresa con quei malti che si rincorrono e la frutta rossa, un po’ meno la Terrarossa che mi sembra un pochino slegata ed etilica, poco bitter (ah avevo bevuto una quarantina di Real Ale a Londra nei giorni precedenti, quindi….). Ma comunque bevibilissima.
Arriva Teo con famiglia. Ci sta bene come un marziano all’Ikea lì in mezzo… ci salutiamo, parliamo di sfighe ed impegni pressanti e, come al solito, dopo 2 minuti che lui parla lo seguirei a riconquistare Gerusalemme…ascetico.
Poi passo da Docks: prendo la sua scura, mi racconta simpatici aneddoti su suoi presunti allievi, e poi la Pitagora (ambrata): corretta ma anonima la seconda, meno la prima che, secondo me, aveva dei problemi concettuali nel territorio dei malti…
Tirem innanz. A essere sicero forse se mi fossi fermato….
Altro carico di jeton.
Arrivano i romani e con le due F prendiamo una  Mikeller Amarillo (credo): davvero “tanta”, un Lambic 3F (mhmm rivedibile: Armand preferisco le tue Geuze divine….) e una nonmiricordo serie 1: americana, ossidata, bottata… troppa troppa troppa: da dare a cucchiai.
Ok qualdo il gioco si fa duro… mi impegno seriamente e…attacco una serie di ciofeche imbevibili, da lavandino. Per F&F ormai sono il “trova zozzerie”: non ne sbaglio una:
Maspy Miriam: non sono io a essere cattivo con le loro birre, ma il contrario. E togliete il cartello “Weizen alla banana” please…
Praforte Sibilla:  volevo proprio provarla per sentire i luppoli neozelandesi Nelson Sauvin e la mano di Stefano Cossi; non sono stato fortunato, la mia aveva sentori di dimetil-solfuro e clorofenoli su tutto.  Il birrificio ha riscosso critiche positive per questa birra e un premio per la sua Rossa. Ma la mia birra non era a posto; come sempre appena li ritrovo le riproverò.
Henquet Canizza: Schwarz anonima… dry hopping coi tabù. Poi fanno Belgian Ale a bassa, notevole come fantasia.
Bruno e il Cinghio hanno pietà di me e mi danno una Toccalmatto Fumè du Sanglier, affumicata che mi resetta il palato con toni forti, decisi e molto piacevoli.
La caccia continua.
La Breva del Lariano: banana al naso, forse un filo eccessiva ma le Weizen non sono il mio stile. Comunque la finisco. Sopra la media del festival.
Vecchio Birraio Sausa pils: Ma era lei? Ma era davvero lei? Ok che era a temperatura polare ma….
Birrone Scubi: scura… legume…per fortuna non era il mio bicchiere. Brusca: a Rimini era un’altra birra. qui fredda e con un amaro un po’ slegato.
F&F ci salutano (saranno poi andati al Lambrate?) e io mi butto sulla GalliaOmnia Briga.No.Rifaccio. Butto una GalliaOmnia Briga, solo al naso era solvente per pennelli.
Arriva la rock star che si è fatta crescere la barba, mi nega l’autografo e mi refila una Sguaraunda chiara da codice penale. Per sdebitarmi gli refilo i gettoni avanzati, faccio i gargarismi con una SuperanAle per sentire di nuovo una birra in bocca, passo dal Bruton a prendere un cartoncino di souvenir e torno a casa.
Qual’è la birra che mi è piaciuta di più? la 10 di Bruton di 18 mesi. Un barley wine con note godibilissime di invecchiamento. “Le temps ne respecte pas ce qui se fait sans lui”

Riassunto
Le 4 cose che mi son piaciute
1) Allo e le sue birre
2) F&F che rendono le ciofeche diverenti, Vale e accompagnatore (!) per lo stesso motivo.
3) I panini
4) La giuria di qualità che ha tolto tutte le birre non a posto e che mi ha permesso di allargare i miei ottusi orizzonti con birre di qualità.

Le 4 cose che NON mi son piaciute
1) Le birre che ho dovuto buttare, son palanche.
2) Quelli che “ho aperto da 3 mesi ma sono figo, sono tanto figo….”
3) Le scale. L’acqua clorata. Le code per lavare il bicchiere. Le scale.
4) Mi sono mancate TANTO le varie Lamù, Sailor Moon e Cosplay varie….

ARTEBIRRA PASTURANA 2008


16 mag
Unionbirrai, Grande Schiuma e Pro Loco Pasturana presentano

ARTEBIRRA PASTURANA 2008

ARTEBIRRA PASTURANA 2008″ – 6^ edizione – sito internet: www.artebirra.com
Il periodo:
da venerdì 6 giugno a domenica 8 giugno 2008.

Il luogo:
Complesso sportivo di Pasturana (Alessandria) a 4 chilometri ad ovest di Novi Ligure

Propositi:
“ARTEBIRRA PASTURANA 2008″ nasce dalla esigenza di sostenere attivamente la cultura della birra cruda (non pastorizzata) ed integra (non filtrata), senza aggiunta di conservanti. L’idea scaturisce dalla associazione culturale UNIONBIRRAI (che raccoglie appassionati di birra, produttori artigianali e hobbisti), dal Club Confraternita della GRANDE SCHIUMA e dalla PROLOCO Pasturana. L’intento degli organizzatori è quella di mostrare l’esistenza di un mondo birrario complesso e vivo, inesplorato e sconosciuto alla maggior parte della popolazione italiana. In paesi come il Belgio, l’Inghilterra e gli U.S.A., la “renaissance” della birra artigianale ha infatti portato alla nascita di una nuova e più forte cultura birraria con il risultato di elevare definitivamente la birra a bevanda di rango.

L’organizzazione:
“ARTEBIRRA PASTURANA 2008″ presenterà numerosi eventi e manifestazioni

  • 36 (trentasei!) birre artigianali alla spina, dai migliori microbirrifici italiani;
  • laboratori di degustazione in cui verranno approfondite le caratteristiche di alcune birre artigianali italiane, nonchè presentate novità ed anteprime birrarie
  • raduno con punto di ritrovo/scambio tra gli ormai numerosissimi appassionati di birrificazione casalinga, parte integrante e trainante della nuova cultura della birra in Italia
  • allo stand UNIONBIRRAI / Grande Schiuma sarà disponibile materiale informativo sulla birra artigianale, sulle attività dell’associazione, iscriversi o acquistare i gadgets.


Programma ufficiale

venerdì 6 Giugno:
- ore 19,00: apertura Festival
- ore 22,00 concerto

Sabato 7 giugno:
- ore 12,00 Apertura Festival

- ore 15,00 incontro Unionbirrai ed associazioni birrofile
- ore 17,00 laboratorio di degustazione
- ore 22,30 concerto

Domenica 8 giugno:
- ore 10,00 Apertura Festival con motoraduno e mercatino du baratu

- ore 17,00 laboratorio di degustazione
- ore 24,00 Chiusura manifestazione


SEMPRE PRESENTE STAND UNIONBIRRAI E GRANDE SCHIUMA CON VENDITA DI GADGETS

CUCINA APERTA VENERDI’ A CENA, SABATO E DOMENICA A PRANZO E CENA

e….Miss Pasturana

Non stiamo parlando di procaci spillatrici ma della birra regina del festival.

Tutto il pubblico partecipante ad Artebirra potrà votare per la birra che ha apprezzato di più, contribuendo alla elezione di “Miss Pasturana”

Pianetabirra 2008 – Rimini


22 feb

Domani si parte per Rimini alla volta di PianetaBirra… due giorni tra amici,birrai e laboratori, speriamo di farcela.