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	<title>Tyrser&#039;s Tavern &#187; Destinazioni birrarie</title>
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		<title>Io, l&#8217;arroganza e il business</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 20:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Destinazioni birrarie]]></category>
		<category><![CDATA[San Diego]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Birra Artigianale a San Diego]]></category>
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		<category><![CDATA[locali]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia visita a Stone. Il Word Bistro è enorme, con una vasta scelta e un bel giardino. L'impianto è enorme pure lui. Le magliette sono bellissime. Cosa si puo' volere di più?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2010/05/on-the-wall.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-251" title="Stone on the wall" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2010/05/on-the-wall-300x254.jpg" alt="Stone on the wall" width="300" height="254" /></a>Dopo il <a href="http://www.tyrser.com/2010/05/24/io-san-marcos-e-il-tempio.htm">santuario</a>, la cattedrale. Il cammino mistico del bevitore mi porta a Escondido dove c&#8217;è Stone.<br />
Alzi la mano chi non conosce l&#8217;Arrogant Bastard Ale e il suo logo. Bene, promossi. I Gargoyle sono qui.</p>
<p>Già dal parcheggio, enorme, inizi ad avere dei sospetti. Quando varchi la porta e pensi di essere al reparto moda giovane della Rinascente capisci che Stone non è solo una birreria, Stone è un concept. Fatto lo shopping di rito si passa al Bistro: un locale con sala interna, veranda e parco annesso in grado di ospitare un centinaio di persone sedute e molte altre ai bar da 20 e passa spine, senza contare tutti quelli che si possono perdere nel giardino&#8230;<br />
Tutto molto pulito, sobrio, elegante e grande. Sorvolo sul cibo, anche se sono orgogliosi della loro cucina e passo alle birre: line-up di Stone alla spina con numerose, se non altrettante, birre ospiti. Lista di bottiglie profondissima con tutto il Belgio (Dupont Avril ad esempio) e tanta America.<br />
Ho ordinato una Blind Pig, così, da bastardo arrogante.  E la cameriera &#8220;Are you sure?&#8221;  (Sai cosa stai ordinando o hai scelto a caso quella col nome divertente credendo fosse un&#8217;orzata?)  &#8220;It&#8217;s tough&#8221; (Non è una birra per fighette, per quelli che bevucchiano due dita&#8230;non mi interessa se poi ci bagni i fiori, la paghi lo stesso) Sogghigno arrogante &#8220;Lo so bene, porta, porta&#8221;. Sorride. E porta. Lo farà per mestiere? Probabilmente. ma sembrava contenta della mia scelta consapevole. I am an arrogant bastard.</p>
<p>Le birre di Stone sono pulite, facili e un po&#8217; ruffiane: solo alcune &#8220;speciali&#8221; escono con prepotenza dal gruppo: anche quelle che vorrebero darti un pugno poi ti danno una pacca sulla spalla per tirarti su.</p>
<p>Seduto al sole, con tutta la birra che voglio e affamato dopo un piatto di tonno che definire omeopatico è ingigantire le cose, comincio a meditare.<br />
Birrificio grande. Abbigliamento. Locale. Birre ospiti. Degustazioni. Cucina ricercata. Business. Il parallelo mi viene spontaneo. Diavolo, sono all&#8217;Open di Escondido!</p>
<p>Basta mangiare (!) si va a visitare all&#8217;impianto. Lo scrivo piano: 1 5 6 ettolitri di mostro teutonico, cotte 24/7 365 giorni all&#8217;anno. Magazzino luppoli grande come un monolocale e tecnologia e bancali spalmati tutti intorno in questa azienda ben oliata in cui poco sembra essere lasciato al lavoro manuale. Ma la speranza comunque rimane quando vedo che il plato lo prendono col densimetro anche loro!<br />
Mentre visito la linea di imbottigliamento ascoltando la tour guide mi accorgo di due cose: la prima è che questa ragazza che ride, racconta la parte a macchinetta e imbarazzata svicola OGNI domanda che non sia standard fa comunque un lavoro bellissimo. Birra gratis! E la seconda è che in 4 minuti vedo nascere da un bancale di bottiglie vuote un bancale di Arrogant Bastard pronto per la spedizione. E in un&#8217;ora ci sono 15 volte 4 minuti…<br />
Torno in sala giusto per l&#8217;apertura del bar esterno dove Dr. <a href="http://blog.stonebrew.com/?p=706">Bill Sysak</a>, uno dei massimi guru della birra a tutto tondo, ci offre a raffica: El Camino (Un)Real Black Ale, una collaboration beer tra Stone, 21st Amendment e Firestone Walker che usa ingredienti californiani come il pepe rosa e i fichi. Un macigno ma molto bevibile. Seguono Sinners 09 di Lost Abbey (20 italiani a brindare alla faccia di uno che ci gufava le visite da casa&#8230;), 3 Fonteinen Oude Geuze Vintage 2006, The Bruery Berliner Weisse e altro…<br />
Ma arrivano le 5 ed è il momento in cui sua maestà Greg &#8220;I Am A Craft Brewer&#8221; Koch si materializza dietro il bancone per spillare la première assoluta di un altra collaborative beer: la Dogfish Head+Victory+Stone Saison Du BUFF. In pratica una Saison fatta con l&#8217;Ariosto <img src='http://www.tyrser.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> . A questo punto è ora di tornare verso San Diego e abbandono la cattedrale cercando di riordinare le idee. Difficile. Meglio pensare solo alla prossima birra. Una Pliny, che qui hanno alla spina.</p>
<p>In conclusione Stone è un gran posto. Quello dove portereste a cena degli amici che non bevono birra (o peggio &#8220;ne bevo una sola, ma piccola, scegli tu per me&#8221;) perché è bello e voi potete farvi due chicche con la coscienza a posto.<br />
Ma se siete alcolizzati di un certo spessore con compari di pari valore allora preferirete altri luoghi dove sollazzarvi. Qui ci venite perché è bello, perchè le birre ci sono eccome e  comunque va visto; come quando siete a da 3 giorni Roma e andate a vedere due quadri prima di murarvi ancora in un pub: così, per avere la coscienza a posto. Sì lo so, stavo parlando di me…</p>
<p>To be continued&#8230;</p>
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								</div>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4642967648"><img class="photo" title="Questo non puoi chiedermelo!" src="http://farm5.static.flickr.com/4068/4642967648_fb9ce04994_s.jpg" alt="Questo non puoi chiedermelo!" /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4642967588"><img class="photo" title="Guardo il mondo da un oblò" src="http://farm4.static.flickr.com/3340/4642967588_d375856861_s.jpg" alt="Guardo il mondo da un oblò" /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4642354219"><img class="photo" title="Per fare la cotta grande..." src="http://farm4.static.flickr.com/3375/4642354219_dcb6c85f25_s.jpg" alt="Per fare la cotta grande..." /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4642967446"><img class="photo" title="On the wall" src="http://farm5.static.flickr.com/4043/4642967446_cfbbaf6704_s.jpg" alt="On the wall" /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4642353917"><img class="photo" title="Guardiano delle botti" src="http://farm5.static.flickr.com/4049/4642353917_7b24c43145_s.jpg" alt="Guardiano delle botti" /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4642967160"><img class="photo" title="Gente di un certo spessore" src="http://farm4.static.flickr.com/3390/4642967160_c25fc6029d_s.jpg" alt="Gente di un certo spessore" /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4642967082"><img class="photo" title="Il libro degli schemi" src="http://farm5.static.flickr.com/4068/4642967082_e15f921b70_s.jpg" alt="Il libro degli schemi" /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4642967000"><img class="photo" title="Serve del luppolo? Questa è circa la metà..." src="http://farm5.static.flickr.com/4072/4642967000_df17c6fd03_s.jpg" alt="Serve del luppolo? Questa è circa la metà..." /></a>
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<p><a href="http://www.flickr.com/photos/50515766@N04/show/">Altre foto!</a></p>
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		<title>Io, San Marcos e il Tempio</title>
		<link>http://www.tyrser.com/2010/05/24/io-san-marcos-e-il-tempio.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 18:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Destinazioni birrarie]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[birra artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[San Diego]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia visita a Lost Abbey / Port Brewing del Maggio 2010. Tomme Arthur è il Signore delle Botti, e nella sua chiesa riposano più di 600 principesse addormentate. E una ventina di spine allietano l'attesa del risveglio!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2010/05/LostAbbey.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-244" title="Lost Abbey - Convertitevi!" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2010/05/LostAbbey-251x300.jpg" alt="Lost Abbey - Convertitevi!" width="251" height="300" /></a>California, ancora. Ma questa volta andiamo più a sud, dove l&#8217;esperienza birraria si abbronza sotto il sole e surf sulle creste più vertiginose delle onde del luppolo.<br />
La prima cosa che va detta è che la concentrazione birraria intorno a San Diego è mostruosa: birrifici, brew pub, ristoranti, pub, negozi… è subito chiaro che di sete non si muore. Per questo motivo il report sarà spezzettato in diversi capitoli e all&#8217;inizio scriverò &#8220;solo&#8221; di chi al birra la fa, per poi parlare in una seconda &#8220;serie&#8221; dei locali dove sedersi e…studiare.</p>
<p>La prima meta è <strong>San Marcos</strong> dove sua santità Tomme Arthur officia i riti quotidiani di birrificazione di<a title="Lost Abbey" href="http://www.lostabbey.com/" target="_blank"> Lost Abbey / Port Brewing</a>.<br />
La brewery è ospitata dai locali che videro la nascita di Stone e recentemente si è ingrandita per dare una sede adatta alle più di 600(!) botti dove riposano per molti mesi alcune delle birre che più amo. Come tutte le birrerie &#8220;umane&#8221; che ho visitato negli USA anche LA/PB ha un po&#8217; l&#8217;aria del garage di un hombrewer elevato a potenza: impianto spartano da qualche decina di ettolitri, tank enormi da un centinaio di ettolitri e filtro d&#8217;ordinanza. Unico assaggio di tecnologia l&#8217;imbottigliatrice automatica. Ma qui ci sono le botti…</p>
<p>Alcuni delle birre &#8220;barricate&#8221; che preferisco nascono qui: Cuvee de Tomme, Angels&#8217; Share, Older Viscosity, Framboise di Amorosa, Red Poppy… e le molte varianti di queste (mono-botte, bend di un solo tipo di botte, blend di più annate..). Tomme (si pronuncia Tommi, lasciando scivolare la i) spiega con tranquillità le poche cose da vedere e con dovizia di particolari risponde alle domande interessate sulle botti e sui blend: lui e un gruppo di collaboratori testano le botti in diverse fasi dell&#8217;invecchiamento e danno un giudizio sulla birra che vi è evoluta, catalogandole con un voto che va da 1 (ottima, si potrebbe vendere così com&#8217;è) a 3 (non è venuta fuori per nulla bene.)<br />
Dopo averne seguito l&#8217;evoluzione e incrociando i giudizi alla fine viene deciso quali botti usare per la birra finale e come impostare il blend. Capisco quindi che il segreto di queste birre eccezionali sta nel manico dei birrai che &#8220;costruiscono&#8221; la birra finale e non solo nel legno o nella ricetta di base.<br />
Ho provato alcune versioni di Older Viscosity direttamente dalle botti: quelle con la valutazione più alta erano davvero orgasmiche, quelle valutate 3 o addirittura 3- diversissime e quasi irriconoscibili: scomposte, poco fini e ruvide. E le birre finite sono incantevoli: danzano tra olfatto e palato con eleganza e quasi con superbia si lasciano bere facendo a gara per vedere chi ti stupisce di più.</p>
<p>Ho poi dovuto lavorare duro per testare le birre alla spina nella tap house, appena riaperta dopo una visita dell&#8217;ufficio di sanità.<br />
Sul fronte LA mi ha impressionato la Carnevale, una saison molto belga con note fruttate che si beve da sola.<br />
Sul lato Port Brewing invece mi è piaciuta la Mongo (dedicata alla memoria gatto della birreria: il mondo è davvero piccolo e le coincidenze davvero strane…) una D-IPA luppolata ma molto ben bilanciata, fresca e non opprimente. Ho trovato molto interessante anche la Hot Rocks, una stein-beer interessante con forti sentori di malto, di caramello e un hit di affumicato/bruciato che ci sta proprio bene.</p>
<p>Una caratteristica fondamentale di quasi tutte le birre di Tomme è il fatto che l&#8217;alcol c&#8217;è, ma (quasi) sempre ben nascosto ed impastato con la struttura della birra. Bevi piacevolmente bombe a mano di luppolo o vecchie e preziose signore barricate senza troppi problemi.</p>
<p>La prima visita al tempio è finita, ma tornerò per il party del quattro anniversario, ma questa è tutta un&#8217;altra storia. To be continued&#8230;.<a title="Flickr Album" href="http://www.flickr.com/photos/50515766@N04/sets/72157624003391523/show/" target="_blank"></a></p>
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													<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4636387022"><img class="photo" title="Lost Abbey - A Church? Almost" src="http://farm4.static.flickr.com/3360/4636387022_d2d55845d6_s.jpg" alt="Lost Abbey - A Church? Almost" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4636387112"><img class="photo" title="Lost Abbey - A BlackBoard That I Love To Study" src="http://farm5.static.flickr.com/4062/4636387112_5bf093242e_s.jpg" alt="Lost Abbey - A BlackBoard That I Love To Study" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4635780319"><img class="photo" title="Lost Abbey - Sleeping Beauty" src="http://farm4.static.flickr.com/3410/4635780319_6da295fc71_s.jpg" alt="Lost Abbey - Sleeping Beauty" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4635780437"><img class="photo" title="Lost Abbey - Framboise Mon AMour" src="http://farm5.static.flickr.com/4051/4635780437_25a8812d26_s.jpg" alt="Lost Abbey - Framboise Mon AMour" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4635780535"><img class="photo" title="Lost Abbey - Burn Baby Burn" src="http://farm5.static.flickr.com/4040/4635780535_df5e867184_s.jpg" alt="Lost Abbey - Burn Baby Burn" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4636387466"><img class="photo" title="Lost Abbey - Hasta la Barrique" src="http://farm5.static.flickr.com/4005/4636387466_bbb5cabb55_s.jpg" alt="Lost Abbey - Hasta la Barrique" /></a>
								</div>
												<div class="fg-clear"></div>
				</div>
													<div class="fg-clear alignright">Powered by <a href="http://co.deme.me/projects/flickr-gallery/">Flickr Gallery</a></div>
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<p><a title="Flickr Album" href="http://www.flickr.com/photos/50515766@N04/sets/72157624003391523/show/" target="_blank">Vedi  l&#8217;album su Flickr</a></p>
<blockquote><p>&#8220;Lost Abbey? Is that a Church?&#8221;<br />
&#8220;Almost&#8221;</p></blockquote>
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		<title>Io, la California e la partenza</title>
		<link>http://www.tyrser.com/2010/04/30/io-la-california-e-la-partenza.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 19:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Destinazioni birrarie]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Birra Artigianale a San Diego]]></category>
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		<description><![CDATA[Parto per San Diego, cheers]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>La giornata è allietata dalla notizia che la Rosersh è prima nella categoria koelsch su RateBeer.com: conti o non conti siamo comunque arrivati uno per ora!<br />
Mentre faccio i bagagli (2, uno per i vestiti e uno per le bottiglie&#8230;)  posto due link: la <a title="San Diego Beer Map" href="http://www.tyrser.com/SanDiego/ratebeeer.html" target="_blank">mappa delle migliori destinazioni di San Diego</a> per quanto riguarda RateBeer e la <a title="Sud California Berr Map" href="http://www.tyrser.com/SanDiego/beeradvocate.html" target="_blank">mappa birrararia della California del Sud</a> secondo le classifiche di BeerAdvocate.</p>
<p>Sarà dura ma tornerò con un bel report, e una valigia piena&#8230;.</p>
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		<title>Io, Stoccolma e il Valhalla</title>
		<link>http://www.tyrser.com/2009/11/18/io-stoccolma-e-il-valhalla.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 20:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Destinazioni birrarie]]></category>
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Stoccolma mi mancava; il nord Europa con tutto il suo movimento mi affascinava; lo Stockholm Beer Festival è stata la scusa giusta per rompere gli indugi.
Dopo casini logistici (non trovavo la via dell’hotel, non trovavo il terminal degli autobus, non trovavo il festival…) entro finalmente alle 5 di un giovedì grigio nel regno nordico della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<div id="attachment_160" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-160" title="Stockholm Beer Festival" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/11/SBF.jpg" alt="Il lato bottiglie dello stand Oliver Twist" width="300" height="362" /><p class="wp-caption-text">Il lato bottiglie dello stand Oliver Twist</p></div>
<p>Stoccolma mi mancava; il nord Europa con tutto il suo movimento mi affascinava; lo <a href="http://www.stockholmbeer.se">Stockholm Beer Festival</a> è stata la scusa giusta per rompere gli indugi.<br />
Dopo casini logistici (non trovavo la via dell’hotel, non trovavo il terminal degli autobus, non trovavo il festival…) entro finalmente alle 5 di un giovedì grigio nel regno nordico della birra.<br />
Non ci sono le Valchirie a scortarmi e allora faccio un giro esplorativo. Il festival mi sembra subito molto bello e curato: più simile a Rimini che al CAMRA, dietro agli stand c’è la mano di un allestitore e gli espositori ci tengono a presentarsi al meglio: anche le micro più piccole hanno la loro batteria di spine pronta a colpire.<br />
Comincio con la<em> God Ale di Nils Oscar</em>, più che il nome mi attira la gradazione 4,7° : la più bassa che trovo girando un po’ tra le spine. Questa ale ambrato scuro non mi colpisce per nulla: un po’ di acidino da malti e pure un po’ di cartonato mi fanno pensare: “cominciamo bene, le pesco pure in svedese…”<br />
Ok faccio un salto all’Oliver Twist, lato bottiglie: una decina di metri di bancone, con 10 frigo vetrina alle spalle e una bella fila di bottiglie americane: ho visto beershop meno forniti negli USA.  Saluto Jorgen e attacco con la doppietta <em>Racer 5</em> e <em>Odell IPA</em>. Odell si conferma uno dei miei produttori preferiti: una (A)IPA come si deve, luppolosa e maltata il giusto. Approvato! Racer5, una conferma ad altissimo livello: mentre io la bevevo a Denver vinceva l’oro… sinergie!<br />
Bene adesso con la bocca asfaltata vado a caccia di svedesi.  Lavo il bicchiere nel lavandino dell’IKEA (ok tutto mi sembra un po’ IKEA…) e attacco: <em>Skebo Herrgårdsporter</em> , 5% pastosa e molto amara, con naso di frutta rossa e lieve acidino in bocca, superato dal tostato e dall’amaro finale. Poi passo alla <em>Nynäshamns Sotholmen Extra Stou</em>t, 7% luppolata con un tostato ed un amaro molto ben bilanciati in bocca. Prendo poi una <em>Jämtlands Pilgrim</em>, Ale ambrata che non mi dice molto, troppo luppolo per lo stile ma la accompagno con un ottimo Kebab di renna che diventerà il mio cibo da festival nei giorni seguenti&#8230;<br />
Ok cambio registro, sono le 7 passate e la gente comincia ad arrivare in massa, quindi attacco alcuni grossi calibri : sosta all’OT per resettare la bocca con una <em>Left Hand 400 pound Monkey</em> , una IPA ancora in fase sperimentale: elegante e delicata in bocca con ottimo amaro e naso complesso. Ottima.<br />
Bene e adesso mi do alla follia: 100Kr (10 euro) per 1 cl di lei, la chimera, la terra promessa, l’araba fenice della birra: <strong><em>Sam Adams Utopias 2008</em></strong>. Una ragazza me la serve  in un ditale di plastica e mi mette la bottiglia sul bancone dicendomi: “Wanna play?” Intendeva dire che potevo aprire e chiudere gli sportelli che rivelano la faccia di Sam Adam… contenta lei. Com’è?  Onestamente: una Xyauyù etilica e fortissima, che perde la bevibilità e anche un po’ di aroma e guadagna di corpo. Vaniglia al naso con caramella mou e caramello. In bocca l’alcool punge troppo. Ma alla fine sei contento di averla provata.  E se ricapita un secondo giro me lo farò.<br />
Altro giro sulla giostra: Thomas Hardy dal cask: 80Kr per 12 cl. Al naso succo di pera, ossidata e non ancora complessa come dovrebbe, è forse giovane, punge un po’ d’etilico. Ma va giù benissimo e scalda il cuore.<br />
Traballo un po’, è ora di cena e decido di uscire. Solo che “inciampo” in una verticale di <a title="kulturbryggeri" href="http://www.kulturbryggeri.se/"> Närke</a><strong><em> Stormaktsporter</em></strong>: versione 2007 e 2008 sia della base che della kaggen. Sgancio 200Kr e mi becco 5cl. Di ognuna. Blocchetto alla mano segno le note. No aspetta. Ferma tutto. Me le gusto così senza scrivere. Ping pong da una all’altra. Wow. Il Valhalla. Eccolo. Divine. Best of best la Kaggen 07, secca, equilibrata e di una classe impeccabile. La Kaggen 08 è un filo più complessa ma l’acool in più (9% la 07, 9.5% la sorellina) mi pare più pungente. Le porter  vanno dietro alle sorelle barricate in sintonia perfetta.  Meno rotonde e meno etiliche sono davvero da applausi.<br />
Applaudo ed esco. Meta l’OT per cena. Ma questa è un’altra storia….</p>
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		<title>Ma Che Siete Venuti A Fa&#8217; &#8211; Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 17:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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Roma Caput Mundi e non ci sono mai stato. Vergogna. Arrivo in città un giovedì, ora di pranzo, caldo torrido e mi viene subito sete. Capisco perchè sono qui.
Prendo confidenza con la città: mezzi pubblici e quattro passi, senza alcun problema arrivo in via Benedetta, quasi guidato da un richiamo inconscio.
Vedo l&#8217;insegna, la scritta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Roma Caput Mundi e non ci sono mai stato. Vergogna. Arrivo in città un giovedì, ora di pranzo, caldo torrido e mi viene subito sete. Capisco perchè sono qui.<br />
Prendo confidenza con la città: mezzi pubblici e quattro passi, senza alcun problema arrivo in via Benedetta, quasi guidato da un richiamo inconscio.<br />
Vedo l&#8217;insegna, la scritta e lo so, lo so cosa sono venuto a fare.<br />
Vedo il mio ospite con una maglietta psichedelica che mi accoglie in strada come se ci fossimo visti il giorno prima a casa mia. Bella. Lo lascio ai suoi problemi ed entro. Il locale è piccolissimo, il banco sulla sinistra e sulla destra un corridoio trafficatissimo di fusti. Legno consumato, vissuto, gente che si gusta una birra appollaiata sugli sgabelli. Spine. Zoigl e Kriek sono le prime de cartucce di una serata lunghissima. Mi siedo lì, al banco, e non mi muovo più. Toronado riflesso. Già. Bella. Manuele si attacca alle spine, per 5 ore da solo ristora tutta la via, ma a me sembra tutta Roma: ci danesi che sono beerlover, le spagnole che chiedono un mojito ma vengono dirottatte su una Moinette che le stende come un treno.<br />
Quello che ordina &#8220;cantillo&#8221; perchè &#8220;je piace l&#8217;etichetta&#8221;, quello che vuole una beck&#8217;s, quella che &#8220;se non è in bottiglia mi fa schifo&#8221; E Manuele dietro, con pazienza a parlare e spiegare il dolce, il resinoso, il forte, il corpo, l&#8217;acido: quanti ne avrà convertiti questo santone heavy? Arriva un altro bicchiere, arrivano gli amici , ma il discorso col banco rimane aperto. Scherziamo con le ragazze, malediciamo l&#8217;impianto che fa le bizze, parliamo di passato e di futuro.<br />
Bella. L&#8217;atmosfera cruda e asciutta, vissuta e parlante mi avvolge. La vetrina dei cimeli, gli sfottò da derby, i clienti così eterogenei, i soliti, quelli nuovi.<br />
Passione e cuore con tanta disponibilità. Sono le due, la saracinesca scende.<br />
Con Manuele e Lorenzo attacchiamo un giro vintage, tutte zozzerie. Però comunque ce le ricorderemo. Il locale così, immobile e silenzioso ti parla. E lo senti il suo spirito sdrucito e liso che ti scende dal bicchiere e ti riscalda.<br />
Chiudiamo. La prima sera è andata, le altre seguiranno simili, avanti e indietro per Trastevere, dove il fuoco arde di luppolo.Bella!</p>
<p><em>Info: <a href="http://www.football-pub.com/">Ma Che Siete Venuti A Fa&#8217;</a> &#8211; Via di Benedetta 25 &#8211; Trastevere &#8211; Roma</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-121" title="Ma Che Siete Venuti A Fa'" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/06/macche.jpg" alt="Ma Che Siete Venuti A Fa'" width="620" height="295" /></p>
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		<title>Atlanta, Georgia &#8211; Parte I</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 19:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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Atlanta non è certo una meta ambita per i beerhunters: CNN, Delta, Coca-Cola non sono grossi richiami turistici per noi italiani. Ma se uno decidesse proprio di passarci un paio di giorni riuscirebbe comunque a bere qualcosa di potabile?
Siamo negli States,e qualcosa di potabile c&#8217;è sempre.
Atlanta ha due birrerie: Sweetwater Brewing Company e Atlanta Brewing [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<p>Atlanta non è certo una meta ambita per i beerhunters: CNN, Delta, Coca-Cola non sono grossi richiami turistici per noi italiani. Ma se uno decidesse proprio di passarci un paio di giorni riuscirebbe comunque a bere qualcosa di potabile?<br />
Siamo negli States,e qualcosa di potabile c&#8217;è sempre.<br />
Atlanta ha due birrerie: <a href="http://www.sweetwaterbrew.com" target="_blank">Sweetwater Brewing Company</a> e <a href="http://www.atlantabrewing.com" target="_blank">Atlanta Brewing Company</a> (Red Brick) ed è abbastnza facile reperire i prodotti locali nei vari pub della città: ad Atlanta ogni pub che si rispetti ha una lista di birre che comprende sempre una sezione &#8220;local&#8221; con le birre del proprio stato e anche i locali commercialissimi hanno comunque un paio di spine craft.<br />
Inoltre in città ci sono anche alcuni brewpub.<br />
Ero alloggiato a downtown: ho visitato solo locali nel raggio di un paio di miglia dal centro, facilmente raggiungibili in taxi o a piedi.</p>
<p><a title="The Porter Atlanta" href="http://www.theporterbeerbar.com" target="_blank"><strong>The Porter </strong></a><em><br />
Indirizzo: 1156 Euclid Ave</em><br />
Il pub è abbastanza fuori dal centro, ma in una zona piena di locali.<br />
Non è molto grande ma è accogliente: arredato in legno con uno stile molto southern da distillatori clandestini.<br />
Le spine sono ben fornite: molte le birre straniere (belghe) presenti e anche US.<br />
Alla spina vengono servite pinte e mezze pinte americane.<br />
Ottima l&#8217;idea dei &#8220;taste a tema&#8221;: 4 bicchieri da 4oz di quattro birre diverse ma simili. Io ho preso le IPA e i Winter Warmer  saltando quello delle belghe di natale.<br />
C&#8217;è anche una selezione di bottiglie interessante.<br />
Il cibo è buono e tipicamente da pub (era la mia prima cena negli USA quindi non avevo ancora a noia il pub food;-) ) con qualche digressione interessante: cozze alla belga, wurstel alla bavarese e pesce.<br />
Il servizio cordiale e tempestivo: si aspetta poco e nonostante il locale fosse pieno non cercano di mandarti via.<br />
<strong>La birra</strong> <em>Weyerbacher Double Simcoe IPA Piny,resinosa ed estrema. Un pugno di luppolo, benvenuti negli States.</em></p>
<p><strong><a title="Taco Mac" href="http://www.taco-mac.com/metropolis.htm" target="_blank">Taco Mac Metropolis</a><br />
</strong><em>Indirizzo:933 Peachtree St NE</em><br />
Ci vado di domenica per cena, i Falcons giocano la partita che li porterà ai playoff e il locale è pieno.<br />
Chiedo un tavolo e mi dicono &#8220;40 minutes&#8221;&#8230; vado ad aspettare al banco.<br />
Il locale ha un numero enorme di spine  (sulla brochure ne sono indicate 140..) e di bottiglie, ci sono un bel po&#8217; di commerciali ma anche tante tante craft beers. Serve pinte e mezze pinte americane. Attacco con una Avery IPA per la nostalgia di Denver e poi con una 60 minutes.<br />
Bevo in piedi in un angolo e consulto il menù. Solito cibo americano: burgers, steaks, burritos e pollo.<br />
Dopo mezz&#8217;ora rintraccio la cameriera e chiedo del mio tavolo. mi risponde che, essendo andato al banco, ho perso il mio turno: &#8220;50 minutes&#8221;. Me ne vado.<br />
Locale tipicamente americano per famiglie, molto affollato. Vasta selezione di birre (alcune viste solo lì). Personale mediamente scontroso, molto sotto agli standard della città.E non hanno la minima idea di che birre stiano servendo. Dopo i primi 5 minuti di euforia per il paradiso con 100 spine si capisce che c&#8217;è di meglio. Ho letto che spesso hanno birre &#8220;stale&#8221;: cioè &#8220;posse&#8221;, come il pane del giorno prima&#8230;<br />
<strong>La birra</strong><em> Dogfish Head 60 Minute IPA semplice e soddisfacente, la troverò in ogni locale di Atlanta e nel frigo in albergo. Ah $8.99 per un sixpack&#8230;</em></p>
<p><em>[to be continued....]<br />
</em></p>
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		<title>Toronado &#8211; San Francisco</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 20:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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San Francisco: Golden Gate e Cable Car sono nella mente di tutti, quelli normali. Nella mia c’è il Toronado.
Uno dei posti più brutti ma più belli del mondo. A metà di una maledetta strada in salita c’è una porta bianca, aperta a metà, la metà superiore. Entro timoroso.  Posto piccolo, liso, consumato. Bancone a destra. [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<p><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignright size-full wp-image-97" title="Toronado" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/04/toronado.jpg" alt="Toronado" width="125" height="150" />San Francisco: Golden Gate e Cable Car sono nella mente di tutti, quelli normali. Nella mia c’è il <strong>Toronado</strong>.</p>
<p>Uno dei posti più brutti ma più belli del mondo. A metà di una maledetta strada in salita c’è una porta bianca, aperta a metà, la metà superiore. Entro timoroso.  Posto piccolo, liso, consumato. Bancone a destra. Trovo uno sgabello.  Il publican sembra un po’ la versione asciutta del cantante dei Limp Bizkit, tutto coperto di tatuaggi, in nero come la notte. Cattivo.<br />
Ordino &#8220;Pliny the Elder&#8221;. Mezza pinta. Mi guarda malissimo.<br />
&#8220;Two bucks&#8221; : il prezzo del  paradiso. Due dollari sul bancone. Adesso voglio la Alaskan Smoked Porter! Mi ignora. &#8220;Half pint&#8221;.&#8221; Mi ignora. &#8220;Sorry&#8221;" Mi ignora.Dopo qualche giro dietro al bancone a distribuire pinte come un funambolo mi urla dietro dicendomi che non mi serve perché prima da la birra a chi lascia la mancia. &#8220;The American Way&#8221;.<br />
&#8220;Fock&#8221;, come dice lui, con quella O che sembra un pugno in pancia. Vorrei alzarmi e andarmene mandandolo a cagare. Ma no.  &#8220;E’ la California&#8221; penso.<br />
Arriva la seconda mezza pinta. Allungo 5 dollari e non prendo il resto. Ho capito il movimento. Let’s dance.<br />
IPA, DIPA,Porter,Stout, Pale&#8230; il paradiso del luppolo facendo slalom tra le belghe sulla lavagna.<br />
Sono seduto da qualche ora su quel trespolo. Fine primo round.<br />
Il giorno dopo torno. Mi saluta. &#8220;Hey Dude&#8221;. Fock sono a casa. E via di pinte Pliny, birra a caso, Pliny, Blind Pig, birra a caso, Pliny&#8230;  Un ping pong tra Cilurzo e il resto del mondo. Converso con un afroamericano che odia tutto l’Arizona e beve Weisse tedesche col limone e una coppia dell’Oregon pazza per l’Italia e il ciclismo (di cui so quasi nulla&#8230;) che svuota pinte di DIPA californiane guardandomi come se fossi un marziano perché sono stato in Belgio, ma davvero&#8230;<br />
Arriva anche la salsiccia presa dalla ragazza punk nel &#8220;negozio&#8221;  a fianco, che ha tre tipi di consulazioni: inside, take away e Toronado&#8230;<br />
Altre pinte&#8230;Ogni tanto lo scuro mi ricaccia indietro i bucks: &#8220;It’s mine dude&#8221;. Wow. Comincio anche a capire quella strana lingua che parla, farcita di parolacce con accenti da Geordie e di parole che credo farebbero arrossire i Geordie suddetti, se solo le capissero&#8230;<br />
Ordino una Cuveè  de Tomme (faccio lo splendido) e lui mi da un pugno sul pugno in segno di approvazione: &#8220;This is California dude&#8221;  penso.</p>
<p>Il Toronado è sicuramente uno dei pub più famosi al mondo. Non  ha un numero impressionate di spine, una quarantina, e una quarantina di bottiglie.<br />
Serve SOLO birra (io non ho visto altro&#8230; e non oserei chiedere altro&#8230;), per il cibo  alla sua sinistra c’è un venditrice di ottime salsicce con una ventina di tipi diversi a &#8220;menù&#8221;. Il Toronado ha anche quattro o cinque tavoli, ma credo che per trovarli liberi sia necessario il bivacco. E ricordate &#8220;Tipping is not another  fuckin’ Chinese town&#8221;</p>
<p><em>Info: </em><a title="Toronado San Francisco" href="http://www.toronado.com/" target="_blank">Toronado</a> &#8211; 547 Haight St. &#8211; San Francisco</p>
<p><em>L&#8217;ispirazione per questo post viene dal blog di Leo <strong><a title="Hoppy Hour Blog" href="http://hoppy-hour.blogspot.com/" target="_blank">Hoppy Hour</a></strong> e dal suo post &#8220;Saldi!</em>&#8220;</p>
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		<title>Wenlock Arms &#8211; Londra</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 19:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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La prima volta che ci sono stato pioveva che Dio la mandava.
Dentro c&#8217;ero solo io  e un anzianotto locale.
Chiedo una mezza pinta, e la tipa al banco mi guarda  male e dice qualcosa di incomprensibile (&#8220;femminuccia&#8221; penso fosse troppo  elegante).
Io continuo il mio giro di mezza pinta di ogni birra (8 credo) [...]]]></description>
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<p><img class="alignright" title="Wenlock Arms Londra" src="http://www.tyrser.com/images/wenlock.jpg" alt="" width="250" height="190" />La prima volta che ci sono stato pioveva che Dio la mandava.<br />
Dentro c&#8217;ero solo io  e un anzianotto locale.<br />
Chiedo una mezza pinta, e la tipa al banco mi guarda  male e dice qualcosa di incomprensibile (&#8220;femminuccia&#8221; penso fosse troppo  elegante).<br />
Io continuo il mio giro di mezza pinta di ogni birra (8 credo) e  prendo pure un Salt Beef sandwich .<br />
A un certo punto entra un secondo anzianotto  che ordina due pinte diverse: sorsatona dal primo bicchiere e poi ci versa  dentro un po&#8217; della seconda birra.<br />
E va avanti così facendosi pinte  &#8220;spruzzate&#8221; con la seconda birra.<br />
Io intanto finisco il mio giro. E ordino  una pinta di una stout che mi era davvero piaciuta. Il primo anzianotto  &#8220;Finalmente bevi da uomo&#8221;. la &#8220;barista&#8221; : &#8220;stava cercando quella che gli piace&#8221;.  Secondo anzianotto: &#8220;Io me la faccio da me&#8221;<br />
Lascio il divanetto e passo  un&#8217;oretta coi due anzianotti a parlare male dei francesi che avrebbero giocato  contro l&#8217;Inghilterra il sabato e a demolire tutti gli stereotipi  che avevano sugli italiani.<br />
Smette di piovere, saluto ed esco. L&#8217;anzianotto mi saluta con un  bel &#8220;Parli troppo bene l&#8217;inglese per essere italiano&#8221; e il secondo, rivolgendosi  al primo &#8220;Hai bevuto troppo e sono solo le 4&#8230;&#8221;<br />
Adoro quel posto&#8230;</p>
<p><strong>Info: </strong><a title="wenlock arms website" href="http://www.wenlock-arms.co.uk" target="_blank">Wenlock Arms</a>, 26 Wenlock Road, London</p>
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