In Fermento Festival si farà!

In Fermento Festival FivizzanoCi sono cose che difficilmente riesci a spiegare. Fenomeni naturali incontrollabili che non si sa bene da dove vengono ma che esplodono con tutta la loro potenza lasciandoti sorpreso.

No non sto parlando del terremoto che ha colpito il nord della Toscana la settimana scorsa ma della forza e dello spirito di coesione che ha portato gli organizzatori della quarta edizione di In Fermento Festival  di Fivizzano (MS) a voler sconfiggere la sorte e a, “semplicemente”, spostare l’evento di una settimana.

Semplicemente un corno, dico io. Le difficoltà da superare sono molte: dalla paura, ovviamente, al far combaciare gli impegni di tutti, al far sapere a tutti che il Festival si farà, eccome se si farà, nella sua “restart edition”.
Quello che serve, in questo momento, è che voi andiate a Fivizzano a bervi due birre, ma PRIMA serve che diciate in giro che In Fermento Festival si farà.

Come dice saggiamente Andrea Turco, papà di tutti noi beer blogger

Grazie a quel bellissimo senso di supporto reciproco che il mondo della birra artigianale ancora dimostra, tantissimi amici si sono attivati per spargere la voce ed è per lo stesso motivo che oggi dedico questo post alla notizia.

E quindi In Fermento Festival si terrà da venerdì 28 a domenica 30 giugno a Fivizzano, in Piazza Alcide De Gasperi, con questi orari:
– Venerdi 28 Giugno dalle h. 19:00
– Sabato 29 Giugno dalle h. 17:00
– Domenica 30 Giugno dalle h. 17:00

Per i dettagli pratici lascio ancora una volta parlare Andrea di cronachedibirra.it (li trovate qui)   e il sito della manifestazione www.infermentofestival.com

E se tutto questo non vi basta, all’autore della miglior foto (a mio insindacabile giudizio) scattata al festival che ritragga se stesso o gli organizzatori sorridenti consegnerò una Tuverbol 2007 uscita direttamente dalla mia cantina.

Al terremoto rispondiamo con la passione e una pinta in mano,  daje!

Nel mulino che vorrei ogni giorno è Borgo Day

Il BdB Day è l’evento che per me segna l’inizio dell’estate birraria. Ed è uno stato mentale che cerco di condividere in questo post.

Ormai per me il BdB day è un impegno fisso, un circoletto rosso sul mio calendario birrario dell’anno: lo aspetto per rivedere vecchi amici e per incontrarne di nuovi. Anche quest’anno l’ho iniziato il venerdì facendo visita al nuovo locale Buskers, passando poi per Trastevere e finendo al Mastro. E come al solito vado a dormire parecchio torbato e due ore dopo quello che era il limite che mi ero imposto.

Ma il viaggio permette, più o meno, di riprendersi.

Arrivando da Roma, all’uscita autostradale Valle del Salto è come se si aprisse un varco verso una dimensione diversa. Borgorose è infatti uno stato mentale, è quel posto dove succede sempre qualcosa, dove mi diverto, dove c’è sempre gente amica e dove, per assurdo, il concetto di birra viene scomposto e ricostruito.
In uno dei birrifici più grandi d’Italia, leader di settore e di respiro internazionale, entro in quella sensazione di pace con il concetto di birra da bere che in così pochi altri posti riesco a trovare. In pratica Borgorose è una specie di Nicchia senza il salame ma con l’agnello.

I tre giorni al Borgo sono stati intensi. La festa è stata ben organizzata, con 63 (!) birre alla spina e cibo ottimo (però non voglio più sentir parlare di galletto per un mese minimo, ne abbiamo fatto indigestione!). Abbiamo spillato come pazzi fin dall’apertura e ho servito decine di litri di Overdose di Opperbacco e soci ad un pubblico eterogeneo e curioso.

Ma l’importanza del BdB Day sta sempre nel fatto che riesce a far condividere sacro e profano della birra in modo naturale, rendendo una festa di paese il palcoscenico ideale per birre e personaggi birrari. Sembrano lontanissimi i tempi “stile grigliata con gli amici” di Colle Rosso (la vecchia sede del birrificio) ma non lo è lo spirito di festa.

C’era il Bonci, icona gastrofigetta, a friggere l’impossibile e Roy Paci, quello che vedi in tivvù, a sonorizzare i pomeriggi. Ma c’erano anche il prato, i bicchieri di plastica, il “famme ‘na birra qualunque”. Opposti solo sulla carta che si ritrovano in equilibrio senza alcuno sforzo. Poi c’era Andreas Gänstaller , birraio e amico, a chiudere il cerchio emozionale con i suoi abbracci che quasi non ti vogliono far andare via mai.

Ci sono stati i laboratori, molto interessanti, il cibo sempre adeguato, un bel teaser di Beer in Italy e tante tante birre di ottimo livello. Ma il senso di questo report non è quello di essere una “fredda” lista di “celo celo manca”.

Il BdB day è uno stato mentale, dicevo, e quindi ha una valenza personale che rimane mia.
Il mio consiglio è quello di fare un “salto” a Borgorose, per uno dei tanti eventi che vengono organizzati da Leonardo e dal suo staff. Vedrete un mondo birrario diverso, o con un approccio diverso. Che a me piace tanto.
E se invece non lo vedrete, comunque qualcosina da bere c’è sempre.

Tower of Love
Tower of Love 2013
TowerSlave
TowerSlave

 

Flower Tower
Flower Tower 2013

Io, Sam e i pescecani

Sam Calagione di Dogfish Head sbarca in Italia e, dopo una serata all’Open, brassa una birra collaborativa con Leonardo di Vincenzo e Teo Musso. Io c’ero, e ho parlato con lui della scena americana e italiana; ecco un piccolo resoconto

Sam Calagione, fondatore, proprietario e mastrobirraio del birrificio americano Dogfish Head è sicuramente uno, se non il, birraio più famoso al mondo.
Non tanto per meriti, tecnica o quant’altro, ma soprattutto perché è un comunicatore ed è stato protagonista di Beer Wars e, soprattutto, della serie “Il Boss della Birra” per Discovery Channel.
Ho incontrato questo ragazzone tipicamente americano, sempre sorridente e modesto, già un paio di volte ma martedì scorso, grazie all’ospitalità di Leonardo Di Vincenzo ho avuto la possibilità di passare con lui un’intera giornata.

Prologo
Pranzo all’Open di Roma prima della serata di lunedì.
Sono al tavolo col gotha dei pubbari d’Italia: Manuele del Macche, Nino dello Sherwood, Michele del Dome e dell’Abbazia e Andrea dell’Ein Mass. A completare il parterre de rois il Camaschella, che non manca mai;-)
Sam pranza e definisce i dettagli della serata un tavolo più in là Con Teo, Leo e Giacu.
Dopo varie chiacchiere miste e scambi di sgabelli viene da noi e ringrazia i publican perché “voi vendete e supportate le birre artigianali americane” e offre un giro di birre. Senza parole.

Il B(rew) Day
A Borgorose, vecchio impianto, si fa una birra collaborativa tra Leo, Sam e Teo.
Non sto qui a raccontarvi la ricetta perché, dopo aver entusiasticamente assaggiato il mosto, non voglio rovinarvi la sorpresa di assaggiarla “finita” e di cercare di capire cosa ci sia dentro.
Vi dico solo che vedere questi tre birrai decidere la ricetta, portare aggiustamenti, bilanciare gli ingredienti è stato istruttivo. E vederli poi sbucciare dei frutti (indizio numero uno) e versare gli ingredienti con lo stesso identico spirito con cui gli homebrewer realizzano i loro capolavori mi ha fatto capire che la passione vive e lotta con loro.
E infine il riempimento dell’anfora in cui fermenterà la birra (indizio numero 2) mi ricorda che, per quanto grandi siano, alla base sono tutti molto artigianali…

La D(inner) Night
La cena al Bir&Fud mi ha dato la possibilità di parlare a lungo con Sam.
Lui si è dimostrato molto interessato alla scena birraria italiana ed in particolare mi ha chiesto:

  • Che ne pensano gli appassionati dei birrifici “grandi” come Baladin e Borgo?
  • Anche in Italia se un birrificio cresce gli appassionati lo guardano male?
  • Gli appassionati di vino come si comportano con la birra? Sopportano, condividono o odiano?

Ma è stato quando ho chiesto a Sam quali fossero per lui i tre birrifici americani che preferisce che mi ha stupito; ecco la risposta:

  1. Sierra Nevada perché produce birre buone e perché lavorano con vera passione investendo tutti i guadagni in tecnologia per migliorare la produzione, anche con attenzione all’ambiente. In particolare mi ha colpito quando ha detto “Piuttosto che fare pubblicità comprano qualcosa che migliori la produzione”. Illuminati?
  2. Shorts, birrificio del Michigan che non conosco. Sam li definisce “estremi e pazzi”, gente che fa il proprio lavoro con passione e inventiva. In particolare mi racconta che a un festival avevano una birra che ricordava una crème brûlée e la servivano passandoci sopra la fiamma ossidrica per far caramellare la superficie, o quasi. Dato che all’interno del festival non si potevano usare fiamme libere, facevano questa pratica di nascosto. Folli?
  3. Russian River. Oltre ad usare il vecchio impianto di Dogfish Head Vinnie è definito da Sam come un “puro”.
    Più volte i grossi distributori gli hanno offerto soldi per ingrandire il birrificio e far aumentare la produzione, ma lui, Vinnie, ha sempre declinato l’offerta per non vendersi l’anima e continuare a fare le birre che vuole come vuole. Santo Subito?

Ultima domanda: ci saranno altre puntate di Brew Masters?
Risposta: No. Negli USA la sesta e ultima puntata non è stata mandata in onda perché una mega-birreria (una di quelle che fanno bibite gasate gialle) ha detto alla rete: “se lo trasmetti ritiro tutta la pubblicità”.
Evviva l’indipendenza.

 

Selezione Birra 2012 – Il movimento è vivo!

Rimini, un anno dopo. Selezione Birra 2012 è viva e continua a darmi grosse soddisfazioni tra conferenze, amici e tanti assaggi. Un po’ come una grossa riunione di famiglia, che è il movimento delle birre buone.

Rimini, un anno dopo.
Pianeta Birra, che si continuerà a chiamare così anche se ci provano in tutti i modi a farmi cambiare idea, è un po’ come il natale per ogni appassionato, solo senza le cazzate tipiche del natale.

Quest’anno la fiera mi è sembrata meglio dell’anno scorso: più calda e più grande, forse anche grazie all’area Interbrau di grosso impatto. Il resto della fiera sembrava invece abbastanza sottotono, anche se di solito passo negli altri padiglioni solo per trasferimenti e non per vero interesse.

Il mio sabato della birra è iniziato con un paio di assaggi veloci e poi con la conferenza Italian Beer Blogger, primo degli appuntamenti di Birramoramento.
Con AlbertoAlessio, Andrea e Nicola ho parlato del fenomeno dei blog birrari in Italia ,delle nostre idee e di cosa ci spinge a scrivere. Incontro interessante a cui forse avrebbe dato un po’ più pepe la presenza di altre figure del settore, come giustamente dice Andrea.

Dopo l’incontro si è cominciato a fare sul serio: giri di assaggi e saluti, premiazione di birra dell’anno (quante birre vorrei assaggiare e non conosco!) e poi ancora assaggi e chiacchere.

Le birre che mi hanno colpito di più sono state la 2 Cilindri del Birrificio del Forte: una stout ben fatta ed equilibrata, che strizza l’occhio al mercato senza perdere una bevibilità mostruosa.
Allo stand di Birra del Borgo ho assaggiato la perle ai Porci 2012: birra che porto nel cuore e che mi piace da matti.
Ultima birra bevuta la Beersel Morning del Ducato: buona selvatica e sugherosa. E grazie a Giovanni Campari che, oltre ad averla stappata, ha candidamente dato i meriti al lambic di 3Fonteinen. Però le birre le ha blendate lui… chapeau.

Come al solito ho assaggiato molto meno di quello che avrei voluto. Ma, come al solito, tutte le facce e i saluti di quelle ore sono il vero motore di Rimini, e del movimento in generale. Al 2013!

Le Birre della Merla 2012

Per fare un evento all’aperto in Gennaio bisogna essere o pazzi o pazzi. Noi siamo entrambi e quindi ci si vede a Birre della Merla, Montegioco, what else?

E anche quest’anno ci siamo; anche se il freddo non è che sia proprio proprio arrivato noi siamo comunque pronti per l’evento open-air più folle dell’anno, ma anche no.
Copio/incollo il comunicato stampa arrivato fresco fresco (!) dal Grue
Da venerdì 27 gennaio (ore 18 circa) fino a domenica 29 gennaio, alla Locanda del Grue andrà in scena la quinta edizione delle Birre della Merla, con Dano del Troll, Beppe del Bi-Du, Cesare dell’Orso Verde e la new entry Schigi (e Zanda) di Extraomnes, oltre ovviamente a Riccardo, Paolo e Piter del birrificio ospite Montegioco
 Il sabato pomeriggio Kuaska condurrà un laboratorio:
  • – Cotechini alla Mummia del podere Il Santo
  • – Salame dello zio Pigi alla Demon Hunter
  • – Lardo della Cascina Capanna
  • – Selezione di tre formaggi sopraffini di Luca Montaldo. Accompagnamento a cura delle birre scassone che saranno li.
  • – Magari la “scieff della locride” (Mary) ci mette su ancora una cosina…
Il tutto a 20 intieri (euri), ne più, ne meno.
La domenica a pranzo Kuaska sfiderà Schigi in un Vino Vs Birra.
eccovi il menù.
antipasti– nido di patate con fonduta di funghi porcini
– schiacciatina tre farine con lardo nostrano
– sformato di zucca con crema “cadetto”
primi – agnolotti Ratweizen
– agnolotti Wine con scaglie di Montebore
secondi
– agnolotti Ratweizen
– agnolotti Wine con scaglie di Montebore
dolce
– poi vediamo……
il costo è di Euro 40,00 ed è necessaria la prenotazione.
Il menù della Merla (per quelli che non son venuti solo a bere), a cura di Mary della Locanda, ma anche del Pigi, Ilario ecc ecc
– salamini alla Rat, preparati dalla Azienda agricola La capanna di Montegioco, maiali a km 0,00, quest’anno cucinati ben cotti o ben crudi, come meglio preferite…basta chiedere al Pilu…..
Polenta del Pigi, quella che sai quando comincia a cuocerla, sai che la devi aspettare, sai che non è ancora pronta, ma insomma non hai idea se dovrai aspettare a mangiarla fino alla prossima edizione della Merla!
– Chili come lo fanno alla Locanda, interpretando un’antica ricetta della Val Grue, che richiama il mitico chili delle valli tortonesi, ma con un’eccezione di… insomma da assaggiare.
– c’è chi lo chiama Carbonade, chi Carbonade flamande o à la flamande, ma alla fine è il fantastico Spezzatino alla Birra e che tipo di birra???? quella che a Riki sta per scadere………
– Patatine fritte o al forno neanche da scrivere….
Risotti: Bran e Montebore e poi sperimentiamo qualche altro abbinamento con le birre presenti e qualche formaggio di Luca Montaldo e magari il classico risotto con vino rosso e verdure lo trasformiamo con Birra e verdure….
– e per finire il Birramisù… solo se qualcuno, gentilmente, ci mette a disposizione una birra adatta…

Vabbè, da bere un po’ ce n’è, qualcosina da mangiare pure. Ci si vede nella Nicchia!

Montegioco – Porck’n’Beer Festival 2011

Il Porck’n’Beer Festival 2011 si tiene a Montegioco dal 5 al 7 Agosto 2011. Vedrà presenti il birrificio di casa e due dei migliori pu al mondo: il Ma Che Siete Venuti A Fa’ di Roma e il Moeder Lambic di Bruxelles. Ottime birre e cibo di nicchia: cosa volete di più? Siateci!

Porck 'n Beer Festival Montegioco
la locandina dell'evento

Parlare di un evento PRIMA che si svolga è complicato. Potrei semplicemente scrivere

Porck’n’Beer Festival: Moeder, Ma che siete venuti a fa a Montegioco!?
Una tre giorni di birre, salumi, musica e delirio presso l’Agripub il Covone da venerdì 5 a Domenica 7 Agosto

Ecco, pratica archiviata.
Ma non è così facile.
Perché qui abbiamo uno dei migliori birrai italiani e non solo, il publican più comunicativo d’Italia e lo staff del Moeder Lambic, uno dei migliori pub del mondo.
In un anno che ha già visto IndiPub e (soprattutto) un mare di Birra credo che questa Merla estiva rappresenterà un altro di quegli eventi che ci ricorderemo nei bilanci di fine anno.

L’ambientazione è perfetta: l’agri-pub la Capanna è accogliente, tranquillo e soprattutto dotato di un allevamento di maiali spettacolari.
Inoltre il Pigi arricchirà con qualche pennellata delle sue.
Ma non andiamo a Montegioco per mangiare vero?

Ecco la lista delle birre

Dal Belgio il Moeder si presenta con

  • De Ranke: Guldenberg – Noir de Dottignies – XX Bitter – Saison de Dottignies
  • De La Senne: Tarasboulba
  • Dupont: Monk’s Stout – Saison Bio – Miel – Cervesia
  • De Schelde: Hop Ruiter – Zee Zuiper
  • De Dolle: Oerbier
  • Legendes: Quintine Blanche Bio
  • Rulles: Estivale
  • Cantillon: Lambic – Kriek Cuvée Moeder Lambic – Faro – Gueuze
  • Russian River: Consecration
  • Drie Fonteinen: Kriek

Da Roma , si spera, arriveranno sono arrivate con largo anticipo, SPQR, Son Precisi Questi Romani

  • Birrificio del Borgo: Perle ai Porci, Stelle&Strisce e la nuova birra al peperoncino
  • Narke: APA Solitar di Narke
  • De Molen: Hel&Verdoemenis del Menno
  • Loverbeer: Beerbrugna blendata
  • Carrobiolo: O.G. 1045
  • BrewFist: Spaceman [per uso interno]
  • Danimarca: pigne assortite dai nomi impronunciabili

Da un chilometro circa, col pickup il Birrificio Montegioco porterà tutte le sue birre meno famose

  • Runa
  • Rurale
  • Bran
  • Demon Hunter
  • Draco
  • Open Mind
  • Ratweizen
  • Tentatriple Scassona

Peccato manchino MacRuna e Runa Bianca, ma voi provate a chiederle lo stesso a Riccardo.
Ovviamente si prevedono fuori programma, robe turche e chicche a nastro.

Si dice che a Londra ci sia un festiva concorrente:  ma lassù ci sarà l’informale ospitalità di Riccardo,  la passione strabordante del Colonna e la meticolosa ricerca della qualità dei ragazzi del Moeder Lambic?
Difficile da credere ma il prossimo weekend una famiglia atipica si riunisce in una capanna (con  bestie al seguito) e dei viandanti, seguendo la luce della passione, porteranno loro in dono dei gettoni per ricevere in cambio non oro, non incenso ma bensì birra. Ci sarà anche un’apparizione del Maestro, ovviamente di Domenica.
E state tranquilli, se vi sembra che nevichi, è normale. Continuate a bere senza farvi domande, è lo spirito della nicchia, il più bel posto dove non c’è niente al mondo.

Dettagli

La location
Porck ‘n Beer Festival
5-7 Agosto 2011
Cascina Capanna –  Montegioco (AL) [sito web e mappa]

Le star
Birrificio Montegioco
Ma Che Siete Venuti A Fa’ – Roma
Moeder Lambic – Bruxelles 

Io, l’indipendenza e la passione

IndiPub: più uno stato mentale che un festival e questa è più un’epifania che un report.
Quello che conta è quello che rimane se togli la birra, e ne ho dovuta togliere molta…

Scrivere dell’Indi sarà difficile” pensavo mentre, alla destra del Camaschella, scendevo verso Reggio venerdì sera.
Adesso mi sento in quella fase in cui so che è difficile scriverne, perché vorrei che non fosse finito.
L’Indi, il festival dei pub indipendenti, è stata un’esperienza davvero incredibile.
Potrei mettermi qui a elencare le cose fatte, le persone incontrate, gli eventi, le birre, il cibo.
Ma non avrebbe molto senso.
Quello che porto a casa è un miscuglio di emozioni e di sensazioni che difficilmente si possono trasmettere.
Tanti pensieri, tante domande e risposte, spesso non concatenate si sono affollati nei quattro giorni reggiani.
Soprattutto mi hanno quasi affogato i tanti e tanti modi di vivere la passione per le birre e la loro condivisione che ho incontrato e, per osmosi, vissuto intensamente.
Tutti, chi per lavoro, chi per interesse e chi per divertimento, hanno trovato quello che cercavano a Vezzano sul Crostolo, la capitale italiana della passione birraria di cui non ho ancora metabolizzato gli accenti.
Sentirmi a casa su uno sgabello mi era già capitato, solo che qui la casa aveva molte stanze.
Ma, visto che qui di solito parlo di birra, è proprio con le birre che cercherò di strappare alla tastiera qualche emozione.

Schlenkerla Fastenbier
Come Alle è perfetta: organizzazione tedesca, precisa e inconfondibile con il suo tocco personale. Godibilissima e che non smette mai di sorprenderti. Il suo publican è l’ospite ideale: non ti lascia mai solo e ti da quello che hai bisogno. E sempre prima che ti serva.

Bayerischer Bahnhof Gose
Inconfondibile e unica non ti stanca mai. Il salato e l’acidità sembrerebbero due ostacoli insormontabili ma lei li unisce con classe. Il suo publican è il generoso che si sciroppa qualche migliaio di chilometri per placare la tua sete e che ti accoglie sempre col sorriso. Il buonumore, si sa, aiuta a bere.

Girardin Lambic
Semplice e dannatamente belga è compagno ideale di una serata tra amici. E il bag box ti fa sentire un po’ publican anche tu, anche se di strada ne hai da fare prima di raggiungere il Villaggio. Un’altro, per favore.

Titanic Stout
In cask, old school. I classici non passano mai di moda, come i Beatles o gli abiti grigi.
Scura e raffinata si lascia servire mansueta dal suo publican attento ai dettagli: pochi ricami e tanta concretezza servite con un’umiltà disarmante. Anche qui sei a casa, coccolato e contento.

Kama Citra Beer Here
Scura e luppolata riesce a non deludermi come molte altre Cascadian. Irriverente e dissacrante, innovativa ma con basi nella tradizione, è come il suo publican. E lui ti sorprende con continue novità e classiconi spegni-sete in una frenetica e irrazionale alternanza verso la perfezione.

Goblin 21° Anniversario
Speziata, strana e belga. Non dovrebbe piacermi, eppure… abbinata ad un reggiano di 50 mesi mi sembra perfetta. Il suo publican è un pugno di passione che mi colpisce dove fa più bene; non riesce a mettermi KO, continuo a prenderle col sorriso. E comunque la Maxlrainer sotto ai due litri è noiosa…

Non vedo l’ora di tornare a trovare i magnifici sei, aspettando con impazienza l’edizione 2012.

Fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile.
Fare una cosa pericolosa con stile è ciò che io chiamo arte.
Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto
Charles Bukowski

Io, le spine e il pubblico

Due giorni di festival dietro le spine: all’IBF di Milano mi è toccato lavorare, ma è stato divertente ed istruttivo. Spero di aver diffuso un po’ il verbo.

Italia Beer FestivalStare dietro al banco non è una cosa semplice.
Questa è la prima lezione dell’IBF appena concluso.
Anni e anni di bancone, dalla parte sbagliata dei cobra ma con davanti grandi uomini di birra mi hanno però lasciato una sorta di imprinting comunicativo.

Il pubblico che ho “servito” tra sabato e domenica all’IBF è stato piuttosto eterogeneo: dai grandi appassionati che non si perdono un festival ai colleghi che propongono uno scambio, dai bevitori inconsapevoli a quelli più attenti la lunga teoria di bicchieri che ho riempito mi ha portato a fare alcune considerazioni che condivido in questo post.

Prima di tutto il pubblico è evoluto: meno sbronza facile e più curiosità, meno doppio malto e molto più “spiegami”.

Certo, raccontare sei birre abbastanza eterogenee a chi ti guarda un po’ incuriosito è divertente, ma è molto più appagante servire la birra “giusta”, sentirsi dire “la volevo proprio così”, “buona”, “no dai fammela da due gettoni…”.

E allora ricordo con orgoglio la ragazza della “Confain” che non amava le scure e alla fine voleva comprare le bottiglie da portare a casa, quella che beve(va) solo vaizen prima di capire che anche una Belgian Strong Ale poteva piacerle, al ragazzo che voleva la 2011 perché Ley Line è troppo difficile,  quelli che ne hanno presa “una di tutte” perché volevano capire

Pubblico esigente e divertente.
Le donne, meglio se non in compagnia di uomini, sono più propense a farsi guidare: alla fine la domanda a cui rispondere è “Cosa ti piace? Cosa bevi di solito?”
Con due assaggi riesci a dare un bicchiere di una birra che, senza troppi sofismi, terrà compagnia per 5 minuti al tuo “cliente”.
Gli uomini, di contro, hanno meno paura di sperimentare, spesso alla cieca.
Ma non è detto che trovino il paradiso…

In conclusione questo “bagno di pubblico” mi ha lasciato con la convinzione, radicata e granitica, che se dietro alle spine c’è passione davanti si sta bene.
E la bevanda nel bicchiere assume un peso specifico maggiore e lascia, spero, qualcosa in più di una coca-cola all’autogrill.
Diffondere il verbo, un gettone alla volta, è stancante ma appagante.
Senza dimenticarsi che, infondo, alla fine è quasi tutta acqua.
E tra un mese si va a Roma…

 

Birre della Merla 2008

La birra torna a casa, ecco quello che mi sono portato da Montegioco.

Clima freddo ma spirito caldo, birra assoluta protagonista. Birrai presenti, lì a scherzare a parlare con tutti.
La birra è così, unisce. L’impegno messo nel lavoro si vede si sente e si apprezza.E poi le birre…11 sirene lì ad accoglierti a tentarti e a metterti KO.

Tanta “bella” gente presente… alcuni meno belli ma tant’è 😉

Peccato che il sonno mi abbia ad un certo punto messo fuori combattimento…e la causa è il mostro in foto… Draco Cadrega 11° di fruttata alcoolicità con una nota acida che la rende fresca, beverina… se poi il fustino della suddetta era randagio in un angolo ed era facile fare la mossa “biglietto nel bicchiere, birra nel bicchiere” anche da soli…ehm… come dice uno che la sa lunga “la Draco Cadegra alla spina secondo me è illegale…”

A quando la prossima? Magari sotto i 5°…..

Brescia Beer Festival 2007

Sabato 6 ottobre 2007 sono stato al Brescia Beer Festival.
Alle 12 in punto entriamo (,senza borse;-) e con biglietto numero 1!) e ci avviamo verso gli stand.
Lo spazio espositivo era più raccolto rispetto a Milano, meno birrifici ma accogliente.
Prendo il bicchiere e i gettoni e…. aspetto. Pochi stand aperti alle 12 o perlomeno nessuno di quelli da cui volevo cominciare.
Mi metto a curiosare e scopro che allo stand della Rulles hano “casualmente” scoperto ed attaccato un fusto di Estivale, non segnato sulle spine…si comincia.
Estivale e Triple in forma!
Poi passo allo stand di Withe Dog dove provo la IPA (in forma!) e la Brass Monkey, davvero speziata.
Capatina da Cesare dell’Orso Verde, si provano Ruis, che a Rodero quest’estate mi era piaciuta molto e che si conferma, e Vertigo.
A questo punto lascio la mia compagnia di collezionisti ad importunare i birrai 😉 e proseguo l’esplorazione.
Bauscia: 4 birre, tutte molto a posto: Aldia e Frea, inglesi e beverine, Adi e Saison (Sesi? non mi ricordo il nome), per me la birra del Festival. Fantastica, con un agrumato vero, deciso, quasi rude, che ti lascia davvero di stucco.
Poi arrivano Maurizio allo stand di Manerba e Riccardo allo stand del Babb.
Chiacchieriamo un po’ delle loro nuove avventure e delle loro prime birre in maturazione (le birre spinate dai due birrifici erano le “ultime” dei birrai precedenti). Maurizio presenterà presto la sua birra di Natale e Riccardo coccola le sue prime creature.
Segnalo una Teobroma da urlo!
Tra i nuovi nati anche il Birrificio Menaresta, alla sua prima apparizione, buona fortuna!
Sosta al Ducato con AFO a pompa e ViaEmilia al top: vedo per la prima volta le bottiglie e Giovanni e soci: hanno delle etichette davvero belle, soprattutto per i “sottotitoli” alle birre.
Poi mi sposto e vado ad importunare Allo 😉
La Lilith di Bruton era buona buona come al solito, poi tra una chiacchera e l’atra provo anche le altre. Una Stoner che sicuramente appartiene al ceppo “Paris Hilton” (Copyright Schigi 2007) e una Momus in evoluzione. Sicuramente le 4 chiacchere(!) fatte col birraio mi hanno fatto capire molto di queste birre: il bello di queste manifestazioni è proprio questo!
Ormai i gettoni erano finiti ed era ora di tornare a casa, non prima di aver svaligiato il Babb di tutte le bottiglie di Fusca che c’erano.
Quindi il riassunto è:

Negativo:
– il cibo (ancora peggio di Milano)
– i lavabicchieri: l’acqua lasciava un retrogusto di pesce marcio nei bicchieri…lavati in bagno (Londra docet)

Positivo
– Le birre c’erano tutte 😉
– I birrai dietro agli stand con la loro disponibilità e modestia a raccontatri tutto delle loro birre e non solo.
– La Saison del Bauscia: continua a farla, please;-)

Artebirra Pasturana 2007

Da venerdi 8 giugno a domenica 10 giugno 2007 presso il complesso sportivo di Pasturana (Alessandria) a 4 chilometri ad ovest di Novi Ligure si svolgerà il Festival Italiano delle Birre Artigianali.
L’intento degli organizzatori : Pro Loco di Pasturana, Unionbirrai e Confraternita della Grande Schiuma, è quello di presentare un mondo birrario complesso e vivo, inesplorato e sconosciuto alla maggior parte della popolazione italiana.
Più di 30 (trenta!) birre artigianali alla spina, dai migliori microbirrifici italiani, 2 laboratori di degustazione, incontro tra HomeBrewer e tanto tanto di più.
Un evento da non perdere per nessuna ragione!
Per maggiori info www.grandeschiuma.it o www.artebirra.com
Clikka qui per calcolare il percorso con ViaMichelin