Archive for the ‘Locali da visitare’ Category

Io, l’ambiente e la vigilessa


06 ago

ghisa31 Luglio: Milano, svuotata, ti cuoce al vapore da tanto fa caldo.
Capisci che c’è qualcosa di strano perchè parcheggiamo davanti all’ingresso. Sarà la luce, sarà il caldo, sarà la sete. Entriamo. Il legno è sempre consumato, il bagno è sempre lo stesso e l’ambiente è sempre perfetto e il solito tavolo è libero. Ci sediamo, quasi come a casa.
Arriva il cameriere… ok come puoi chiamare cameriere uno con la maglietta degli Slayer e un metro quadro di tatuaggi?
“Devi scriverti tu con una biro quello che vuoi sul blocco (delle comande, nda).”
Sistema veloce, intelligente, rustico. Non posso chiedere di più.
Urtiga-Ligera-Pasta-Pasta-Formaggi. Cerco di scrivere bene, soprattutto i nomi delle birre.
Arrivano. WOW. Due mostri di bevibilità da bere così, disimpegnati, “leggeri” (cit.).
Dura farle resistere fino alla pasta. Buona. Monte e Sant arrivano a far da puntello ai formaggi.
Ormai il locale è pieno, il Re spina come un forsennato e se non ci fossero troppe cravatte e troppa luce sembrerebbero le 22.
Poi arriva lei. Nera e vaporosa. Profumata e seducente. Affumicata e buonissima. Prendo la prima multa. E pure la seconda. Certo con il carboazoto è ruffiana, morbida e controllata. Bevendola non la squadro, non la scompongo, non la penso. La bevo. E immagino solo di poterne avere una a pompa, una spettinata e meno compostina, un po’ più ruvida e grezza, meno tacchi a spillo e più flip-flop.
Ma son sofismi. La Ghisa è un monumento a cui il pellegrinaggio è dovuto.
Tutte le sue sorelle son bellissime ma a me piace lei. Lei che per farsi bella prima di arrivare al tavolo ci impiega un sacco…si fa desiderare.
E’ ora di andare. Al banco c’è F senza F che fa la sua pausa pranzo. Per (s)fortuna lavoro a 89,6 km da qui. Stavolta niente denunce, ci scambiamo solo la convinzione che Lambrate in questo momento stia tirando il gruppo ad andatura molto sostenuta. Raccatto due bottiglie di souvenir e ci ricacciamo nel wok milanese. Sa vedum.

Info: Birrificio Lambrate – Via Adelchi 5 – Milano

Ma Che Siete Venuti A Fa’ – Roma


02 giu

Roma Caput Mundi e non ci sono mai stato. Vergogna. Arrivo in città un giovedì, ora di pranzo, caldo torrido e mi viene subito sete. Capisco perchè sono qui.
Prendo confidenza con la città: mezzi pubblici e quattro passi, senza alcun problema arrivo in via Benedetta, quasi guidato da un richiamo inconscio.
Vedo l’insegna, la scritta e lo so, lo so cosa sono venuto a fare.
Vedo il mio ospite con una maglietta psichedelica che mi accoglie in strada come se ci fossimo visti il giorno prima a casa mia. Bella. Lo lascio ai suoi problemi ed entro. Il locale è piccolissimo, il banco sulla sinistra e sulla destra un corridoio trafficatissimo di fusti. Legno consumato, vissuto, gente che si gusta una birra appollaiata sugli sgabelli. Spine. Zoigl e Kriek sono le prime de cartucce di una serata lunghissima. Mi siedo lì, al banco, e non mi muovo più. Toronado riflesso. Già. Bella. Manuele si attacca alle spine, per 5 ore da solo ristora tutta la via, ma a me sembra tutta Roma: ci danesi che sono beerlover, le spagnole che chiedono un mojito ma vengono dirottatte su una Moinette che le stende come un treno.
Quello che ordina “cantillo” perchè “je piace l’etichetta”, quello che vuole una beck’s, quella che “se non è in bottiglia mi fa schifo” E Manuele dietro, con pazienza a parlare e spiegare il dolce, il resinoso, il forte, il corpo, l’acido: quanti ne avrà convertiti questo santone heavy? Arriva un altro bicchiere, arrivano gli amici , ma il discorso col banco rimane aperto. Scherziamo con le ragazze, malediciamo l’impianto che fa le bizze, parliamo di passato e di futuro.
Bella. L’atmosfera cruda e asciutta, vissuta e parlante mi avvolge. La vetrina dei cimeli, gli sfottò da derby, i clienti così eterogenei, i soliti, quelli nuovi.
Passione e cuore con tanta disponibilità. Sono le due, la saracinesca scende.
Con Manuele e Lorenzo attacchiamo un giro vintage, tutte zozzerie. Però comunque ce le ricorderemo. Il locale così, immobile e silenzioso ti parla. E lo senti il suo spirito sdrucito e liso che ti scende dal bicchiere e ti riscalda.
Chiudiamo. La prima sera è andata, le altre seguiranno simili, avanti e indietro per Trastevere, dove il fuoco arde di luppolo.Bella!

Info: Ma Che Siete Venuti A Fa’ – Via di Benedetta 25 – Trastevere – Roma

Ma Che Siete Venuti A Fa'

Atlanta, Georgia – Parte I


05 mag

Atlanta non è certo una meta ambita per i beerhunters: CNN, Delta, Coca-Cola non sono grossi richiami turistici per noi italiani. Ma se uno decidesse proprio di passarci un paio di giorni riuscirebbe comunque a bere qualcosa di potabile?
Siamo negli States,e qualcosa di potabile c’è sempre.
Atlanta ha due birrerie: Sweetwater Brewing Company e Atlanta Brewing Company (Red Brick) ed è abbastnza facile reperire i prodotti locali nei vari pub della città: ad Atlanta ogni pub che si rispetti ha una lista di birre che comprende sempre una sezione “local” con le birre del proprio stato e anche i locali commercialissimi hanno comunque un paio di spine craft.
Inoltre in città ci sono anche alcuni brewpub.
Ero alloggiato a downtown: ho visitato solo locali nel raggio di un paio di miglia dal centro, facilmente raggiungibili in taxi o a piedi.

The Porter
Indirizzo: 1156 Euclid Ave

Il pub è abbastanza fuori dal centro, ma in una zona piena di locali.
Non è molto grande ma è accogliente: arredato in legno con uno stile molto southern da distillatori clandestini.
Le spine sono ben fornite: molte le birre straniere (belghe) presenti e anche US.
Alla spina vengono servite pinte e mezze pinte americane.
Ottima l’idea dei “taste a tema”: 4 bicchieri da 4oz di quattro birre diverse ma simili. Io ho preso le IPA e i Winter Warmer saltando quello delle belghe di natale.
C’è anche una selezione di bottiglie interessante.
Il cibo è buono e tipicamente da pub (era la mia prima cena negli USA quindi non avevo ancora a noia il pub food;-) ) con qualche digressione interessante: cozze alla belga, wurstel alla bavarese e pesce.
Il servizio cordiale e tempestivo: si aspetta poco e nonostante il locale fosse pieno non cercano di mandarti via.
La birra Weyerbacher Double Simcoe IPA Piny,resinosa ed estrema. Un pugno di luppolo, benvenuti negli States.

Taco Mac Metropolis
Indirizzo:933 Peachtree St NE
Ci vado di domenica per cena, i Falcons giocano la partita che li porterà ai playoff e il locale è pieno.
Chiedo un tavolo e mi dicono “40 minutes”… vado ad aspettare al banco.
Il locale ha un numero enorme di spine (sulla brochure ne sono indicate 140..) e di bottiglie, ci sono un bel po’ di commerciali ma anche tante tante craft beers. Serve pinte e mezze pinte americane. Attacco con una Avery IPA per la nostalgia di Denver e poi con una 60 minutes.
Bevo in piedi in un angolo e consulto il menù. Solito cibo americano: burgers, steaks, burritos e pollo.
Dopo mezz’ora rintraccio la cameriera e chiedo del mio tavolo. mi risponde che, essendo andato al banco, ho perso il mio turno: “50 minutes”. Me ne vado.
Locale tipicamente americano per famiglie, molto affollato. Vasta selezione di birre (alcune viste solo lì). Personale mediamente scontroso, molto sotto agli standard della città.E non hanno la minima idea di che birre stiano servendo. Dopo i primi 5 minuti di euforia per il paradiso con 100 spine si capisce che c’è di meglio. Ho letto che spesso hanno birre “stale”: cioè “posse”, come il pane del giorno prima…
La birra Dogfish Head 60 Minute IPA semplice e soddisfacente, la troverò in ogni locale di Atlanta e nel frigo in albergo. Ah $8.99 per un sixpack…

[to be continued....]

Wenlock Arms – Londra


02 apr

La prima volta che ci sono stato pioveva che Dio la mandava.
Dentro c’ero solo io e un anzianotto locale.
Chiedo una mezza pinta, e la tipa al banco mi guarda male e dice qualcosa di incomprensibile (“femminuccia” penso fosse troppo elegante).
Io continuo il mio giro di mezza pinta di ogni birra (8 credo) e prendo pure un Salt Beef sandwich .
A un certo punto entra un secondo anzianotto che ordina due pinte diverse: sorsatona dal primo bicchiere e poi ci versa dentro un po’ della seconda birra.
E va avanti così facendosi pinte “spruzzate” con la seconda birra.
Io intanto finisco il mio giro. E ordino una pinta di una stout che mi era davvero piaciuta. Il primo anzianotto “Finalmente bevi da uomo”. la “barista” : “stava cercando quella che gli piace”. Secondo anzianotto: “Io me la faccio da me”
Lascio il divanetto e passo un’oretta coi due anzianotti a parlare male dei francesi che avrebbero giocato contro l’Inghilterra il sabato e a demolire tutti gli stereotipi che avevano sugli italiani.
Smette di piovere, saluto ed esco. L’anzianotto mi saluta con un bel “Parli troppo bene l’inglese per essere italiano” e il secondo, rivolgendosi al primo “Hai bevuto troppo e sono solo le 4…”
Adoro quel posto…

Info: Wenlock Arms, 26 Wenlock Road, London