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	<title>Tyrser&#039;s Tavern &#187; considerazioni personali</title>
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	<description>Sotto ai venti litri è degustazione: una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti</description>
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		<title>Io, i giudizi e la poesia</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 20:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diciamolo, quando Teo mostrava le super cuffie sui fermentatori mi sembrava una cosa strana, un po&#8217; circense. Per non dire di peggio. Quando dice che lo fa per noi un po&#8217; storco il naso perchè non credo nella santità a prescindere. E se camminerà sulle acque sarò comunque tra quelli che cercheranno il trucco alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin:15px 10px 5px 0px;">
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<p><img class="alignright size-full wp-image-175" title="Lezioni di spilatura all'Open" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2010/03/manu-open.jpg" alt="Lezioni di spilatura all'Open" width="300" height="290" />Diciamolo, quando <strong>Teo</strong> mostrava le super cuffie sui fermentatori mi sembrava una cosa strana, un po&#8217; circense. Per non dire di peggio.<br />
Quando dice che lo fa per noi un po&#8217; storco il naso perchè non credo nella santità a prescindere. E se camminerà sulle acque sarò comunque tra quelli che cercheranno il trucco alla David Copperfield.<br />
Ammettiamolo, di Baladin in forma precaria ne ho trovate alcune, soprattutto qualche anno fa. Anche se non ne ho bevute spesso, anche a causa del prezzo&#8230;<br />
Ma Teo è comunque il <em>numero uno</em>. Quello che sdogana, quello che apre le strade, quello che vende.<br />
Quello che fa la birra. Sono convinto che molti di quelli che criticano le sue birre, o quelle di Palli come direbbero loro, se non vedessero la bottiglia ricercata e il teku e non sapessero cosa stanno bevendo non sarebbero poi così categorici. Oppure quelli che dicono che la Super non è più lei ma la bevono solo da due anni&#8230;<br />
Teo è il punto esclamativo della birra italiana. Punto. Sono stanco di leggere e sentire chi è sempre pronto a dare contro a priori ad un uomo che fa azienda, produce reddito e comunicazione. Forse si preferiscono quei birrai che non arrivano a fine mese, che rischiano di perdere la casa, che lavorano dodici ore al giorno per fare dodici fusti, quelli che le loro birre non le trovi mai, perché non ce n&#8217;è. Perché loro <em>&#8220;fanno artigiano&#8221;</em>. Ma poi si pretende che vendano la birra ai prezzi della Lidl.</p>
<p>Per non parlare poi di <strong>Leonardo</strong>, il fido scudiero, anche lui venduto al consumismo sfrenato e al capitalismo di stampo americano. Io onestamente so solo che la ReAle è lì da 5 anni (cinque&#8230;sembrano 100&#8230;) con l&#8217;ArtigianAle a fare spettacolo e scuola, imitata e mai raggiunta nella sua eleganza.<br />
E Leo è un ospite eccezionale, sempre pronto a condividere e a spiegare. Come alla prima lezione del corso MoBI di Caprino. A volte mi imbarazza per la sua generosità e con la sua conoscenza profonda che regala sempre qualcosa da annotare sul libretto.  E arriva persino a dispiacersi perché non c&#8217;è una sedia libera per me a  una degustazione dove mi sono imbucato, mentre gli altri pagano.  <em>Noblesse oblige</em>.<br />
Ecco che i due demoni si sono fusi in <strong>Open</strong>, tana delle tigri, summa di tutto il male birrario italiano.<br />
Sì vado sempre all&#8217;Open quando sono a Roma e a volte capita che alcune birre siano un po&#8217; &#8220;stale&#8221; o non in forma ottimale (da profano direi per colpa dei metri di pitone che separano cella e banco&#8230;) ma quel posto, che a me stilisticamente non piace proprio, ha un impatto enorme. E&#8217; un Louvre della birra italiana che amiamo dove tante etichette diverse stanno fianco a fianco su quella scaffalatura, in un&#8217;armonia e in una comunione d&#8217;intenti che i loro produttori e consumatori sembra proprio non vogliano raggiungere o perseguire.<br />
E soprattutto apre la porta della birra di qualità a un pubblico che non entrerebbe mai in un pub classico dove noi abbruttiti di classe ci sollazziamo.<br />
E fa crescere il germe della curiosità. Se un avvocato della Roma bene scende a Trastevere per farsi una Confine dopo numerosi aperitivi all&#8217;Open, allora capisco che cosa vuol dire sdoganare.</p>
<p>Concludo con una nota sulla foto a corredo di questo post: un lunedì pomeriggio eravamo con alcuni amici a farci &#8220;una berretta&#8221; all&#8217;Open.</p>
<p>La ragazza che si occupava di servirci era un po&#8217; in difficoltà a spinare la Montestella (mi pare fosse quella la birra). <strong>Manuele</strong> (<em>nota per quelli che non conoscono le facce: </em>Manuele Colonna, deus ex machina del Macche, pub-tempio del bere bene mondiale) tranquillo va dietro al bancone, le cambia il TeKu con la pinta e le fa vedere come spinarla. Un po&#8217; come il calciatore che butta la palla fuori perché l&#8217;avversario ha i crampi. E il suo pubblico lo fischia.<br />
Amen</p>
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		<title>Io, il Bimbo e Beppe</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 12:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pub e luoghi birrari]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa cosa qui non la voglio scrivere. No. Non esiste. Non la scrivo. Ma voglio. Se vivo birra lo devo a quattro persone: mio padre, che mi ha tenuto nell&#8217;ambiente per decenni,  Kuaska, che mi ha fatto vedere la luce dopo un paio di litri in terra elvetica,  Sandro che ha messo su un maccherone [...]]]></description>
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		</div>
<p><img class="alignright size-full wp-image-144" title="bi-du" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/09/bi-du.jpg" alt="bi-du" width="200" height="288" />Questa cosa qui non la voglio scrivere. No. Non esiste. Non la scrivo.<br />
Ma voglio.<br />
Se vivo birra lo devo a quattro persone: mio padre, che mi ha tenuto nell&#8217;ambiente per decenni,  Kuaska, che mi ha fatto vedere la luce dopo un paio di litri in terra elvetica,  Sandro che ha messo su un maccherone dopo l&#8217;altro e Beppe: bevi!<br />
A Rodero ci sono stato appena il Bi-Du aveva aperto, con mio padre. Caso vuole che Beppe e Roby avessero una certa Rodersch alla spina, che mio padre adorasse e conoscesse Colonia e le Koelsh&#8230;e io bevevo Schweppes mentre mio padre prendeva una bottigliazza da portare a casa. Poi è arrivato Kuaska a sdoganarmi il cervello. E poi Sandro ha voluto andarci una sera. E a fare le due di notte con Beppe a parlare di birra e a insultare la mia Schweppes era divertente. Avanti veloce per un po&#8217;, non so quanto, ma credo poco, ed ero lì, a quel bancone, d&#8217;inverno a bere Confine e a parlare con Beppe e con tutto il mondo che passava di lì. Quante birre abbiamo provato insieme, quante ne abbiamo visto nascere, alcune si sono perse, altre invece sono diventate famose. E non solo dei Bi-Du.<br />
Quante volte chiedevo la Confine tutto l&#8217;anno e quante volte &#8220;proviamoci questa&#8230;&#8221; e magari finiva nel lavandino. Ora sono rimaste le persone, le birre ma non c&#8217;è più Rodero.<br />
Abbiamo festeggiato l&#8217;ultima cotta qualche settimana fa con la Rinco: Rodersch con una bella botta di Simcoe (no non chiedetela, non cercatela, non immaginatela: era solo per quel giorno lì nda) formaggi e salumi. Chiusura pazza in stile Rodero: quello che ti fa vivere le birre come compagnia, come divertimento e come qualcosa che esce dal bicchiere.<br />
Ho fatto un sacco di foto, ho abbracciato la caldaia che per tanti anni ha lavorato anche per me, ho salutato i tank e ho lasciato quel posto: il portico, il banco, e quasi si sentiva ancora il profumo del mosto e l&#8217;aroma del luppolo di quando Beppe e poi Simone facevano la doppia o la tripla notturna.<br />
Ho pronta una bottiglia di Confine, da aprire con Beppe per l&#8217;inaugurazione del nuovo impianto.<br />
Ah comunque si dice Ròdero, con l&#8217;accento sula prima &#8220;O&#8221;.</p>
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		<title>Io, Manuele e il Sacro Vincolo</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 20:02:13 +0000</pubDate>
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			</a>
		</div>
<p><img class="alignright size-full wp-image-140" title="Anto&amp;Manu" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/09/AntoManu.jpg" alt="Anto&amp;Manu" width="200" height="234" />Ma che siamo andati a fa&#8217;? Spiego. Trova un borgo medioevale calmo e bellissimo. Buttaci dentro una banda di pazzi internazionali. Arredali con i costumi più folli di un carnevale acido. Prendi un gruppo di straniti siciliani incolpevoli. Battezzali tutti di birra e se non basta bagnali nella piscina di sua maestà Giorgione, il boia della monotonia. Immagina un Sindaco imbarazzato, daje Sindaco articolo 147, e un cowboy spara mentre l&#8217;highlander de Ostia ride. La sposa, bellissima come Biancaneve. Lo sposo, meno bello, come i sette nani, ma uno sopra l&#8217;altro. Bacio! Bacio!. Mettigli in mano la bomboniera: un boccale da mezzo. Adesso sazia tutti con ogni ben di dio immaginabile, moltiplica per due e aggiungi il fattore Bonci (santo subito!). Continua a dargli da bere. Continua. Continua. Altro cibo. Fai scendere la penombra, accendi le torce e metti musica che faccia muovere almeno la testa. Ecco, la ricetta dell&#8217;evento perfetto. Quello in cui puoi passare momenti divertenti con amici nuovi o vecchi, farti quattro risate e soprattutto incidere indelebilmente la giornata nella tua mente. Alzare il boccale autografato e libiamo, libiamo ne&#8217;lieti calici,bella Manu, bella Anto. Grazie a Manuele, lo Yin e Yang di via Benedetta, che dietro a una spina sembra quasi bello dal carisma che ha. Grazie a Antonella, capitello di cotanta Colonna. E grazie a tutti quelli che hanno condiviso con me queste giornate. Vista da quassù Roma è sempre più vicina.</p>
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		<title>Io, i pub e il Santo Graal</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 16:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin:15px 10px 5px 0px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.tyrser.com%2F2009%2F07%2F06%2Fio-i-pub-e-il-santo-graal.htm&amp;source=tyrser&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><img class="alignright size-full wp-image-131" title="frecce" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/07/frecce.gif" alt="frecce" width="278" height="300" />E&#8217; da un po&#8217; che quando vedo sul suolo italico qualche rarità birraria mi chiedo: &#8220;Ma è giusto che questo tesoro sia qui?&#8221; E poi lo ordino&#8230;</p>
<p>Ne ho parlato un po&#8217; di tempo fa con un amico che non mi fa l&#8217;autografo: la Lou Pepe alla spina non dovrebbe uscire da Bruxelles. Poi però la ordiniamo&#8230;più volte.</p>
<p>A Roma all&#8217;<a title="Off Licence Roma" href="http://www.offlicense.it/main/" target="_blank">Off Licence</a> hanno la Lees Harvest Ale. Non ho ancora capito se si dica &#8220;me cojoini&#8221; o &#8220;sti cazzi&#8221;. Comunque ne ho comprate 4, ero in aereo, altrimenti una cassa&#8230; Per me la LHA è una tappa obbligata, degna chiusura di una cena al White Horse di Londra, magari con un piatto di formaggi inglesi.Una sorta di mistico cammino verso i segreti profondi delle Ales.</p>
<p>E adesso un ragazzino appoggiato a una spider se la beve a cannella nell&#8217;arsura di un pomeriggio romano. Scena da Beverly Hills 90210, non da Camra Inside 00100.</p>
<p>E allora? Allora mi sento come un pensionato che tra un lavoro stradale e un settebello di scopa grida dietro ai ragazzini &#8220;Uè voi siete quelli del tutto e subito, io mi sono fatto la guerra&#8230;e voi fate l&#8217;obbiettore!&#8221;</p>
<p>Già. Ma la voglia di andare alla fonte, sedersi e capire, non mi passa. L&#8217;idea che una kriek dell&#8217;86, marcia, ma bevuta con quattro amici tra le botti di Cantillon apra la mente e le sensazioni a quella geuze o  kriek bevuta a 2000 chilometri dalla sua casa continua a rimanermi in testa. Una Urtiga, milanese come il panettone con le uvette e i canditi, bevuta su uno sgabello di Roma mi rimanda a una pinta, calda, bevuta su un divanetto sgualcito del Kent. Roba da triangolazione per un cartografo.</p>
<p>Non voglio fare il beer snob, ma secondo me <strong>viaggiare e bere sul posto è doveroso</strong>, aiuta a capire e ad accrescere la nostra cultura birrarria. Cultura: parolone, forse troppo grosso per chi, semplicemente, si vuole fare una birra. Però è questa cultura, questo esserci stato che ti fa apprezzare le mille sfaccettature della nostra amata bevanda.</p>
<p>L&#8217;essere andato in Franconia, l&#8217; aver bevuto delle keller ad un tavolone con dei settantenni bavaresi mi portano a non snobbare una zwickel per partito preso e a non ordinare la AiPiEi di rito. Birre a cui solo la maestosità della Tipo Pils riesce a dare un po&#8217; di lustro nel panorama italico. Già, le basse fermentazioni non sono complesse, sono figlie di serie B rispetto a una bella triplo malto d&#8217;abbazia. Sono cose che ho sentito anche in TV. Allora ci credo.</p>
<p>Ma queste sono birre-panda, birre che vanno protette e che difficilmente sopravvivono lontano da casa. Le koelsh, nella loro mostruosa bevibilità, hanno il gran pregio di suicidasi appena le metti nel baule della macchina.<br />
E allora ci devi andare, devi cercare, scoprire e bere. Bere per giorni e giorni, lunghi e tranquilli. Birre che ti parlano, anche se non capisco una parola di tedesco.</p>
<p>E quando entri in un locale e ti guardano strano, perchè non è appena passato un gruppo di americani a saccheggiare, due danesi a ratare o quattro inglesi ad ubriacarsi molestamente, capisci che ti puoi sedere ed imparare qualcosa. <strong>E vorresti averlo sotto casa</strong>.<br />
Ed ecco che il cerchio si chiude: è giusto trovare vicino a casa queste birre?</p>
<p>Me lo chiedo da molto e non ho una risposta. So solo che, sempre e comunque, quando le bevi a casa loro sembrano più buone. E ridivento il pensionato sulla panchina: &#8220;Ti ricordi la Bibock com&#8217;era buona? E quella WV bevuta in macchina in mezzo alla campagna belga? Che buona&#8230;&#8221; E ordino un&#8217;altra AiPiEi perchè mi manca l&#8217;america&#8230;amen.</p>
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		<title>Io le IPA e Three Folks</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 15:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scena: esterno Pub notte, quasi mattina. &#8220;Non mi piacciono i lambic,li ho provati eh, ma a me piacciono solo le Ai-Pi-Ei e le Imperial&#8221;. Mamma mia una cosa così mi rende acido, ma non acetico. Parlo con tre ragazzi: due sono un po&#8217; tanto provati il terzo meno. La conversazione va sulla birra, unico comun [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin:15px 10px 5px 0px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.tyrser.com%2F2009%2F07%2F02%2Fio-le-ipa-e-three-folks.htm&amp;source=tyrser&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><img class="alignright size-full wp-image-126" title="bombe-e-granate" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/07/bombe-e-granate.jpg" alt="bombe-e-granate" width="134" height="150" />Scena: esterno Pub notte, quasi mattina.</p>
<p>&#8220;Non mi piacciono i lambic,li ho provati eh, ma a me piacciono solo le Ai-Pi-Ei e le Imperial&#8221;.</p>
<p>Mamma mia una cosa così mi rende acido, ma non acetico.</p>
<p>Parlo con tre ragazzi: due sono un po&#8217; tanto provati il terzo meno.</p>
<p>La conversazione va sulla birra, unico comun denominatore della via.</p>
<p>&#8220;Per me De Molen è il migliore&#8221;. Davanti a una cosa così, a un&#8217;affermazione di principio, che fai? Cerchi le solide basi.</p>
<p>&#8220;Sono buone perchè sono belle pastose, la birra deve essere così!&#8221;</p>
<p>Ah, e le Pils? &#8220;Buoneeeeee ho provato la Tipopils e la Verhaeghe&#8221;  Pastose? Ah. Solide basi. Scricchiola tutto.</p>
<p>Stasera che ti sei bevuto?</p>
<p>&#8220;Buono sto Val d&#8217;Orcia, ho bevuto la 5 e non mi è piaciuta invece buona la sua seson&#8221; Scusa? &#8220;Sì sì la PVK&#8221;.</p>
<p>Ah. Faccio il brillante, sai perchè&#8230; &#8220;So Tutto&#8221;. Sorride.</p>
<p>Saison? &#8220;non è una seson? Dimmi che stile è! Dai!&#8221; Bisogno di catalogazione. Sento Moreno rotolarsi nel letto.</p>
<p>Hai bevuto la Dupont? &#8220;Noooon mi piace, non è buona.&#8221; Ah ok&#8230; Pils, sei a posto, Saison pure.</p>
<p>Torna Menno con le sue bombe e le sue granate &#8220;Che te piace la De Molen?&#8221;</p>
<p>Ne fa 173 elevato al cubo. Quale intendi? Spara 2/3 nomi in olandese. Lo guardo stupito e sussurro la bomben. Ammicca. Forse pensa che io sia uno che può vedere la luce.</p>
<p>&#8220;A te che stile piace?&#8221; Stile, ancora stile, mi sento come a un cocktail con Dolce &amp; Gabbana.</p>
<p>Dipende. &#8220;Daiiiii uno stile&#8221;. Sorrido, satanico come un felino. Stout. &#8220;Ah vedi belle corpose imperial, corpose, son birre quelle, mamma mia, belle tostate&#8221;</p>
<p>No. Frena.Stop. Makke Stout, mica le tue Stout. &#8220;Ah non la conosco. Buona?&#8221; Provala. Quali stout hai bevuto?<br />
&#8220;DeMolen&#8221; Cazzo quasi quasi lo odio sto mulino.<br />
&#8220;Mikeller&#8221; Ecco ha fatto scopa. Dai, metti il carico.<br />
&#8220;Brewdog&#8221; Scopa!<br />
&#8220;e &#8216;n&#8217;americana&#8221;  Hai detto tutto&#8230;si intitola?<br />
&#8220;la ieti&#8221; Ok. Ho capito che hai bevuto solo in tre locali fino ad ora.<br />
&#8220;Ma a me me piacciono le AiPiEi&#8221; Double?<br />
&#8220;Magari!&#8221; Pastose?<br />
&#8220;Siiiiì&#8221; Caramellose?<br />
&#8220;siiiiììì&#8221; Ghigno satanico.<br />
Ti piacciono le birre dolci eh? &#8220;noo le imperialaipiei c&#8217;hanno pure 120 ibbu, sono amarissime&#8221; Eh lo so&#8230; Sì. Tipo?<br />
&#8220;la mikkeller amariglio&#8221; Ah&#8230;bhè&#8230; tutto sto tropicale.. &#8220;Tropicale? E&#8217; paini.&#8221; Traballo. Saranno i sanpietrini sconnessi.<br />
Ma ti piace perchè è uno scirpoppone mappazzoso di caramello e luppolo buttato a secchi.<br />
&#8220;E&#8217; buooooona&#8221; E comincia a pensare che io non capisco un cazzo. Vero. Verissimo.<br />
Allora gli consiglio la Lemon di Karma e la Hog Heaven di Avery.<br />
Butto lì 2 nomi che secondo me dovrebbero piacergli.</p>
<p>A 10 metri da lui c&#8217;è il bivio.<br />
Ma so che andrà molto più lontano.<br />
Continuerà sulla strada del beer geek da ratebeer, facendosi riempire la testa di parole senz&#8217;anima e di sentenze sputate da un pulpito con i cobra che dovrebbe far conoscere e scoprire e non etichettare far disprezzare.<br />
Mai sotto i 10 gradi. Ah sì stasera avrà frainteso il menu&#8230;</p>
<p><em>Disclaimer:  ogni riferimento a cose, persone o birre realmente esistenti è puramente casuale e frutto di coincidenza, l&#8217;autore declina ogni responsabilità eventuale.</em></p>
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