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	<title>Tyrser&#039;s Tavern &#187; pub</title>
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	<description>Sotto ai venti litri è degustazione: una visione disincantata del mondo della birra artigianale tra pensieri e racconti</description>
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		<title>Io, Edimburgo e la valanga</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 16:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Destinazioni birrarie]]></category>
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		<description><![CDATA[Pub Crawl ad Edimburgo sotto la neve. Tre pub storici e centrali per un paio di pinte all'insegna del bere locale. Per scoprire che si possono fare birre da meno di 4% molto luppolate e divertenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin:15px 10px 5px 0px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.tyrser.com%2F2011%2F01%2F02%2F318.htm"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.tyrser.com%2F2011%2F01%2F02%2F318.htm&amp;source=tyrser&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2011/01/Edimburgo2.jpg" rel="lightbox[318]"><img class="alignright size-medium wp-image-320" title="Edimburgo - Guildford Arms" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2011/01/Edimburgo2-227x300.jpg" alt="" width="227" height="300" /></a>Il beer pilgrim deve essere sempre pronto ad ogni evenienza. Ad esempio quando si trova a dover passare una notte ad Edimburgo perché tutto il regno di sua Maestà è isolato causa neve e ghiaccio.</p>
<div id="_mcePaste">Trovandomi in zona stazione di Waverley/Princess Street la scelta dei pub da visitare è caduta sui più prossimi al mio hotel. Sprezzante del freddo e del ghiaccio il mio itinerario prevedeva tre tappe: aperitivo, cena e bicchiere della staffa.</div>
<div id="_mcePaste">Il primo pub visitato è stato il <strong>Cafe Royal</strong>: il pub, in stile vittoriano, è davvero splendido: è dominato al centro da un bancone a isola ovale e da lampadari e lampade in ottone. Il soffitto è finemente decorato, ma sono i 6 pannelli  murari in ceramica  ad attirare l&#8217;attenzione del visitatore: rappresentano 6 innovatori e risalgono al 1886, anno in cui ad Edimburgo si tenne la &#8220;International Exhibition of Industry, Science and Art&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste">Ma veniamo al bancone: oltre alle solite spine commerciali il pub offre solo <strong>4 handpumps con Real Ale</strong> di cui due quasi sempre monopolizzate da Deuchars IPA e dalla Dark Island di Orkney.</div>
<div id="_mcePaste">Io mi sono buttato sulla <strong>Misty Law</strong> di <a title="http://www.kelburnbrewery.com/" href="http://http://www.kelburnbrewery.com/" target="_blank">Kelburn</a>: una amber ale secca e luppolata, con un po&#8217; di diacetile al naso e con il tostato e caramellato che si fondono bene con la citricità del luppolo. Una potenziale ottima session bere.</div>
<div id="_mcePaste">Il secondo pub visitato, e meta per la cena, è stato il <strong>Guildford Arms</strong>.</div>
<div id="_mcePaste">Il locale è meno scenico e storico del Cafè Royal ma ha comunque un bel bancone in legno, un soffitto decorato ed &#8220;palco&#8221; su cui è situato il ristorante (4 tavoli..). Ho deciso di cenare qui perché ho letto da qualche parte che avevano vinto un premio per la cucina, che si è rivelata normale e assolutamente soddisfacente.</div>
<div id="_mcePaste">Ma veniamo alle birre: qui<strong> i cask erano ben 10</strong> e cenando ne ho provate un po&#8217;:  la Deuchars IPA che è sempre un bel bere, come la Bitter &amp; Twisted.</div>
<div id="_mcePaste">Ho apprezzato molto anche la Trade Winds di Cairngorm, una best bitter vincitrice di alcuni premi, che si presenta dorata, leggera, bilanciata e giustamente amara, con sentori non solo citrici ma anche erbacei.</div>
<div id="_mcePaste">Nulla però in confronto a una delle birre più divertenti del 2010: la <strong>Avalanche</strong> di <a title="http://www.fyneales.com/" href="http://http://www.fyneales.com/" target="_blank">Fyne Ales</a>: una golden ale molto luppolata, con un amaro citrico in bocca che ti manda in brodo di giuggiole. Una nota di <strong>pompelmo</strong> e di frutta tropicale mi fanno pensare all&#8217;America (Amarillo e Cascade?) ma soprattutto ad ordinarne un&#8217;altra pinta: una <strong>session beer</strong> che vorrei avere in una calda giornata estiva,ma che comunque si rivela perfetta anche quando fuori fa -10!</div>
<div id="_mcePaste">Per i bicchieri della staffa, giusto dietro al mio hotel, ho concluso la serata all&#8217;<strong>Abbotsford</strong>: un altro pub tradizionale scozzese, inserito nell&#8217;archivio storico del CAMRA e della stessa proprietà del Guildford Arms.</div>
<div id="_mcePaste">Il Pub è favoloso: piccolo (avrà una trentina di posti a sedere) con un bancone centrale a isola del 1902, il soffitto decorato e, soprattutto, un bel camino acceso. Ha un ristorante al piano superiore e offre spesso birre di birrerie locali, oltre alle solite commerciali di rito. Dispone di 5<strong> spine &#8220;a rubinetto&#8221; e di una hand pump</strong>.</div>
<div id="_mcePaste">Ho assaggiato la Stewart&#8217;s 80/-, una classica heavy scozzese, molto maltata, cremosa e poco luppolata, La Christmas Light della Highland Brewing Company: 3.8% per questa birra di Natale (!) molto luppolata, probabilmente con luppoli USA, con una bel tappeto maltato.</div>
<div id="_mcePaste">Per finire ho chiuso con una Sheepshaggers Gold di Cairngorm: abbastanza anonima, dorata e luppolata ma watery e quasi banale.</div>
<div id="_mcePaste">In conclusione: 3 ore in cui il gelo è stato abbondantemente stemperato dal luppolo. E, ironia della sorte, il best in show va a una birra, la Avalanche, mentre una valanga di neve ricopriva le mie speranze di lasciare facilmente Edimburgo.</div>
<blockquote><p>&#8220;To die in a pub is my dearest plan,<br />
with my mouth to the tap as close as I can<br />
Then the angels would say when the singing began<br />
Oh Lord please show mercy to this boozy man&#8221;</p></blockquote>
<p><strong>I luoghi</strong></p>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li>Guildford Arms | 1 West Register Street | <a title="www.guildfordarms.com" href="http://www.guildfordarms.com" target="_blank">www.guildfordarms.com</a></li>
<li>Cafe Royal Circle Bar | 19 West Register Street | <a title="www.caferoyal.org.uk" href="http://www.caferoyal.org.uk" target="_blank">www.caferoyal.org.uk</a></li>
<li>Abbotsford | 3-5 Rose Street | <a title="www.theabbotsford.com " href="http://www.theabbotsford.com " target="_blank">www.theabbotsford.com </a></li>
</ul>
</div>
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		<title>Io, l&#8217;ambiente e la vigilessa</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 16:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
				<category><![CDATA[birra artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[Locali da visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Pub e luoghi birrari]]></category>
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.tyrser.com%2F2009%2F08%2F06%2Fio-lambiente-e-la-vigilessa.htm&amp;source=tyrser&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><img class="alignright size-full wp-image-137" style="margin-left:10px;" title="ghisa" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/08/ghisa.jpg" alt="ghisa" width="200" height="191" />31 Luglio: Milano, svuotata, ti cuoce al vapore da tanto fa caldo.<br />
Capisci  che c&#8217;è qualcosa di strano perchè parcheggiamo davanti all&#8217;ingresso. Sarà la  luce, sarà il caldo, sarà la sete. Entriamo. Il legno è sempre consumato, il  bagno è sempre lo stesso e l&#8217;ambiente è sempre perfetto e il solito tavolo è  libero. Ci sediamo, quasi come a casa.<br />
Arriva il cameriere&#8230; ok come puoi  chiamare cameriere uno con la maglietta degli Slayer e un metro quadro di  tatuaggi?<br />
&#8220;Devi scriverti tu con una biro quello che vuoi sul blocco (delle  comande, nda).&#8221;<br />
Sistema veloce, intelligente, rustico. Non posso chiedere di  più.<br />
Urtiga-Ligera-Pasta-Pasta-Formaggi. Cerco di scrivere bene, soprattutto  i nomi delle birre.<br />
Arrivano. WOW. Due mostri di bevibilità da bere così,  disimpegnati, &#8220;leggeri&#8221; (cit.).<br />
Dura farle resistere fino alla pasta. Buona.  Monte e Sant arrivano a far da puntello ai formaggi.<br />
Ormai il locale è pieno,  il Re spina come un forsennato e se non ci fossero troppe cravatte e troppa luce  sembrerebbero le 22.<br />
Poi arriva lei. Nera e vaporosa. Profumata e seducente.  Affumicata e buonissima. Prendo la prima multa. E pure la seconda. Certo con il  carboazoto è ruffiana, morbida e controllata. Bevendola non la squadro, non la  scompongo, non la penso. La bevo. E immagino solo di poterne avere una a pompa,  una spettinata e meno compostina, un po&#8217; più ruvida e grezza, meno tacchi a  spillo e più flip-flop.<br />
Ma son sofismi. La Ghisa è un monumento a cui il  pellegrinaggio è dovuto.<br />
Tutte le sue sorelle son bellissime ma a me piace  lei. Lei che per farsi bella prima di arrivare al tavolo ci impiega un  sacco&#8230;si fa desiderare.<br />
E&#8217; ora di andare. Al banco c&#8217;è F senza F che fa la  sua pausa pranzo. Per (s)fortuna lavoro a 89,6 km da qui. Stavolta niente  denunce, ci scambiamo solo la convinzione che Lambrate in questo momento stia  tirando il gruppo ad andatura molto sostenuta. Raccatto due bottiglie di  souvenir e ci ricacciamo nel wok milanese. Sa vedum.</p>
<p><em>Info: </em><a href="www.birrificiolambrate.com/" target="_blank">Birrificio Lambrate </a>– Via Adelchi 5 – Milano</p>
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		<title>Io, i pub e il Santo Graal</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 16:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da un po&#8217; che quando vedo sul suolo italico qualche rarità birraria mi chiedo: &#8220;Ma è giusto che questo tesoro sia qui?&#8221; E poi lo ordino&#8230; Ne ho parlato un po&#8217; di tempo fa con un amico che non mi fa l&#8217;autografo: la Lou Pepe alla spina non dovrebbe uscire da Bruxelles. Poi però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin:15px 10px 5px 0px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.tyrser.com%2F2009%2F07%2F06%2Fio-i-pub-e-il-santo-graal.htm&amp;source=tyrser&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><img class="alignright size-full wp-image-131" title="frecce" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/07/frecce.gif" alt="frecce" width="278" height="300" />E&#8217; da un po&#8217; che quando vedo sul suolo italico qualche rarità birraria mi chiedo: &#8220;Ma è giusto che questo tesoro sia qui?&#8221; E poi lo ordino&#8230;</p>
<p>Ne ho parlato un po&#8217; di tempo fa con un amico che non mi fa l&#8217;autografo: la Lou Pepe alla spina non dovrebbe uscire da Bruxelles. Poi però la ordiniamo&#8230;più volte.</p>
<p>A Roma all&#8217;<a title="Off Licence Roma" href="http://www.offlicense.it/main/" target="_blank">Off Licence</a> hanno la Lees Harvest Ale. Non ho ancora capito se si dica &#8220;me cojoini&#8221; o &#8220;sti cazzi&#8221;. Comunque ne ho comprate 4, ero in aereo, altrimenti una cassa&#8230; Per me la LHA è una tappa obbligata, degna chiusura di una cena al White Horse di Londra, magari con un piatto di formaggi inglesi.Una sorta di mistico cammino verso i segreti profondi delle Ales.</p>
<p>E adesso un ragazzino appoggiato a una spider se la beve a cannella nell&#8217;arsura di un pomeriggio romano. Scena da Beverly Hills 90210, non da Camra Inside 00100.</p>
<p>E allora? Allora mi sento come un pensionato che tra un lavoro stradale e un settebello di scopa grida dietro ai ragazzini &#8220;Uè voi siete quelli del tutto e subito, io mi sono fatto la guerra&#8230;e voi fate l&#8217;obbiettore!&#8221;</p>
<p>Già. Ma la voglia di andare alla fonte, sedersi e capire, non mi passa. L&#8217;idea che una kriek dell&#8217;86, marcia, ma bevuta con quattro amici tra le botti di Cantillon apra la mente e le sensazioni a quella geuze o  kriek bevuta a 2000 chilometri dalla sua casa continua a rimanermi in testa. Una Urtiga, milanese come il panettone con le uvette e i canditi, bevuta su uno sgabello di Roma mi rimanda a una pinta, calda, bevuta su un divanetto sgualcito del Kent. Roba da triangolazione per un cartografo.</p>
<p>Non voglio fare il beer snob, ma secondo me <strong>viaggiare e bere sul posto è doveroso</strong>, aiuta a capire e ad accrescere la nostra cultura birrarria. Cultura: parolone, forse troppo grosso per chi, semplicemente, si vuole fare una birra. Però è questa cultura, questo esserci stato che ti fa apprezzare le mille sfaccettature della nostra amata bevanda.</p>
<p>L&#8217;essere andato in Franconia, l&#8217; aver bevuto delle keller ad un tavolone con dei settantenni bavaresi mi portano a non snobbare una zwickel per partito preso e a non ordinare la AiPiEi di rito. Birre a cui solo la maestosità della Tipo Pils riesce a dare un po&#8217; di lustro nel panorama italico. Già, le basse fermentazioni non sono complesse, sono figlie di serie B rispetto a una bella triplo malto d&#8217;abbazia. Sono cose che ho sentito anche in TV. Allora ci credo.</p>
<p>Ma queste sono birre-panda, birre che vanno protette e che difficilmente sopravvivono lontano da casa. Le koelsh, nella loro mostruosa bevibilità, hanno il gran pregio di suicidasi appena le metti nel baule della macchina.<br />
E allora ci devi andare, devi cercare, scoprire e bere. Bere per giorni e giorni, lunghi e tranquilli. Birre che ti parlano, anche se non capisco una parola di tedesco.</p>
<p>E quando entri in un locale e ti guardano strano, perchè non è appena passato un gruppo di americani a saccheggiare, due danesi a ratare o quattro inglesi ad ubriacarsi molestamente, capisci che ti puoi sedere ed imparare qualcosa. <strong>E vorresti averlo sotto casa</strong>.<br />
Ed ecco che il cerchio si chiude: è giusto trovare vicino a casa queste birre?</p>
<p>Me lo chiedo da molto e non ho una risposta. So solo che, sempre e comunque, quando le bevi a casa loro sembrano più buone. E ridivento il pensionato sulla panchina: &#8220;Ti ricordi la Bibock com&#8217;era buona? E quella WV bevuta in macchina in mezzo alla campagna belga? Che buona&#8230;&#8221; E ordino un&#8217;altra AiPiEi perchè mi manca l&#8217;america&#8230;amen.</p>
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		<title>Io le IPA e Three Folks</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 15:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scena: esterno Pub notte, quasi mattina. &#8220;Non mi piacciono i lambic,li ho provati eh, ma a me piacciono solo le Ai-Pi-Ei e le Imperial&#8221;. Mamma mia una cosa così mi rende acido, ma non acetico. Parlo con tre ragazzi: due sono un po&#8217; tanto provati il terzo meno. La conversazione va sulla birra, unico comun [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin:15px 10px 5px 0px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.tyrser.com%2F2009%2F07%2F02%2Fio-le-ipa-e-three-folks.htm&amp;source=tyrser&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><img class="alignright size-full wp-image-126" title="bombe-e-granate" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/07/bombe-e-granate.jpg" alt="bombe-e-granate" width="134" height="150" />Scena: esterno Pub notte, quasi mattina.</p>
<p>&#8220;Non mi piacciono i lambic,li ho provati eh, ma a me piacciono solo le Ai-Pi-Ei e le Imperial&#8221;.</p>
<p>Mamma mia una cosa così mi rende acido, ma non acetico.</p>
<p>Parlo con tre ragazzi: due sono un po&#8217; tanto provati il terzo meno.</p>
<p>La conversazione va sulla birra, unico comun denominatore della via.</p>
<p>&#8220;Per me De Molen è il migliore&#8221;. Davanti a una cosa così, a un&#8217;affermazione di principio, che fai? Cerchi le solide basi.</p>
<p>&#8220;Sono buone perchè sono belle pastose, la birra deve essere così!&#8221;</p>
<p>Ah, e le Pils? &#8220;Buoneeeeee ho provato la Tipopils e la Verhaeghe&#8221;  Pastose? Ah. Solide basi. Scricchiola tutto.</p>
<p>Stasera che ti sei bevuto?</p>
<p>&#8220;Buono sto Val d&#8217;Orcia, ho bevuto la 5 e non mi è piaciuta invece buona la sua seson&#8221; Scusa? &#8220;Sì sì la PVK&#8221;.</p>
<p>Ah. Faccio il brillante, sai perchè&#8230; &#8220;So Tutto&#8221;. Sorride.</p>
<p>Saison? &#8220;non è una seson? Dimmi che stile è! Dai!&#8221; Bisogno di catalogazione. Sento Moreno rotolarsi nel letto.</p>
<p>Hai bevuto la Dupont? &#8220;Noooon mi piace, non è buona.&#8221; Ah ok&#8230; Pils, sei a posto, Saison pure.</p>
<p>Torna Menno con le sue bombe e le sue granate &#8220;Che te piace la De Molen?&#8221;</p>
<p>Ne fa 173 elevato al cubo. Quale intendi? Spara 2/3 nomi in olandese. Lo guardo stupito e sussurro la bomben. Ammicca. Forse pensa che io sia uno che può vedere la luce.</p>
<p>&#8220;A te che stile piace?&#8221; Stile, ancora stile, mi sento come a un cocktail con Dolce &amp; Gabbana.</p>
<p>Dipende. &#8220;Daiiiii uno stile&#8221;. Sorrido, satanico come un felino. Stout. &#8220;Ah vedi belle corpose imperial, corpose, son birre quelle, mamma mia, belle tostate&#8221;</p>
<p>No. Frena.Stop. Makke Stout, mica le tue Stout. &#8220;Ah non la conosco. Buona?&#8221; Provala. Quali stout hai bevuto?<br />
&#8220;DeMolen&#8221; Cazzo quasi quasi lo odio sto mulino.<br />
&#8220;Mikeller&#8221; Ecco ha fatto scopa. Dai, metti il carico.<br />
&#8220;Brewdog&#8221; Scopa!<br />
&#8220;e &#8216;n&#8217;americana&#8221;  Hai detto tutto&#8230;si intitola?<br />
&#8220;la ieti&#8221; Ok. Ho capito che hai bevuto solo in tre locali fino ad ora.<br />
&#8220;Ma a me me piacciono le AiPiEi&#8221; Double?<br />
&#8220;Magari!&#8221; Pastose?<br />
&#8220;Siiiiì&#8221; Caramellose?<br />
&#8220;siiiiììì&#8221; Ghigno satanico.<br />
Ti piacciono le birre dolci eh? &#8220;noo le imperialaipiei c&#8217;hanno pure 120 ibbu, sono amarissime&#8221; Eh lo so&#8230; Sì. Tipo?<br />
&#8220;la mikkeller amariglio&#8221; Ah&#8230;bhè&#8230; tutto sto tropicale.. &#8220;Tropicale? E&#8217; paini.&#8221; Traballo. Saranno i sanpietrini sconnessi.<br />
Ma ti piace perchè è uno scirpoppone mappazzoso di caramello e luppolo buttato a secchi.<br />
&#8220;E&#8217; buooooona&#8221; E comincia a pensare che io non capisco un cazzo. Vero. Verissimo.<br />
Allora gli consiglio la Lemon di Karma e la Hog Heaven di Avery.<br />
Butto lì 2 nomi che secondo me dovrebbero piacergli.</p>
<p>A 10 metri da lui c&#8217;è il bivio.<br />
Ma so che andrà molto più lontano.<br />
Continuerà sulla strada del beer geek da ratebeer, facendosi riempire la testa di parole senz&#8217;anima e di sentenze sputate da un pulpito con i cobra che dovrebbe far conoscere e scoprire e non etichettare far disprezzare.<br />
Mai sotto i 10 gradi. Ah sì stasera avrà frainteso il menu&#8230;</p>
<p><em>Disclaimer:  ogni riferimento a cose, persone o birre realmente esistenti è puramente casuale e frutto di coincidenza, l&#8217;autore declina ogni responsabilità eventuale.</em></p>
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		<title>Ma Che Siete Venuti A Fa&#8217; &#8211; Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 17:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma Caput Mundi e non ci sono mai stato. Vergogna. Arrivo in città un giovedì, ora di pranzo, caldo torrido e mi viene subito sete. Capisco perchè sono qui. Prendo confidenza con la città: mezzi pubblici e quattro passi, senza alcun problema arrivo in via Benedetta, quasi guidato da un richiamo inconscio. Vedo l&#8217;insegna, la [...]]]></description>
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			</a>
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<p>Roma Caput Mundi e non ci sono mai stato. Vergogna. Arrivo in città un giovedì, ora di pranzo, caldo torrido e mi viene subito sete. Capisco perchè sono qui.<br />
Prendo confidenza con la città: mezzi pubblici e quattro passi, senza alcun problema arrivo in via Benedetta, quasi guidato da un richiamo inconscio.<br />
Vedo l&#8217;insegna, la scritta e lo so, lo so cosa sono venuto a fare.<br />
Vedo il mio ospite con una maglietta psichedelica che mi accoglie in strada come se ci fossimo visti il giorno prima a casa mia. Bella. Lo lascio ai suoi problemi ed entro. Il locale è piccolissimo, il banco sulla sinistra e sulla destra un corridoio trafficatissimo di fusti. Legno consumato, vissuto, gente che si gusta una birra appollaiata sugli sgabelli. Spine. Zoigl e Kriek sono le prime de cartucce di una serata lunghissima. Mi siedo lì, al banco, e non mi muovo più. Toronado riflesso. Già. Bella. Manuele si attacca alle spine, per 5 ore da solo ristora tutta la via, ma a me sembra tutta Roma: ci danesi che sono beerlover, le spagnole che chiedono un mojito ma vengono dirottatte su una Moinette che le stende come un treno.<br />
Quello che ordina &#8220;cantillo&#8221; perchè &#8220;je piace l&#8217;etichetta&#8221;, quello che vuole una beck&#8217;s, quella che &#8220;se non è in bottiglia mi fa schifo&#8221; E Manuele dietro, con pazienza a parlare e spiegare il dolce, il resinoso, il forte, il corpo, l&#8217;acido: quanti ne avrà convertiti questo santone heavy? Arriva un altro bicchiere, arrivano gli amici , ma il discorso col banco rimane aperto. Scherziamo con le ragazze, malediciamo l&#8217;impianto che fa le bizze, parliamo di passato e di futuro.<br />
Bella. L&#8217;atmosfera cruda e asciutta, vissuta e parlante mi avvolge. La vetrina dei cimeli, gli sfottò da derby, i clienti così eterogenei, i soliti, quelli nuovi.<br />
Passione e cuore con tanta disponibilità. Sono le due, la saracinesca scende.<br />
Con Manuele e Lorenzo attacchiamo un giro vintage, tutte zozzerie. Però comunque ce le ricorderemo. Il locale così, immobile e silenzioso ti parla. E lo senti il suo spirito sdrucito e liso che ti scende dal bicchiere e ti riscalda.<br />
Chiudiamo. La prima sera è andata, le altre seguiranno simili, avanti e indietro per Trastevere, dove il fuoco arde di luppolo.Bella!</p>
<p><em>Info: <a href="http://www.football-pub.com/">Ma Che Siete Venuti A Fa&#8217;</a> &#8211; Via di Benedetta 25 &#8211; Trastevere &#8211; Roma</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-121" title="Ma Che Siete Venuti A Fa'" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/06/macche.jpg" alt="Ma Che Siete Venuti A Fa'" width="620" height="295" /></p>
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		<title>Atlanta, Georgia &#8211; Parte I</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 19:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Atlanta non è certo una meta ambita per i beerhunters: CNN, Delta, Coca-Cola non sono grossi richiami turistici per noi italiani. Ma se uno decidesse proprio di passarci un paio di giorni riuscirebbe comunque a bere qualcosa di potabile? Siamo negli States,e qualcosa di potabile c&#8217;è sempre. Atlanta ha due birrerie: Sweetwater Brewing Company e [...]]]></description>
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			</a>
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<p>Atlanta non è certo una meta ambita per i beerhunters: CNN, Delta, Coca-Cola non sono grossi richiami turistici per noi italiani. Ma se uno decidesse proprio di passarci un paio di giorni riuscirebbe comunque a bere qualcosa di potabile?<br />
Siamo negli States,e qualcosa di potabile c&#8217;è sempre.<br />
Atlanta ha due birrerie: <a href="http://www.sweetwaterbrew.com" target="_blank">Sweetwater Brewing Company</a> e <a href="http://www.atlantabrewing.com" target="_blank">Atlanta Brewing Company</a> (Red Brick) ed è abbastnza facile reperire i prodotti locali nei vari pub della città: ad Atlanta ogni pub che si rispetti ha una lista di birre che comprende sempre una sezione &#8220;local&#8221; con le birre del proprio stato e anche i locali commercialissimi hanno comunque un paio di spine craft.<br />
Inoltre in città ci sono anche alcuni brewpub.<br />
Ero alloggiato a downtown: ho visitato solo locali nel raggio di un paio di miglia dal centro, facilmente raggiungibili in taxi o a piedi.</p>
<p><a title="The Porter Atlanta" href="http://www.theporterbeerbar.com" target="_blank"><strong>The Porter </strong></a><em><br />
Indirizzo: 1156 Euclid Ave</em><br />
Il pub è abbastanza fuori dal centro, ma in una zona piena di locali.<br />
Non è molto grande ma è accogliente: arredato in legno con uno stile molto southern da distillatori clandestini.<br />
Le spine sono ben fornite: molte le birre straniere (belghe) presenti e anche US.<br />
Alla spina vengono servite pinte e mezze pinte americane.<br />
Ottima l&#8217;idea dei &#8220;taste a tema&#8221;: 4 bicchieri da 4oz di quattro birre diverse ma simili. Io ho preso le IPA e i Winter Warmer  saltando quello delle belghe di natale.<br />
C&#8217;è anche una selezione di bottiglie interessante.<br />
Il cibo è buono e tipicamente da pub (era la mia prima cena negli USA quindi non avevo ancora a noia il pub food;-) ) con qualche digressione interessante: cozze alla belga, wurstel alla bavarese e pesce.<br />
Il servizio cordiale e tempestivo: si aspetta poco e nonostante il locale fosse pieno non cercano di mandarti via.<br />
<strong>La birra</strong> <em>Weyerbacher Double Simcoe IPA Piny,resinosa ed estrema. Un pugno di luppolo, benvenuti negli States.</em></p>
<p><strong><a title="Taco Mac" href="http://www.taco-mac.com/metropolis.htm" target="_blank">Taco Mac Metropolis</a><br />
</strong><em>Indirizzo:933 Peachtree St NE</em><br />
Ci vado di domenica per cena, i Falcons giocano la partita che li porterà ai playoff e il locale è pieno.<br />
Chiedo un tavolo e mi dicono &#8220;40 minutes&#8221;&#8230; vado ad aspettare al banco.<br />
Il locale ha un numero enorme di spine  (sulla brochure ne sono indicate 140..) e di bottiglie, ci sono un bel po&#8217; di commerciali ma anche tante tante craft beers. Serve pinte e mezze pinte americane. Attacco con una Avery IPA per la nostalgia di Denver e poi con una 60 minutes.<br />
Bevo in piedi in un angolo e consulto il menù. Solito cibo americano: burgers, steaks, burritos e pollo.<br />
Dopo mezz&#8217;ora rintraccio la cameriera e chiedo del mio tavolo. mi risponde che, essendo andato al banco, ho perso il mio turno: &#8220;50 minutes&#8221;. Me ne vado.<br />
Locale tipicamente americano per famiglie, molto affollato. Vasta selezione di birre (alcune viste solo lì). Personale mediamente scontroso, molto sotto agli standard della città.E non hanno la minima idea di che birre stiano servendo. Dopo i primi 5 minuti di euforia per il paradiso con 100 spine si capisce che c&#8217;è di meglio. Ho letto che spesso hanno birre &#8220;stale&#8221;: cioè &#8220;posse&#8221;, come il pane del giorno prima&#8230;<br />
<strong>La birra</strong><em> Dogfish Head 60 Minute IPA semplice e soddisfacente, la troverò in ogni locale di Atlanta e nel frigo in albergo. Ah $8.99 per un sixpack&#8230;</em></p>
<p><em>[to be continued....]<br />
</em></p>
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		<title>Toronado &#8211; San Francisco</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 20:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyrser</dc:creator>
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		<description><![CDATA[San Francisco: Golden Gate e Cable Car sono nella mente di tutti, quelli normali. Nella mia c’è il Toronado. Uno dei posti più brutti ma più belli del mondo. A metà di una maledetta strada in salita c’è una porta bianca, aperta a metà, la metà superiore. Entro timoroso.  Posto piccolo, liso, consumato. Bancone a [...]]]></description>
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<p><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignright size-full wp-image-97" title="Toronado" src="http://www.tyrser.com/wp-content/uploads/2009/04/toronado.jpg" alt="Toronado" width="125" height="150" />San Francisco: Golden Gate e Cable Car sono nella mente di tutti, quelli normali. Nella mia c’è il <strong>Toronado</strong>.</p>
<p>Uno dei posti più brutti ma più belli del mondo. A metà di una maledetta strada in salita c’è una porta bianca, aperta a metà, la metà superiore. Entro timoroso.  Posto piccolo, liso, consumato. Bancone a destra. Trovo uno sgabello.  Il publican sembra un po’ la versione asciutta del cantante dei Limp Bizkit, tutto coperto di tatuaggi, in nero come la notte. Cattivo.<br />
Ordino &#8220;Pliny the Elder&#8221;. Mezza pinta. Mi guarda malissimo.<br />
&#8220;Two bucks&#8221; : il prezzo del  paradiso. Due dollari sul bancone. Adesso voglio la Alaskan Smoked Porter! Mi ignora. &#8220;Half pint&#8221;.&#8221; Mi ignora. &#8220;Sorry&#8221;" Mi ignora.Dopo qualche giro dietro al bancone a distribuire pinte come un funambolo mi urla dietro dicendomi che non mi serve perché prima da la birra a chi lascia la mancia. &#8220;The American Way&#8221;.<br />
&#8220;Fock&#8221;, come dice lui, con quella O che sembra un pugno in pancia. Vorrei alzarmi e andarmene mandandolo a cagare. Ma no.  &#8220;E’ la California&#8221; penso.<br />
Arriva la seconda mezza pinta. Allungo 5 dollari e non prendo il resto. Ho capito il movimento. Let’s dance.<br />
IPA, DIPA,Porter,Stout, Pale&#8230; il paradiso del luppolo facendo slalom tra le belghe sulla lavagna.<br />
Sono seduto da qualche ora su quel trespolo. Fine primo round.<br />
Il giorno dopo torno. Mi saluta. &#8220;Hey Dude&#8221;. Fock sono a casa. E via di pinte Pliny, birra a caso, Pliny, Blind Pig, birra a caso, Pliny&#8230;  Un ping pong tra Cilurzo e il resto del mondo. Converso con un afroamericano che odia tutto l’Arizona e beve Weisse tedesche col limone e una coppia dell’Oregon pazza per l’Italia e il ciclismo (di cui so quasi nulla&#8230;) che svuota pinte di DIPA californiane guardandomi come se fossi un marziano perché sono stato in Belgio, ma davvero&#8230;<br />
Arriva anche la salsiccia presa dalla ragazza punk nel &#8220;negozio&#8221;  a fianco, che ha tre tipi di consulazioni: inside, take away e Toronado&#8230;<br />
Altre pinte&#8230;Ogni tanto lo scuro mi ricaccia indietro i bucks: &#8220;It’s mine dude&#8221;. Wow. Comincio anche a capire quella strana lingua che parla, farcita di parolacce con accenti da Geordie e di parole che credo farebbero arrossire i Geordie suddetti, se solo le capissero&#8230;<br />
Ordino una Cuveè  de Tomme (faccio lo splendido) e lui mi da un pugno sul pugno in segno di approvazione: &#8220;This is California dude&#8221;  penso.</p>
<p>Il Toronado è sicuramente uno dei pub più famosi al mondo. Non  ha un numero impressionate di spine, una quarantina, e una quarantina di bottiglie.<br />
Serve SOLO birra (io non ho visto altro&#8230; e non oserei chiedere altro&#8230;), per il cibo  alla sua sinistra c’è un venditrice di ottime salsicce con una ventina di tipi diversi a &#8220;menù&#8221;. Il Toronado ha anche quattro o cinque tavoli, ma credo che per trovarli liberi sia necessario il bivacco. E ricordate &#8220;Tipping is not another  fuckin’ Chinese town&#8221;</p>
<p><em>Info: </em><a title="Toronado San Francisco" href="http://www.toronado.com/" target="_blank">Toronado</a> &#8211; 547 Haight St. &#8211; San Francisco</p>
<p><em>L&#8217;ispirazione per questo post viene dal blog di Leo <strong><a title="Hoppy Hour Blog" href="http://hoppy-hour.blogspot.com/" target="_blank">Hoppy Hour</a></strong> e dal suo post &#8220;Saldi!</em>&#8220;</p>
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		<title>Wenlock Arms &#8211; Londra</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 19:16:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La prima volta che ci sono stato pioveva che Dio la mandava. Dentro c&#8217;ero solo io e un anzianotto locale. Chiedo una mezza pinta, e la tipa al banco mi guarda male e dice qualcosa di incomprensibile (&#8220;femminuccia&#8221; penso fosse troppo elegante). Io continuo il mio giro di mezza pinta di ogni birra (8 credo) [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<p><img class="alignright" title="Wenlock Arms Londra" src="http://www.tyrser.com/images/wenlock.jpg" alt="" width="250" height="190" />La prima volta che ci sono stato pioveva che Dio la mandava.<br />
Dentro c&#8217;ero solo io  e un anzianotto locale.<br />
Chiedo una mezza pinta, e la tipa al banco mi guarda  male e dice qualcosa di incomprensibile (&#8220;femminuccia&#8221; penso fosse troppo  elegante).<br />
Io continuo il mio giro di mezza pinta di ogni birra (8 credo) e  prendo pure un Salt Beef sandwich .<br />
A un certo punto entra un secondo anzianotto  che ordina due pinte diverse: sorsatona dal primo bicchiere e poi ci versa  dentro un po&#8217; della seconda birra.<br />
E va avanti così facendosi pinte  &#8220;spruzzate&#8221; con la seconda birra.<br />
Io intanto finisco il mio giro. E ordino  una pinta di una stout che mi era davvero piaciuta. Il primo anzianotto  &#8220;Finalmente bevi da uomo&#8221;. la &#8220;barista&#8221; : &#8220;stava cercando quella che gli piace&#8221;.  Secondo anzianotto: &#8220;Io me la faccio da me&#8221;<br />
Lascio il divanetto e passo  un&#8217;oretta coi due anzianotti a parlare male dei francesi che avrebbero giocato  contro l&#8217;Inghilterra il sabato e a demolire tutti gli stereotipi  che avevano sugli italiani.<br />
Smette di piovere, saluto ed esco. L&#8217;anzianotto mi saluta con un  bel &#8220;Parli troppo bene l&#8217;inglese per essere italiano&#8221; e il secondo, rivolgendosi  al primo &#8220;Hai bevuto troppo e sono solo le 4&#8230;&#8221;<br />
Adoro quel posto&#8230;</p>
<p><strong>Info: </strong><a title="wenlock arms website" href="http://www.wenlock-arms.co.uk" target="_blank">Wenlock Arms</a>, 26 Wenlock Road, London</p>
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