Io, il tram e i collegamenti

Una serie di casuali e voluti collegamenti legano il mio viaggio a San Francisco con una birra bevuta tra amici a Roma.

Lost Abbey Cable Car
Lost Abbey Cable Car

Tutto inizia a San Francisco, in un pub: il Torondo, T-Room per gli amici.
Ricordo ancora l’emozione di aprire la mezza porta ed entrare in quello che, a qualunque sano di mente, sembrerebbe un girone infernale.
Il posto burbero e ruvido per eccellenza, ma appena il tuo sedere si adatta allo sgabello diventa una reggia dalla quale non vuoi più uscire.
Il viaggio inizia con un approccio quasi fisico, continua con le mance e le Pliny, ormai siamo sulla strada giusta. La Couvee de Tomme, incastonata tra alcune Pliny collega Lost Abbey a Russian River.
Torno a casa, ma rimango linkato alla California. Alle sue botti e alle sue wild ale.

Pausa.

San Diego. Pellegrinaggio a San Marcos. Tomme e le botti. Magheggi e sogni. Capolavori e sindrome di Stendhal. Poi gli sgabelli, l’ O’Brien’s, uno dei bar più luppolati del mondo dove puoi vedere una cameriera spostare allegramente fusti (pieni) mentre ti consiglia le birre.
E qui tra una Pliny e l’altra passano le varie Beatification, Supplication, Temptation (tutte batch 1… ça va sans dire) grazie alla presenza del Maestro.
A fine serata, come per magia, appare un souvenir.

La reliquia mi viene concessa, incartata e riportata a casa, coccolata e trasportata a Roma dove, in una notte di Settembre, è stata condivisa con un gruppo di amici. Con la sua eleganza alla Audrey Hepburn ha fatto diventare subito delle Lady Gaga qualsiasi le birre bevute fino ad allora.

Altro link, altra coincidenza (voluta), altra emozione: bere quella birra, dedicata alla T-Room, proprio “in fronte al Macche“, uno di quei posti che chiamo casa. Un altro passo verso l’illuminazione. Un altro passo verso la conoscenza. Oppure, semplicemente, prendo una tramway a cui nessuno cambierà colore e mi faccio portare fino alla prossima fermata.

Abbiamo bevuto una Lost Abbey Cable Car del 2009, una American Sour Ale di 7 gradi prodotta appositamente per il Toronado di San Francisco.
Il retro etichetta recita così, e non è neccessario altro commento:

You’ve made it to 547 Haight Street.
This destination is more San Francisco than Rice A Roni, Chinatown, and Lombard Street combined.
Welcome to Broadway for brewers everywhere. Everyone who is anyone has poured their kegs here.
For the last 20 years, this place has launched careers, confirmed legacies, and since 1987 the only name you need to know is David Keene.

Take a seat. Tip Strong. Nod appreciatively and don’t ask stupid questions. Welcome to Big Daddy’s House known to most simply as “The T-Room.”
Here the bartenders are fluent in English, German, Flemish, French, Waloon and Czech. But they’re most know for their American Lip Service.
Watch it. The lady with the jet black hair behind the bar eats idiots for lunch.

At 547 Haight Street, you won’t find any Cable Cars except for this one. But if you’re standing outside the Dutch Doors of the World Famous Toranado, you surly found the most interesting place in all San Francisco.

Its’ about RESPECT. Dave you continue to have ours. Here’s to 20 more years of punishing livers everywhere. Cheers Gina, Jim, Tomme, Vince and the Brewers of Port Brewing

Toronado – San Francisco

ToronadoSan Francisco: Golden Gate e Cable Car sono nella mente di tutti, quelli normali. Nella mia c’è il Toronado.

Uno dei posti più brutti ma più belli del mondo. A metà di una maledetta strada in salita c’è una porta bianca, aperta a metà, la metà superiore. Entro timoroso.  Posto piccolo, liso, consumato. Bancone a destra. Trovo uno sgabello.  Il publican sembra un po’ la versione asciutta del cantante dei Limp Bizkit, tutto coperto di tatuaggi, in nero come la notte. Cattivo.
Ordino “Pliny the Elder”. Mezza pinta. Mi guarda malissimo.
“Two bucks” : il prezzo del  paradiso. Due dollari sul bancone. Adesso voglio la Alaskan Smoked Porter! Mi ignora. “Half pint”.” Mi ignora. “Sorry”” Mi ignora.Dopo qualche giro dietro al bancone a distribuire pinte come un funambolo mi urla dietro dicendomi che non mi serve perché prima da la birra a chi lascia la mancia. “The American Way”.
“Fock”, come dice lui, con quella O che sembra un pugno in pancia. Vorrei alzarmi e andarmene mandandolo a cagare. Ma no.  “E’ la California” penso.
Arriva la seconda mezza pinta. Allungo 5 dollari e non prendo il resto. Ho capito il movimento. Let’s dance.
IPA, DIPA,Porter,Stout, Pale… il paradiso del luppolo facendo slalom tra le belghe sulla lavagna.
Sono seduto da qualche ora su quel trespolo. Fine primo round.
Il giorno dopo torno. Mi saluta. “Hey Dude”. Fock sono a casa. E via di pinte Pliny, birra a caso, Pliny, Blind Pig, birra a caso, Pliny…  Un ping pong tra Cilurzo e il resto del mondo. Converso con un afroamericano che odia tutto l’Arizona e beve Weisse tedesche col limone e una coppia dell’Oregon pazza per l’Italia e il ciclismo (di cui so quasi nulla…) che svuota pinte di DIPA californiane guardandomi come se fossi un marziano perché sono stato in Belgio, ma davvero…
Arriva anche la salsiccia presa dalla ragazza punk nel “negozio”  a fianco, che ha tre tipi di consulazioni: inside, take away e Toronado…
Altre pinte…Ogni tanto lo scuro mi ricaccia indietro i bucks: “It’s mine dude”. Wow. Comincio anche a capire quella strana lingua che parla, farcita di parolacce con accenti da Geordie e di parole che credo farebbero arrossire i Geordie suddetti, se solo le capissero…
Ordino una Cuveè  de Tomme (faccio lo splendido) e lui mi da un pugno sul pugno in segno di approvazione: “This is California dude”  penso.

Il Toronado è sicuramente uno dei pub più famosi al mondo. Non  ha un numero impressionate di spine, una quarantina, e una quarantina di bottiglie.
Serve SOLO birra (io non ho visto altro… e non oserei chiedere altro…), per il cibo  alla sua sinistra c’è un venditrice di ottime salsicce con una ventina di tipi diversi a “menù”. Il Toronado ha anche quattro o cinque tavoli, ma credo che per trovarli liberi sia necessario il bivacco. E ricordate “Tipping is not another  fuckin’ Chinese town”

Info: Toronado – 547 Haight St. – San Francisco

L’ispirazione per questo post viene dal blog di Leo Hoppy Hour e dal suo post “Saldi!